Salvate il soldatino Sys!

Oggi la mia Sys parte per un "viaggio" lungo una settimana ma in realtà lungo ormai quattro anni e mezzo.
Parte in mattinata per un viaggio in treno fino a Milano, "Tanto ho la sentenza delle sezioni unite a farmi compagnia…", parte per affrontare una prova che potrebbe essere il confronto ultimo con se stessa e il suo sogno.
Ma perché poi diventare magistrato deve essere un sogno?
Perché non deve bastare il sudore, la preparazione, la dedizione, i soldi spesi per gli aggiornamenti, per i libri, per i codici, la sensibilità giuridica, la proprietà di linguaggio e l’intelligenza?
Perché raggiungere un proprio scopo, perseguito con enorme razionalità e dispiego di forze, non deve avere un risultato ragionevolmente garantito?
Ovviamente io non ritengo, né auspicherei, che un qualunque laureato in giurisprudenza (che necessariamente solamente per accedere al concorso deve essere anche o un dottore di ricerca o uno specializzato o un avvocato, quindi parliamo di gente con un totali di anni di studi di materie giuridiche che vanno da un minimo di 4 più 3 anni, e si tratterebbe di persone perciò stesso capaci, vista la rapidità del percorso) di buona volontà diventasse magistrato ma, in tanti anni, da spettatrice vicina, ma non da protagonista (e perciò si suppone che la mia visuale non sia inquinata da chissà quali personalismi) ho visto accadere tali e tante di quelle cose, da realizzare che questo concorso non premi il merito o almeno non solo.
Intanto ci sono anni e anni di bandi bloccati: una scelta irrazionale se si pensa a quanta carenza vi sia nell’organico della magistratura, e inutile appare sottolineare quali conseguenze questo possa avere sulla funzionalità del sistema giustizia.
Poi l’assoluta evanescenza dei criteri di correzione degli elaborati: voci sotto banco parlano di commissari in disaccordo anche sull’impostazione giuridica da preferire nella valutazione di un tema. E se davvero così fosse, come si fa? Bisogna avere la fortuna di aver sottolineato, tra tutte le configurazioni giuridiche plausibili, la sfumatura preferita dal commissario o dai commissari che materialmente hanno avuto il compito in mano?
E inoltre l’impostazione stessa del concorso: si può mai pretendere una conoscenza specifica di tre materie così vaste? è più che evidente che giochi, anche sotto questo profilo, un certo ruolo la fortuna. Può capitarti l’argomento che hai approfondito nell’ultimo mese di preparazione ma anche quello che hai semplicemente aggiornato giurisprudenzialmente.
E ciò può tagliare le gambe a persone preparatissime e portare avanti candidati più mediocri, perfino sotto il profilo intellettuale.
Ma comunque non è questo il punto, oggi la mia sorellina partirà e per sei lunghi giorni, tra consegna dei codici e tre di concorso vero e proprio sarà lì, alla Fiera di Milano, insieme a più di 6000 persone dalla più svariata età, cultura e sensibilità giuridica, preparazione, spessore professionale. La mia Sys  lotterà per uno dei 500 posti di quello che è un superbando, forse l’ultimo disponibile con questi grandi numeri.
Lotterà infondendo in tre miseri elaborati tutto lo studio, tutto l’impegno, tutti i sacrifici, di quattro lunghissimi anni.
Io le auguro solo di essere soddifatta di sè e di quello che scriverà, per il resto gioca una parte anche la fortuna, un’alea che in un concorso pubblico di questa rilevanza non dovrebbe mai entrare.
Ora può essere una mia errata impressione ma, in più di sei anni (tanto è durato il tempo del mio interesse in questo stramaledettissimo concorso), mi sono persuasa che una preparazione solida e una buona cultura di base, assistita da una suffiecente intelligenza, non bastino.
Certo poi ci sono i geni giuridici, quelli che sono "al di sopra del bene e del male" , ma per chi è normalmente versato nella materia e ha impegnato uno studio notevole e consono alla preparazione del concorso, resta, a mio giudizio, lo scoglio della sorte: quella pallina da tennis che Woody Allen esemplificativamente faceva restare in bilico sul nastro per qualche secondo… purtroppo non sempre la pallina cade nel campo avversario. 
Il mio ultimo soldatino, il capitano delle mie truppe, deve farcela, deve poter dire al suo generale ma soprattutto a se stessa: "Io ho fatto tutto quello che ho potuto e ho scritto tutto ciò che la mia preparazione mi rendeva possibile."
Quanto alla pallina, ghe pensi mi, in fondo sono o non sono uno spiritello del bene?!
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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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