il Consiglio del DisOrdine degli Avvocati

Disclaimer: il presente racconto costituisce frutto della mente malata di Ego, ogni riferimento a fatti, luoghi e persone realmente esistenti è puramente casuale e non voluto dall’autrice.

Ebbene sì, oggi sono ufficialmente iscritta a quell’esame così ordinato e rispettoso dei regolamenti, nonchè del pubblico decoro, che mi renderà possibile un giorno incertus an incertus quando di essere un AVVOCATO.
"AVVOCA’ AVVOCA’ cummè state! AVVOCCA’ AVVOCA’ ca ricite ‘a vincimmo a causa?"
Roba che uno per esserlo deve davvero ringraziare la Maddy (quella un po’ meno truccata, dico), no?
Comunque il bello non è neanche questo.
Diciamo che Ego, come in tutte le cose che faccio, non è stata eccessivamente accurata nello svolgimento della sua pratica, che tra l’altro non ha coinciso per una sua buona metà neanche con un periodo chissà quanto luminoso della mia vita.
Attenzione non sono stata scrupolosa ma rispetto alla stragrande maggioranza dei praticanti del foro sono una specie di giglio: la mia pratica è stata quasi tutta effettiva, ho preso tutte le presenze personalmente, ho esercitato la professione attivamente per più di dodici lunghissimi mesi.
Semplicemente mi mancava il visto del penultimo semestre.
Oggi bel bella, con la mia solita tecnica "famo tutto all’ultimo secondo che se no come ci vengono le crisi di nervi", mi sono recata nel fenomenale e accogliente Palazzo di Giustizia, sito davvero da visitare, ci dovrebbe passare anche il Citysightseeing.
Già per arrivare il primo disastro ma, poichè sarebbe un O.T., me lo riservo per  un altro post (mica ve la scampate, eh!).
Giunta nel locus amoenus mi dirigo prima a presentare la domanda per l’esame: mi intrattengo con simpatiche colleghe, noto con disappunto la presenza di ultratrentacinquenni che si iscrivono a loro volta (e vabbè che è una lotteria ma nel senso reale del termine, però pure con la sfiga ad un certo punto se combatte o ci si soccombe!), faccio una scenetta, questa volta da incolpevole, con lo sportellista che, letto il mio indirizzo, mi racconta un intricatissima storia sul fatto che il cugino del cognato della moglie di suo fratello (il novanta per cento delle storie nella mia città inizia così, e la cosa bella è che l’interlocutore medio, non certo Ego beninteso, capisce benissimo tutti i gradi di parentela) è l’istallatore dei citofoni del mio parco.
Insomma tutto nella norma, il bello ha da venire.
Con la mia sopraggiunta Domina, una donna meravigliosa nonchè mamma della Sys, la più cara dellle mie Amichette, ci rechiamo al Consiglio del (Dis)Ordine, dove ci intruppiamo da un Consigliere amico.
Il tipo mi firma sorridendo il quarto semestre e io gli faccio:
"Consigliere mi perdoni- con voce morbida e suadente- dovrebbe firmarmi anche il terzo semestre."
Lui, come scosso da un improvviso fulmine: "Come anche il terzo semestre in che senso? -lacerandosi immaginarie vesti- non l’ha vidimato? O mio Dio, lei lo sa che potrebbe– parolina magica- perdere tutta la pratica? Ma poi come è possibile, lei dott.ssa non lo sa che la pratica deve essere continuativa? Non l’ha forse letto il regolamento?" ma perchè esiste anche il manuale del perfetto praticante? Io ero rimasta a quello del perfetto Mezz’elfo di Advanced…
Ego:" Sono davvero mortificata, io credevo si intendesse che la pratica, nel senso dello svolgimento delle mansioni, dove essere essere continuativa, ma che il libretto potesse poi essere vidimato anche in un secondo momento, come vedrà io…"
Lui: "Vabbè, guardi, solo per la presenza della collega che poi conosco, ma è una cosa eccezionale, eh! Solo perché è la Domina se no, guardi, insomma, lei per la sua disattensione cosa va a rischiare… Scrivi, scrivi DominadiEgo: con questa mia vengo a chiedervi…"
Mentre dettava la tremenda e postulante epistola alla mia Domina (che non credo abbia mai avuto praticante peggiore e visto che è stata la Domina delle Amichette tutte non è dir poco), giunge presso un’altra consigliera un’altra praticante che toma toma fa, urlando, laddove io avevo usato un seducente soffiato:
"Consigliera io dovrei convalidarei tre semestri di pratica…"
Consigliera: "Lui, la dott.ssa deve convalidare tre semestri…"
Lui: "Ma che stiamo scherzando?! Francamente è impossibile… insomma, ma qui diamo i numeri, no, No, NO!" con un’espressione sul viso di serio e turbato sgomento.
Consigliera: "Pure lei dott.ssa ma come è possibile, lei si sta affacciando ad una professione così seria…" e la terra non si apriva sotto la sua sedia mentre profferiva tali parole…
La consigliera e la sventurata dott.ssa confabulano, mentre la Domina continua la sua fatica letteraria.
Lui: "Scrivi, scrivi: punto, due punti, punto e virgola… e lei dott.ssa ce l’ha la relazione, ce l’ha i visti, ce l’ha la sua anima immortale…"
Ego: "Certo consigliere- mentendo se non altro sull’ultima, le altre cose ce le avevo sul serio… ora giacciono nei cessi del Consiglio, secondo me!- guardi la ringrazio sentitamente, Lei immagina quali problemi mi avvrebbe causato questo mio sciocco ed imperdonabile errore…"
Lui: "sì, sì si figuri, non c’è problema…" ma come non stavamo contravvendo a tutte le regole dell’avvocatura sancite a livello mondiale?
Consigliera: "Ehm Lui… lo sai, la dott.ssa è la figlia di…"
Lui: "Ah, davvero… mi saluti suo padre, dott.ssa, allora vediamo che dice il presidente…"
Lui: "Vabbè Domina allora tutto ok, in bocca al lupo eh, dott.ssa Ego, che l’esame è tosto…"
La sventurata, tanto perchè lo sappiate, era dietro di me in fila per il certificato di compiuta pratica…
"se dillo a mamma se, se dillo pure a me, ca tu o chiamme Ciccio o Antuonn’, ca tu o chiamme Beppe o Ciro, chillo o ninn’ è niro niro, niro niro cumm’ a cchè"

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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