Daje de Giapanese!

Ieri sera, sempre in tema di disperato e disperante girl power (una teoria che francamente non ho mai condiviso, come dire il potere è sempre stato delle donne, ste cazzate tipo femminismo non so state troppo funzionali, e soprattutto a me non m’aveva chiesto niente nessuno IO NON MI VOLEVO EMANCIPARE!), mi sono recata con la Sorellona da Kukai Nibu.
Kukai è probabilmente il ristorante giapponese di Napoli che preferisco: io amo molto la cucina giapponese, pur non essendone una grande intenditrice; alla fine l’ho mangiata solo nella mia città e a Capri, nel mitico Suhi bar del Quisi, che aperitivo di gran class!!!
Però, nonostante questo, ho fatto un parallelo attento tra i quattro ristoranti giapponesi napoletani e sono addivenuta alla conclusione che Kukai sia il migliore.
Zen e Tokio, l’ultimo ad aprire vicino via Filippo Neri, sono francamente di un livello peggiore: la qualità delle materie mi pare piuttosto bassina, Zen addirittura è gestito da cinesi e ha scarso personale giapponese, temo perfino in cucina; quanto a Tokio non mi sento di valutarlo perchè ci sono andata una sola volta con Nuvola e Fransisco Franco, saggiando poche cose sostanzialmente solo sushi, sashimi e alcuni maki. L’impressione che ne ho avuto è che non fosse malaccio, nonché considerevolmente economico: ordinando sufficientemente (con due birre grandi e due bottiglie di acqua) ce la siamo cavati con 20 euro a persona.
Ma al di là di queste notazioni gastronomico-economiche il gap dei due locali è un assoluta assenza di gusto: sono entrambi stroboscopici e kitschtettoni.
Quanto a Jap-one che si trova a via Cappella Vecchia e credo sia stato il primo ad aprire, il discorso è differente: la qualità è alta, il locale con pochi coperti è intimo e curato, ma la scelta di menu non è ricca, manca completamente di vini (almeno fino all’ultima volta che ci sono andata, quando proproneva delle bollicine e un Gavi di Gavi), cosa che a mio giudizio per un ristorante che si presenta come di fascia alta non è mai accettabile, e poi è decisamente più caro (si viaggia sui 35 euro a persona, con un’ordinazione moderata).
Kukai Nibu, invece, oltre a presentare un menu ricco, un personale di cucina tutto giapponese, un’ambientazione piacevolissima (anche se ieri l’ho notato meno curato del solito) e una bella mise en plat, ad avere una piccola carta di vini, posside il notevole vantaggio di essere non eccessivamente caro.
Ieri sera ad esempio abbiamo ordinato un misto sushi, sashimi, nigiri (da 12 pz), un piatto caldo di tonno al sesamo (davvero molto gustoso, ma mai quanto le bistecchine di salmone) una tempura mista vegetariana e di pesce, idonea per due persone, 4 pz di california (io li adoro! anche se poi anche tutti i maki me fanno impazzire!), un dolce (altro punto forte del locale, il proprietario ha fatto studiare per il locale due tortini al cioccolato uno fondente l’altro bianco, davvero deliziosi), quattro bicchieri di Muller Thurgau (‘a dieresi sull’u non la so mettere!) spumantizzato e una bottiglia d’acqua, e abbiamo pagato 32 euro a persona.
Insomma direi che vale davvero la pena di esser visitato.
Sconsiglio i giorni feriali, anche se ieri sera andando verso le 20.30 non ho avuto problemi, perchè il locale è sempre molto affollato e consiglio inveve, vivamente, la pausa pranzo, sempre ben frequentata e per nulla crowded.
Kukai Nibu, via Carlo de Cesare 52, Napoli (prossimità di p.zza del Plebiscito)
Voto: dal 7 al 7 1/2 da migliorare servizio (un po’ lento) e rifiniture (ma solo perchè sono una caga…)
Ps: e poi il caro proprietario vale sempre il prezzo del biglietto!!! Oltre ad essere una persona davvero simpatica e colloquiale.
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Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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