The millionaire

"The millionaire", Slumdog Milionarie, del regista inglese Danny Boyle (nato al grande pubblico con il geniale "Shallow Grave", del 1994 e divenuto planetariamente famoso per "Trainspotting"), è un film eccezionale, in un certo senso quasi perfetto nella sua stroboscopica quantità di imperfezioni.
Numerossissime sono le pecche che si potrebbero trovare a questo film: la ripetitività dell’impianto narrativo, l’iperbole drammatica e catartica, l’esasperazione dei personaggi soprattutto nella fase inziale del film, quella più dolorosamente cruda e crudele, all’eccessivo gusto kitsch della scenografia (peraltro comunque voluto nel perpertuo rimando attuato alla cinematografia Bolliwodiana), ad una macroscopica incongruenza nel copione della quale non si intende bene il motivo, all’intento rossinianamente edificante, più che per aspera ad astra sembra non so neanche bene cosa.
Eppure, eppure, "The millionaire" è un forte pugno nello stomaco che poi si scioglie alla fine nella più dolce delle carezze all’anima.
Il regista coniuga un occhio panoplico sull’India e su Mumbay (da una prospettiva che potremmo definire cronachistica anche quando di primo acchito potrebbe sembrare, stante la sua incredibile durezza, iperbolica e melodrammatica: queste sono le miseria patite dall’India, nelle sue perifierie, dai suoi bambini senza nome, queste sono le vessazioni che si possano trovare mutatis mutandis a Quarto Oggiaro, così come nelle Vele e nelle favelas brasiliane), nutrito da una visuale tipica della cinematografia indiana (non a caso collabora alla regia l’indiana Loveleen Tandan, del resto il film è stato pensato anche guardando moltissimo al pubblico indiano) a suggestioni che sono e non possono che essere anglosassoni e occidentali.
Emerge qua e là, l’ironia amara dello sceneggiatore Simon Beufoy, già autore dei testi di "Full Monty"; quell’ironia tipica inglese, che si cristallizza nei dialoghi quasi  fatti di singole e contrapposte battute tra Jamal e il conduttore Prem Kumar (un diabolico Amil Kapoor, che accecato dalla vanità del proprio potere  ma ben si potrebbe dire dal potere della propria vanità, rappresenta l’ultima sfida che il nostro picaro deve superare dopo le mille che la sua pur giovane vita gli ha messo davanti).
Il film, tratto dal romanzo dell’indiano Vikas Swarup "Dodici Domande", è un’immensa parobola di come i puri, quelli che posson sembrare "Idioti", come il principe Myskin, sono in realtà quelli che, se non perdono la propria identità, raggiungono ciò che vogliono e anche più di quello che vogliono ("Ce l’hai fatta! Ora hai il tuo autografo!").
E così Jamal, interpretato nella sua versione adulta da un eccellente esordiente, Dev Patel che già è stato insignito di numerosi riconoscimenti, attraversa la propria penosissima Selva Oscura, senza un Virgilio, senza un Dio ("Conosco Allah e le divinità, molto bene", ricordando proprio che per un agguato intestino fra musulmani e induisti ha perso la propria mamma; ma c’è da dire che forse è Ramachandra a salvar lui e suo fratello Salim e che, in ogni caso, a seguito di quell’orrenda carneficina che cambia per sempre il corso della sua vita, Jalim incontra il suo amore, il VERO amore), senza null’altro che se stesso.
Perché sì Jamal ha una Beatrice, Latika (da adulta un’incantevole Freida Pinto) ma in realtà ben si può sostenere che sia lui a renderla tale.
Come forse è Latika a rendere Jamal il proprio salvatore, ma del cammino di quest’ultima poco sappiamo.
E così offesa dopo offesa, Jamal cammina, sempre sulla retta via e anche quando sembra perderla, in realtà, la forza del suo amore per Latika, quella bambina che ha dovuto abbandonare per la propria salvezza e perché costretto dal fratello, la "cattiva strada" non lo prenderà mai.
Perché Jamal non è di questa terra.
Perché ancora contro tutte le evidenze crede nel fratello, quel fratello che è diventato, in un sublime gioco di immagine, colui il quale egli stesso aveva ucciso.  Quel fratello che ha profanato il suo più grande amore, ributtandola di nuovo nel suo mortificante (nel senso che poteva portarla alla morte della propria anima) destino.
Quel fratello che però grazie all’amore che ha nel cuore salva più di una volta Jamal e fa alla fine compiere il suo destino.
Perché sì, ci dice Danny Boyle: D)era scritto.
Ma era scritto solamente perché Jamal, e come lui ogni povero angelo caduto sulla terra, ha piegato le proprie ali e la propria testa ma non ha fatto sì che il suo stesso cuore venisse corrotto.
"Slumdog Millionaire" è un film assolutamente da vedere è un balletto Bolliwodiano che ci ricorda come il protagonista del "Processo di Kafka", il Sig. Gregor Samsa, Dante, e ognuno di noi può raggiungere il proprio paradiso.
C’è da augurarsi solo di saper riconoscore il proprio.
Jamal il suo ha saputo dal primo momento qual era.
Sia stata sua madre, una divinità o la pietà umana che ha sempre e nonostante tutto albergato nel suo cuore, ad indicarglielo, non importa.
Jamal lo sapeva.
Era scritto.
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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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20 risposte a The millionaire

