Questo è il titolo del post apparso a ridosso della morte di Steve Jobs sul blog di Antonio Menna.
Quello il post che ha cambiato la vita professionale di Antonio Menna.
Quelle le righe, acute, precise, puntuali, ma forse neanche le migliori da lui scritte, che hanno fatto conoscere il talento di Antonio Menna all'universo web e, per fortuna, non solo.
Antonio Menna è un giovane giornalista e scrittore, nato a Potenza, ma cresciuto a Napoli.
Per la precisione – e lui ci tiene – a Marano di Napoli.
E fa bene a tenerci: nel corso degli anni è stato Consigliere comunale e, in seguito, Assessore alla cultura e, in un altro momento, ancora alle politiche sociali del Comune di Marano di Napoli.
Dal 1991 è iscritto all'Ordine dei Giornalisti, collaborando, a far data dal 1988, con numerose e rilevanti testate, tra cui Il Mattino, Liberazione e Il Manifesto.
Antonio, da qualche anno è anche blogger, aprendo una finestra sul suo mondo interiore meraviglioso, fatto di ironie, di attente analisi, di provocazioni, se vogliamo, anche di divertissement.
E, per sommo paradosso, probabilmente anche il post di cui sopra – l'invenzione di uno Stefano Lavori uguale identico a Steve Jobs, dotato dello stesso acume, della stessa prorompente vitalità, perfino di un amico, Stefano Vozzini, analogo a Steve Wozniak, ma nato in provincia di Napoli – voleva, forse, essere quello: un divertissement.
Eppure questo divertissement, come sopra dicevo, gli ha cambiato la vita.
Gli ha fatto ricevere, dal giorno della pubblicazione agli inizi dello scorso ottobre, oltre 450mila visite e innumeri commenti; lo ha fatto girare per trasmissioni televisive come UnoMattina e Omnibus; lo ha fatto intervistare via radio, via web, via giornale.
In una parola lo ha travolto con quel successo che probabilmente gli spettava da anni e per cose per le quali aveva lavorato molto di più.
Non che il post e l'idea sottesa non siano carini, se non addirittura efficaci e, indubbiamente, dotati di molto, moltissimo senso del kairòs, quella capacità di cogliere il momento giusto e di crearlo con il favore degli dei, tipica dell'uomo illuminato.
Eppure, forse, questo clamore urbi et orbi Antonio Menna lo meritava già.
Ma gli antichi ancora ci soccorrono. E quindi non è tanto il quomodo, né il quando a rilevare, ma piuttosto il quid.
E quindi è molto bello poter annunciare che tra poche settimane, per gli inizi di gennaio, Se Steve Jobs fosse nato in provincia di Napoli diventerà un istant book edito da Sperling & Kupfer.
Intanto, perché sarà di sicuro godibilissimo e poi perché porterà di certo nuovo successo alle precendenti pubblicazioni di Antonio Menna (Cocaina & Cioccolato e Baciami molto).
E perché è cosa buona e giusta che Antonio Menna giornalista, scrittore, blogger veda riconosciuti i suoi meriti; gli stessi che, forse, gli sarebbero già stati attribuiti se non fosse nato nel nostro bellissimo e distratto paese.