Carmencita

Carmen è la nostra cameriera.
Potrei chiamarla colf, usare una contorta espressione del tipo è-la-donna-che-aiuta-Supermog-a-fare-le-pulizie ma questo non cambierebbe la natura di ciò che lei fa a casa mia, né il rispetto che provo per lei.

Carmen è una bella dona di circa quarant’anni, con un bel viso sempre sorridente, un fisico asciutto, forse fin troppo; è rumena e vive e lavora in Italia da qualche anno. Il suo italiano è  quasi perfetto, molto preciso, in certi casi perfino accurato.
Carmen, come tante persone dell’est europeo, è venuta in Italia per mantenere la propria famiglia: i genitori ormai anziani ed un figlio quasi diciottenne, di cui il padre, suo marito per tre anni, dopo la separazione si è del tutto disinteressato. Carmen lavora più di dodici ore al giorno, a volte anche di più. Si divide tra tre case, uno studio medico e l’assistenza all’ospedale di una signora allettata. Talvolta, dopo una nottata in bianco al capezzale della degente, arriva a casa mia senza nemmeno essere passata per la sua di casa.
Oggi mi ha raccontato così, con grande semplicità, che ieri ci sono stati i funerali di suo padre e che lei, che non è potuta andare, era comunque felice perché è potuta ritornare a casa una sua carissima amica "E sai, Ego, è stato un po’ come se ci fossi stata anch’io.". Mentre lo diceva sorrideva tristemente ma senza neanche l’ombra di una lacrima negli occhi. Quegli occhi che spesso sono velati di tristezza dietro ai sorrisi che sempre ti regala, quegli occhi che si accendono quando pensa ad una sciocchezza: "Sai, non è vero che non penso mai a me stessa. A volte se sono triste o arrabbiata, compro qualcosa per me. Però poi questi vestiti eleganti non li posso mettere: a lavoro li sciuperei, la sera non esco. E così, non ridere però, li mando a casa: le mie nipoti sono giovani, loro li potranno usare."
Tutto questo mi fa pensare che ci sono persone che la vita non spezzerà mai, anche provandoci in continuazione. E che soffre sempre di più chi non dovrebbe soffrire, chi non lo meriterebbe.
Perché con quel sorriso così, sotto quel sorriso così non può che esserci un gran cuore.
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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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Una risposta a Carmencita

  1. dolcissima tu. dolcissima la tua Carmen.

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