Eh bravo Grasso A.!

Io con i critici ho un rapproto conflittuale: mi piacciono e mi irritano.
Per mia inclinazione non nego che un po’ vorrei far quello ma , a volte, provo il forte sentimento di lanciar loro contro "la solita scarpa col tacco": davanti a tanto livore, rimango talvolta perplessa.
Eppure oggi devo dichiararmi daccordissimo con il livore-man per eccellenza: Aldo Grasso.
Ora che Grasso sia un enorme professionista, non dubito, anzi affermo.
Che spesso sia spassoso, come sopra.
Che abbia simpatie e antipatie capaci di ledere la sua obiettività, è una verità ancora più vera.
Come che affermare che le sue provocazioni intellettuali siano al limite della cattiveria, non credo sia discutibile, almeno per un intervento su cinque (come per le soprese degli ovetti kinder, con un effetto un tantino più prugnoso per il destinatario dell’appunto, I suppose).
Però, però sull’ultimo numero del Corriere Magazine (well known as SuperMog’s Bible) rasenta la genialità.
Risulta asciutto, amaro, lucido e provocatorio molto più di quanto non sferzi (all’apparenza).
L’argomento è noto: le critiche che  Maria Burani Procaccini ha rivolto contro l’imitazione della Canalis a Michelle Hunziker, gag fatta durante la trasmissione Artù.
Il mio cardiologo teledipendente preferito, Dave (di cui al blogroll) ne parlò quanche giorno fa, riuscendo, as usually a catalizzare i commenti dei suoi "ascoltatori" in una discussione sempre stimolante.
La Procaccini, commentando l’imitazione, ha osservato (mai termine fu meno idoneo) di non condividere "il messaggio (che a suo giudizio sarebbe insito nell’imitazione della Superbona, diciamolo, Elisabetta): sono delle scorrettezze che non giovano a nessuno, specie ai giovani. Ora voglio esagerare, ma se bisonga ridere di una persona che calpesta un senza tetto, poi non dobbiamo stupirci se nella realtà si arrivi a dargli fuoco.", giungendo anche ad auspicare un intervento del Garante delle telivisioni per sanzionare la soubrette e la Rai.
Grasso con queste parole introduce il secondo intervento della Burani, ex deputata ed ex senatrice… indovinate? PDL (ma il vero dramma è che avrebbe tranquillamente essere una Binetti qualunque), "… Non contenta e soprattutto non fidandosi della capacità intellettive del pubblico di mezzanotte Maria Burani Procaccini ha aggiunto: "Non tutti quelli che assistono a un simile messaggio sono capaci di riderne semplicemente, ammesso poi che faccia ridere. Non invoco una TV didattica, ma dico no alla televisione che fa scuola di maleducazione. Poi è anhce una questione di estetica di buongusto. Un pochino di autocensura in più non guasterebbe." "
L’articolo però si regge su una contrapposizione tra due sketch: uno è quello della Canalis, appunto, anche se verebbe da dire quello della Procaccini, l’altro è quello andato in onda su "La 7" ad "Omnibus" di Piroso, protagonisti Bocchino e Latorre.
Su questo Grasso, da bravo regista di un certo tipo di telefilm americani, quelli migliori, quelli che tanto piacciono a lui, spende solo poche righe e anor di più "ficca" con poche eleganti parole: "Latorre è uno di quei personaggi ciniconi che tanto piacevano a Risi e Sordi. Insomma è anche "una questione di estetica, di buon gusto" e "un pochino di autocenrura in più non guasterebbe" "
Nulla da aggiungere se non che, a mio, sommesso, avviso, questo articolo sia un piccolo grande esempio di giornalismo per stile, costruzione e messaggio, e un incisivo proclama di logica.

Fonte Corriere della Sera Magazine 27 novembre 2008.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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