  1. madibacisaziami ha detto:

    sei un genio,che dire d’altro?
    🙂

  2. madibacisaziami ha detto:

    sei un genio,che dire d’altro?
    🙂

  3. superegovsme ha detto:

    eheh!
    non esageriamo adesso…
    e mi sono limitata pure perché se no avrei raccontato tutto il film.
    Ma tu l’hai visto?

  4. superegovsme ha detto:

    eheh!
    non esageriamo adesso…
    e mi sono limitata pure perché se no avrei raccontato tutto il film.
    Ma tu l’hai visto?

  5. ZERUNO ha detto:

    noto con strepitoso piacere la tua cinefilia e noto con altrettanto stupore che ci sai scrivere divinamente (vedrò il film, promesso). Ti consiglio se non l’hai già fatto di vedere, scaricare o affittare Happyness, una commedia nera che io definisco un pugno allo stomaco dato con una delicatezza disarmante eppur violenta e shoccante (american beauty gli fa na pippa) ed ancora Buffalo66 di Vincent Gallo che definisco un capolavoro di regia (ogni sequenza è una piccola opera d’arte). Bella scoperta che sei signorina ^__^

  6. ZERUNO ha detto:

    noto con strepitoso piacere la tua cinefilia e noto con altrettanto stupore che ci sai scrivere divinamente (vedrò il film, promesso). Ti consiglio se non l’hai già fatto di vedere, scaricare o affittare Happyness, una commedia nera che io definisco un pugno allo stomaco dato con una delicatezza disarmante eppur violenta e shoccante (american beauty gli fa na pippa) ed ancora Buffalo66 di Vincent Gallo che definisco un capolavoro di regia (ogni sequenza è una piccola opera d’arte). Bella scoperta che sei signorina ^__^

  7. superegovsme ha detto:

    Raga mi imbarazzate, se se!
    allora dovrò vedere…
    sì mi piace molto il cinema ma purtroppo lo conosco troppo poco.
    American Beauty mi piacque abbastanza anche se era, come tu giustamente noti, caro ZERUNO, abbastanza addomesticato.

  8. superegovsme ha detto:

    Raga mi imbarazzate, se se!
    allora dovrò vedere…
    sì mi piace molto il cinema ma purtroppo lo conosco troppo poco.
    American Beauty mi piacque abbastanza anche se era, come tu giustamente noti, caro ZERUNO, abbastanza addomesticato.

  9. anonimo ha detto:

    ma eri accanto a me?
    abbiamo visto lo stesso film?
    sembravi quasi distratta….
    complimenti!!!!!

  10. anonimo ha detto:

    ma eri accanto a me?
    abbiamo visto lo stesso film?
    sembravi quasi distratta….
    complimenti!!!!!

