Ti regalerò una rosa.

Perchè il Natale è anche di chi soffre e peggio ancora di chi non riesce a smettere di soffrire più.
Perché la sofferenza reale si supera.
Quella vera, che, a volte, nella realtà è falsa, è una "cazzabubbola" molto più dolorosa.
Io ho passato molti Natali tristi, perché per me, da agnostica, non rappresentava altro che l’imposizione di sentire una gioia che non provavo.
Stare con una famiglia piccola ma benedetta, eh. Quando io sentivo la necessità di star con mille persone.
Però durante l’anno non facevo nulla per cercarle quelle persone con le quali avrei voluto passare il Natale.
Oggi ho una cugina in più.
E la vigilia la passerò con la compagna di mio zio.
Poi è morto mio padre.
E lì, beh, non c’è rimedio.
E il Natale è e sarà, forse per sempre, il dire: "Ego, lo vedi tuo padre non c’è."
Ma no, cari miei, lui c’è sempre; e poi adesso sta con Babbo Natale; l’ho scoperto qualche giorno fa (ehi San Nicola non temere stiamo studiando eh, gli facciam il… voglio dire porteremo avanti le tue istanze!).
Alle volte il Natale mi sembrava l’effige del fatto che c’era una famiglia (sì io ho sempre paragoni un tantino altini) unita dall’amore davanti a tutto e oltre tutto (diciamocelo st’asino e sto bue pur dovevano puzzare).
E io avevo rapporti che sapevo non sarebbero andati oltre, oppure ero sola.
Ma ora so che io basto a me stessa.
L’amore è una benedizione ulteriore ma non più grande di quella rappresentata (o per meglio dire di quella che è l’amore per se stessi) dall’amore per se stessi.
Quello per il quale sto lottando.
L’anno scorso, nel quale ecco, sofferenza oggettiva e reale, ero ai piedi di Pilato (e no io non ho la dignità sufficiente, per starci), per me il Natale era un giorno come un altro.
E questa era la cosa più triste perché del dolore bisogna aver davvero paura solo quando non riesce ad urlare, o, ciò che è peggio, nemmeno a parlare.
Oggi è quasi Natale.
E il mio sorriso c’è.
Perché ho un bel lavoro.
Perché il mio blog mi dà gioia.
Perché ho tanti amici che mi voglion bene e ai quali cerco sempre di portar un sorriso (un fiore,  un fiore di campo: le rose quelle vere, solo pochi le sanno toccare).
Perché ho una nuova sorella, una grande sorella direi. Una Sorellona (che in questi giorni scialerà, non creda il contrario).
Perché ho reincontrato una sorellina lisergica a crudo.
Perché ho una Mammabis, ma quella ce l’avevo da tanti anni e da tanti anni lo sapevo. "Ego ma mi dice che cos’hai? Io non ti riconosco più…" Ego de profundis non clamans Domine: "Niente, niente davvero."
Perché c’è la speranza nel mio cuore.
Perché due persone in totale contrapposizione (mistero della fede! Potenza di Ego) dicono con diverse parole: "Tu sei salva perché non sei mai stata in pericolo".
Perché ho conosciuto una "Belladonna".
Perché ho un’amica sarda, ma non sorda, virutale.
Perché esiste "un’anima bella" mai sazia di baci.
Perché ho il mio "Duca" nelle peripezie dei blog.
Perché c’è un "Dott. Humbert" nella rete: uomo delirantemente geniale.
Perché vorrei portare un sorriso ad un "bimbo" (le creature più baciate dal destino, dalla necessità da quell’ente dai mille nomi) amante del giappone.
Perché conosco un Lillino.
Perché ho la stima di mio Fratello.
Perché adoro il mio Pollo.
Perché ho incontrato il grande amore e ho avuto la lucidità di capire che forse sarà buono per la prossima volta.
Perché ho lasciato andare il mio più grande amore del passato.
Perché un angelo mi gira per casa sotto mentite spoglie.
Perché, forse, forse, e dico forse (stupido cuore non sobbalzare, può esser che farai ciock di nuovo) ho guardato gli occhi di mio figlio.
E perché sì, "per sognare poi qualcosa arriverà"
Questa canzone, bellissima, parla di sofferenza, ma anche no.
Parla della capacità di provar amore.
Parla del vero amore, perché chi si pretende sia pazzo, non ha le sofisticazioni del reale.
Parla certo di come l’uomo sappia esser crudele con se stesso e soprattutto con i propri simili (eri un angelo legato al termosifone), ma parla fondamentalmente di come , ah Faber, Faber mio, "dai diamanti non nasce niente dal letame nascon i fior".
Ciao Antonio.
E grazie, grazie davvero Simone.

