Versi Ubriachi

Il mio amico Gianni, il proprietario di "Mondovino", enoteca davvero particolare di cui spero di aver presto l’occasione di parlare, organizzò, qualche anno fa, un concorso di poesie sul tema vino.

La rassegna, che fu ripetuta con un certo successo per due anni, anche nell’ambito di "Vitigno Italia" la risposta napoletana al più prestigioso Vinitaly (una piccola realtà rispetto a quella veronese ma sempre in crescita), si chiamava "Versi Ubriachi", nome che per altro l’ottimo Giannino ed io, inventammo insieme.
Io partecipai solo alla prima edizione con una poesia scritta per me stessa e due elaborate per mia madre e le Tre Dita; con quella che avevo pensato per me stessa, l’unica tra l’altro nata da un minum biografico, motore sostanziale e unico della mia produzione, arrivai seconda, dopo quella che la commissione disse essere stata una lotta all’ultimo voto contro il primo classificato. Ovviamente in quell’anno per il secondo, solo la gloria; l’anno dopo un week end… e dire che ero pure raccomandata!
Cmq… questa è la poesia de quo

Ricordo quando scelsi questo vino per te,
come ti piacesse la mia finta cultura,
quanto ti divertissero i miei discorsi con il sommelier,
la recita della degustazione,
i riconoscimenti irriconoscibili,
le nostre risate di scherno.
Sento ora lo stesso vino nella bocca,
con la sua morbidezza, la sua armonia,
con quel tannino di legno che tanto ti piaceva.
Ma non vedo più il suo colore forte
riflesso nei tuoi occhi
né quel gusto in più che era attendere il tuo giudizio
timido, impacciato, dubbioso.
Questo vino oggi non l’ho scelto io
ma qualcuno che è esperto,
nel gioco della seduzione,
fingo di berlo per la prima volta
ma il suo equilibrio adesso è inquinato
da un difetto della mia anima:
l’averti voluto perdere e continuare a ritrovarti
in tutte le cose,
anche in questo bicchiere,
avendo tra le labbra,
quello che un giorno chiamasti
"il nostro vino".

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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