David Foster Wallace

David Foster Wallace è da qualche anno il mio scrittore preferito; forse preferito non è una dizione giusta. Non è che lo preferisca rispetto ad altri o che io abbia una classifica di scrittori e libri in generale. Il mio occhio é particolarmente svelto, leggo sempre, leggo di tutto: dai classici alle stronzate, dalla più alta lettaratura al più fruibile dei libri di genere, dalla narrativa alla saggistica al giornalismo.
Non a caso sono molto miope…

"Io quand’ero piccola i libri mi hanno salvata" potrei dire parafrasando l’amico Francesco, perchè mi hanno sempre portato in un mondo fantastico, fantastico perché diverso, lontano dal mio e dalle mie malinconie, anche quelle più stupide.
Ma torniamo a Foster Wallace. Lo conobbi per caso, grazie al prestito di un mio ragazzo (niente c’è di più benedetto che scambiarsi libri con le persone che ami, sempre che li rendano of course, supermog ed io, ad esempio, abbiamo un più che proficuo traffico di libri col mitico Ing, di cui pure tanto si dovrà dire) che mi diede "La ragazza dai capelli strani ", un’antologia di racconti.
Il nostro incontro non fu un colpo di fulmine: il racconto non è la mia dimensione letteraria preferita, l’antologia mi pareva discontinua, fulminante in alcuni punti, quasi sfuggente in altri.
Poi morì mio padre. E io, beh io, lasciamo stare…
Ero in casa molto spesso e tra film, libri e degustazioni di vino e formaggio con le Tre dita e Supermog, credo di aver saggiato il meglio della vita, chiusa in pochi metri non solo spaziali.
Fu in quel periodo che l’Ing mi prestò "Infinite Jest" , forse il capolavoro di David Foster Wallace, forse il nuovo romanzo americano. Parlarne é ostico: é un libro dalle mille sottotrame, è un tomo di più di 1200 pagine "inzeppate" di note, postille, considerazioni, meta-narrazioni; ma è quanto di più vicino credo esista ai veri e migliori esisti della letteratura contemporanea occidentale.
David ha una scrittura del tutto sua, fatta di ricercatezza, neologismi, termini tecnici e di slang. Investiga ossessioni, paradossi, dipendenze, derive della logica con la stessa forza e il disincanto di chi non può esserci stato troppo lontano ma che contemporaneamente sa riderne, forse perché se c’è passato ed ora ne é un po’ più lontano o semplicemente ha la benedizione di una forte, incrollabile, dissacrante ironia. Quella che ti sa far ridere di tutto anche tra le lacrime, anche quando di lacrime non ne hai più perché il dolore te le ha asciugate tutte.
Ecco ora che David non c’é più, consiglio a tutti di conoscerlo, di leggerlo. Per chi ha poca pazienza forse non segnalo "Infinite Jest ", ma leggete "Considera l’aragosta " e capirete che sì, é vero: la vita é più intollerabile proprio per chi ha di più nella testa, nel cuore, davanti agli occhi. 

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
Questa voce è stata pubblicata in 3dita, oggi ho letto, supermog. Contrassegna il permalink.

2 risposte a David Foster Wallace

  1. wollnats ha detto:

    sei riuscita a farmi piangere. e non lo avevo fatto nemmeno quando DFW è morto.
    nella lista delle cose da fare prima di morire, diciamo tra le prime dieci, c’è “fare qualcosa di grande per DFW, qualcosa che vorresti dirgli di aver fatto, qualcosa per cui lui ti direbbe bravo”.
    quindi grazie per questo post, perché anch’io i libri mi hanno salvato. i suoi più di altri.

  2. superegovsme ha detto:

    Grazie a te per le belle parole.
    Anche se da lontano, da mera lettrice, per me David era importante, il suo suicidio è stato per me un dolore, ancora più forte quanto per certi versi inespiegabile.

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