  11. superegovsme ha detto:

    Distratta?
    Ero annichilita!
    comunque che ne pensi?
    Danny mi dovrebbe mandare un fascio di fiori?
    ahahahahahah
    Buon anno Supermamma.
    Ti attendo per un giappo!

  12. superegovsme ha detto:

    Distratta?
    Ero annichilita!
    comunque che ne pensi?
    Danny mi dovrebbe mandare un fascio di fiori?
    ahahahahahah
    Buon anno Supermamma.
    Ti attendo per un giappo!

  13. marcom73 ha detto:

    la bellezza del film sta nel fatto, secondo me, che anche iperbolicamente ci può essere redenzione. anche nel più trash dei programmi televisivi. anzi c’ è un legame tra l’ intima povertà e verità della vita dei più miseri e la rappresentazione falsa che la tv incarna.

  14. marcom73 ha detto:

    la bellezza del film sta nel fatto, secondo me, che anche iperbolicamente ci può essere redenzione. anche nel più trash dei programmi televisivi. anzi c’ è un legame tra l’ intima povertà e verità della vita dei più miseri e la rappresentazione falsa che la tv incarna.

  15. superegovsme ha detto:

    Non riesco bene a capir quello che dici.
    potresti aiutarmi?
    io poi direi che jamal non ha mai avuto bisogno di redenzione…

  16. superegovsme ha detto:

    Non riesco bene a capir quello che dici.
    potresti aiutarmi?
    io poi direi che jamal non ha mai avuto bisogno di redenzione…

  17. marcom73 ha detto:

    la redenzione è collettiva, degli spettatori, attraverso la storia di jamal.
    che nella sua vita del resto è sì rimasto sempre puro, di dentro, ma quello che ha fatto e passato non è di certo una vita da principino perfetto. si è fatto largo in un mondo che può assomigliare ai bassifondi di Napoli, e lì se non ti adegui, esteriormente, non sopravvivi. però paradossalmente essendo acculturato solo della cultura dei miserabili, risponde alle domande di chi appartiene ad un’ altra classe. appartenere ad un mondo lindo non è garanzia di pulizia morale. e viceversa.

  18. marcom73 ha detto:

    la redenzione è collettiva, degli spettatori, attraverso la storia di jamal.
    che nella sua vita del resto è sì rimasto sempre puro, di dentro, ma quello che ha fatto e passato non è di certo una vita da principino perfetto. si è fatto largo in un mondo che può assomigliare ai bassifondi di Napoli, e lì se non ti adegui, esteriormente, non sopravvivi. però paradossalmente essendo acculturato solo della cultura dei miserabili, risponde alle domande di chi appartiene ad un’ altra classe. appartenere ad un mondo lindo non è garanzia di pulizia morale. e viceversa.

  19. superegovsme ha detto:

    Capisco e approvo.
    Lo schema narrativo è effettivamente molto catartico.
    però direi che Jamal non si è mai macchiato se non in due momenti, come mi sembra di aver osservato nella stessa recensione.
    Di sto film ho scritto un po’ ovunque e non ricordo precisamente dove ho rilevato cosa.
    Cmq per me ha rischiato di perdere se stesso quando non scende dal treno (ma chi poteva chiederglielo) e quando truffa i turisti, in special modo con la storia della macchina, ma poi se vogliamo lascia il prezzo del peccato (il famoso centone).
    La tua ultima considerazione è perfetta.

  20. superegovsme ha detto:

    Capisco e approvo.
    Lo schema narrativo è effettivamente molto catartico.
    però direi che Jamal non si è mai macchiato se non in due momenti, come mi sembra di aver osservato nella stessa recensione.
    Di sto film ho scritto un po’ ovunque e non ricordo precisamente dove ho rilevato cosa.
    Cmq per me ha rischiato di perdere se stesso quando non scende dal treno (ma chi poteva chiederglielo) e quando truffa i turisti, in special modo con la storia della macchina, ma poi se vogliamo lascia il prezzo del peccato (il famoso centone).
    La tua ultima considerazione è perfetta.

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