Onorevole Luxy nel parlamento della vita, se non altro.

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Anni fa collaboravo con un piccolo quotidiano napoletano su cultura e spettacolo.

Un’esperienza bella, proficua che professionalmente mi fece crescere molto che stava anche avendo un certo seguito poi… l’apucundria ci mise lo zampino, vedi Tower Bro tu che non ci credi!

Comunque merito della mia crescita fu dell’editrice del giornale che mi diede spazio e credibilità e di un’esperienza da ufficio stampa e presentatrice (immaginatevi il godi godi, tra l’altro all’epoca sia detto chiaramente ERO BELLISSIMA!) per alcuni concerti molto intellettual-chic organizzati da quello che era il mio datore di lavoro dell’epoca.

Grazie a queste cose fui chiamata da un giornale più importante e poi… qui fu SuperEgo (nel metre cmq ci recuperai anche un fidanzato, ma questa è un’altra storia!).

Cmq…

Tra le varie cose che seguii ci fu la presentazione dell’autobiografia di Vladimir Luxuria, un personaggio che mi aveva appassionata dai tempi del Maurizio Costanzo show, perché Dio mi perdoni, io lo vedevo sempre e per me Maurizio Costanzo "pre-Cangurotto" era un vero intellettuale (ah gli errori della gioventù), e quindi ci andai con gioia.

L’articolo poi uscì come una breve ma questo era il suo testo integrale.



Gli anni della discoteca, quelli difficili dell’adolescenza, le battaglie sociali per i diritti degli omosessuali, il successo nel mondo dello spettacolo, l’ingresso nella vita politica: ce n’è di carne al fuoco nell’autobiografia di Vladimir Luxuria. Infatti, l’onorevole Luxuria, primo deputato transgender della storia della Repubblica italiana, non tralascia niente in “Chi ha paura della Muccassassina- Il mio mondo in discoteca e viceversa” (edito da Bompiani), libro destinato ad attrarre simpatie così come ad infuocare feroci polemiche fuori e dentro i palazzi del potere. Come del resto è sempre stata prerogativa di Vladimir, al secolo Vladimiro Guadagno, personaggio amato, odiato, misconosciuto, ammirato che da anni scuote l’opinione pubblica, portando molto più che il luccicare dei lustrini delle sue prime apparizioni televisive. Comunque la si pensi, Luxuria è sempre stata una persona forte, orgogliosa delle sue opinioni espresse in fantastiche provocazioni così come in approfondite riflessioni. E “Chi ha paura della Muccassassina” è proprio questo: uno specchio sul suo modo di essere e di vivere, un libro ironico, cronachistico, pieno di provocazioni intellettuali che non nascondono un senso profondo. Luxuria si racconta a tutto tondo, dai primi anni in una Foggia in cui vivere la diversità non era facile e dove organizzava feste nell’unica discoteca trasgressiva, al trasferimento a Roma appena ventenne, ai primi passi nel mondo dello spettacolo, alla nascita, sotto la sua direzione artistica, di Muccassassina, la più grande festa alternativa della notte romana, un punto di riferimento non solo per le “notti gaie” ma per tutta la vita notturna. E la sua storia personale è il mezzo per riflessioni sul mondo del travestitismo, delle Drag Queen, sui mille incontri con le persone più disparate incrociate nel proprio percorso, sulla droga e sui suoi effetti (senza tacere dei propri abusi), ma anche sugli aspetti più inconsueti della vita “en travesti”. Un racconto lungo che sfiora anche gli ultimi anni del crescente impegno politico che si è coronato con l’ingresso in Parlamento tra le fila di Rifondazione Comunista; un ingresso epocale e chiacchieratissimo che ha inciso profondamente nella sua vita, allontanandola anche dai club che per tanti anni aveva animato. Tutto questo fantastico e stroboscobico mondo ha fatto il suo ingresso ne “La Feltrinelli” di Piazza dei Martiri dove Luxuria ha presentato ieri pomeriggio il suo libro, non sottraendosi ad un dibattito anche animato che lei ha voluto “moderare” con gioia e l’allegria di una persona che ha saputo lottare contro tante difficoltà e forse anche contro se stessa.  


Ora io "L’isola" quest’anno l’ho seguita e non l’ho seguita, perché io la trash TV la guardo e chi vuol cambiare opinione su di me per questo è liberissimo e che non si connetta anche mai più, eh; non so benissimo cosa abbia fatto Luxuria sull’isola, alcune cose che ho visto non mi son piaciute neanche un po’, e alla fine penso che neppur ci sarebbe dovuta andare.

Lo so che non è la roba peggiore che i politici italiani abbian fatto e che lei nasce nonostante tutto come donna di spettacolo, ma il rispetto per l’istituzione, quello sempre e comunque.

Ma del resto è come gridare nel deserto.

Però al di là di queste pedantissime notazioni (e so’ sempre io, so’), averla vista da vicino, anche se non l’intervistai e non sapete quante cose può dire un’intervista fatta da una giovane ragazza per un quotidiano di non prima importanza sull’intervistato, mi fece un’ottima impressione.

E quindi Luxi, congratulazioni.

Ps: in termini di critica televisiva, però il personaggio era il Bidello, sa!!!


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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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