Ti regalerò una rosa
una rosa  rossa per dipingere ogni cosa, 
una rosa per ogni tua lacrima da consolare
e una rosa per poterti amare. 
Ti regalerò una rosa,
una rosa bianca come fossi la mia sposa. 
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
ogni piccolo dolore.

Mi chiamo Antonio e sono matto.
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino,
credevo di parlare col demonio.
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio. 
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare.
Perdona la calligrafia da prima elementare
e mi stupisco se provo ancora un’emozione
ma la colpa è della mano che non smette di tremare.

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
l’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi.
E giorno e notte si assomigliano
nella poca luce che trafigge i vetri opachi.
Me la faccio ancora sotto perché ho paura,
per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura.
Puzza di piscio e segatura:
questa è malattia mentale e non esiste cura.
 
Ti regalerò una rosa
una rosa rossa per dipingere ogni cosa. 
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
e una rosa per poterti amare. 
Ti regalerò una rosa,
una rosa bianca come fossi la mia sposa. 
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
ogni piccolo dolore.

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole.

I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole.
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto,
ritagliando un angolo che fosse solo il nostro.
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi,
non come le cartelle cliniche stipate negli archivi.
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare.
Eri come un angelo legato ad un termosifone;
nonostante tutto io ti aspetto ancora.
E, se chiudo gli occhi, sento la tua mano che mi sfiora.
 
Ti regalerò una rosa
una rosa rossa per dipingere ogni cosa. 
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
e una rosa per poterti amare. 
Ti regalerò una rosa
una rosa bianca come fossi la mia sposa,
una rosa bianca che ti serva per dimenticare
ogni piccolo dolore.

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto.
Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto.
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
quando pure il tuo migliore amico ti tradisce. 

Ti lascio questa lettera, adesso devo andare,
perdona la calligrafia da prima elementare.
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?

Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.

…è Natale non soffrire più…
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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
Questa voce è stata pubblicata in 3dita, amichette, essere bionda, ex e altri criminali, grillettì, grupariello, il fratellino, lividi, mamma bis, nuvola, supermog. Contrassegna il permalink.

16 risposte a Ti regalerò una rosa.

  1. madibacisaziami ha detto:

    sei una forza della natura!!!!
    ti abbraccio e noi ci si “vede” il 24!:-)

  2. madibacisaziami ha detto:

    sei una forza della natura!!!!
    ti abbraccio e noi ci si “vede” il 24!:-)

  3. superegovsme ha detto:

    eh eh!
    forza della natura tu!
    l’ultimo tuo post
    (www.potevasuccedereancheame.splinder.com)
    è meraviglioso!
    A Domani!

  4. superegovsme ha detto:

    eh eh!
    forza della natura tu!
    l’ultimo tuo post
    (www.potevasuccedereancheame.splinder.com)
    è meraviglioso!
    A Domani!

  5. Isdenora ha detto:

    Amichettaaaaa quanta vitaaaaaaaa!!!

    Buone feste tesoro! Per il resto non ho parole. Commossa.

  6. Isdenora ha detto:

    Amichettaaaaa quanta vitaaaaaaaa!!!

    Buone feste tesoro! Per il resto non ho parole. Commossa.

  7. superegovsme ha detto:

    Ehi! è il minimo per te!
    Buone Feste!
    e tanta felicità a te e alla mimi! quel genio di donna!

  8. superegovsme ha detto:

    Ehi! è il minimo per te!
    Buone Feste!
    e tanta felicità a te e alla mimi! quel genio di donna!

  9. poverofranco ha detto:

    questa canzone mi ricorda inevitabilmente il camaleonte. Grazie del tuffo (al cuore) nel passato

  10. poverofranco ha detto:

    questa canzone mi ricorda inevitabilmente il camaleonte. Grazie del tuffo (al cuore) nel passato

  11. superegovsme ha detto:

    E dire che non la facevo proprio canzone da Camaleonte…
    quella donna mi sorprende sempre.
    Ehi tu!
    Lo so, lo so… “la forza dei ricordi ti assale all’improvviso” sagge parole che qualcuno ebbe a pronunciare…
    Ti voglio bene PoveroFranco!

  12. superegovsme ha detto:

    E dire che non la facevo proprio canzone da Camaleonte…
    quella donna mi sorprende sempre.
    Ehi tu!
    Lo so, lo so… “la forza dei ricordi ti assale all’improvviso” sagge parole che qualcuno ebbe a pronunciare…
    Ti voglio bene PoveroFranco!

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