Gaza: l’anno vecchio si è chiuso male, l’anno nuovo si apre peggio.

Non che la mia coscienza non fosse scossa, tutt’altro.
Non che io non mi sia informata: ho cercato di farlo, anche se non come sono usa farlo.
Non che non tremassi all’idea dell’inizio di una nuova guerra, il mio cuore non me lo consente.
Ma, questa volta, quel diavolo d’un feisbuc c’ha messo un buon zampino.
E sì, in un modo contorto, c’entra sempre la BellaDonna   

Sia come sia, sono venuta in contatto con Roberto Morgantini, responsabile dell’ufficio stranieri della Cgil di Bologna.
Un uomo di sinistra, certo, ma un uomo il cui impegno sociale (da quel poco che ho potuto leggere in rete, da quel poco che ho potuto costatare leggendo la sua pagina su F.B., da quel pochissimo che ho sentito dire dalla sua bocca, anzi dalle sue dita) trascende qualsiasi connotazione politica.
Lui assieme ad altri ha fondato un gruppo sul diavolo d’un che conta più 2000 membri, il cui simbolo, ai miei occhi più che vincente, sono due bambini, fotografati di spalle, un ebreo e un palestinese che camminano abbracciati, camminando verso il futuro.
Quale futuro hanno adesso questi bambini?
Quali prospettive un manipolo di criminali (Hamas, che strumentalizzano ahimè numerose persone disperate) ed un governo sordo alle esigenze del proprio popolo (oltre a quelle delle organizzazione sovranazionali) come quello di Israele garantiscono a quei due bambini?
Il gruppo amministrato da Roberto si chiama "Basta Guerra", tutti possono e, a mio giudizio, devono, parteciparvi.
Non si tratta di esser filopalestinese o filoisraeliti.
Io personalmente non lo so più cosa sono.
Di certo non sono filopalestinese, questo no.
Ma non mi sento il cuore in riposo a pensare a quello che il governo israeliano ha fatto, fece, sta facendo e si ripromette di fare adesso a Gaza.
No, io non lo so chi ha ragione.
So solo che sento una sofferenza enorme che proviene da quelle più di 400 anime che non son più.
Ma penso anche ai due soldati che (forse sì, forse no) son stati presi da Hamas.
E per me se si parla di vite due uguale 400, uno uguale 1000.
Perché quel solo uno che non è più chissà quanti fà piangere; chissà quanto avrebbe dato chissà quanto avrebbe fatto.
E poi come diceva Faber… "che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore", siamo tutti fottutamente uguali.
Mi ritrovo a dire dopo anni le parole che diceva mio padre, quel grande piccolo uomo, che vittima di una dialettica scarsa, era uomo di scienza lui, non dimentichiamolo e uccideva il proprio tempo letterario con Smith con Follet (anche se fu lui a portar Benni in questa casa, anche se era lui che leggeva le poesie di Edoardo): "Briciulì, io non lo so più chi ha ragione e chi ha torto, come si fà a dirlo. Ormai han torto tutti."
Questo pensiero così espresso era vittima del superficialismo che gli riconoscevo ma a ben vedere conteneva una profonda verità.
La stessa che c’è nei pochi racconti che mi ha lasciato scritti, pessimamente resi, ma ottimamente ideati.
Fossi stato meno sfortunato, Grupariello mio.
E così io che non so che dire, ora vi posto due interventi, che dovrebbero esser dal diverso tenore ma poi non lo sono troppo.
Il primo è tratto da "Il Manifesto" del penultimo giorno del passato anno: è l’editoriale del giornalista ebreo Shuldiner (che qualsiasi cosa si voglia dire, ed è stato detto, difficilmente può esser considerato un filopalestinese)
Il secondo è di Luisa Morgantini, vice presidente del Parlamento Europeo (sì è la sorella di Roberto): una lettera aperta ai politici italiani, i cui toni premetto non condivido nella loro totalità.
Ma per l’analisi comparativa rimando ad un altro post.

EDITORIALE  del 30.12.2008, da "Il Manifesto"   

LA LEZIONE DEI RAID
di Zvi Schuldiner*
 
"Quanto più sangue scorre, quanto più odio si crea, quanto più le parti gridano vendetta, tanto più è difficile e doloroso dire basta a coloro che trascinano ancora una volta la regione in questa situazione. La leadership israeliana ripete la litania del passato: dobbiamo dargli una lezione che deve essere dolorosa, così la faranno finita con i loro leader criminali e terroristi, una lezione che li porti sulla giusta strada e a eleggere leader più adatti e democratici. Così interromperanno il terrore, capiranno che non gli conviene, che devono procedere per la retta via. La stupidità criminale di questa dottrina ha già portato a ripetute sconfitte. Ma i presunti «insegnanti» non hanno imparato nulla e continuano a disseminare dolore e morte.
Quando l’aviazione israeliana ha lanciato l’attacco, il 40% degli israeliani era favorevole a un’azione a Gaza ma il 45% era contrario. Una volta iniziato l’attacco, più dell’80% è stato a favore, ma la stessa percentuale dubita che possa produrre risultati concreti. Il che vuol dire: se l’esercito israeliano entra a Gaza, ciò produrrà ingenti perdite israeliane. Quando attacca l’aviazione è una festa senza costi ma, come l’opinione pubblica sa meglio dei leader, anche senza grandi risultati.
Tre elementi essenziali hanno svolto il ruolo di catalizzatori nell’attuale aggressione israeliana: il primo è legato alle imminenti elezioni israeliane. Chi può dimostrarsi debole nel momento in cui centinaia di migliaia di israeliani si trovano sotto il fuoco dei missili palestinesi? Il secondo elemento è strettamente legato al primo. I calcoli politici di Hamas sono più che problematici. L’organizzazione fondamentalista ha considerato che una reiterazione della tregua non avrebbe giocato in suo favore e non avrebbe potuto produrre risultati ulteriori. Ossia, non avrebbero potuto rafforzarlo nei confronti dell’Olp e dell’Anp presieduta da Abu Mazen. Il calcolo di Hamas è duplice e criminale: se gli israeliani faranno concessioni, dimostreranno che la strada scelta da Hamas assicura la vittoria; alternativamente se gli israeliani attaccano, questo provocherà molte vittime palestinesi, e forse israeliane, ma al contempo rafforzerà le sue posizioni.
Il terzo elemento è relativamente semplice: la politica criminale del governo israeliano, appoggiato dall’opposizione israeliana di destra, non potrà terminare finché un altro gran criminale non avrà ancora lasciato la Casa bianca e permangono forti dubbi se Barack Obama avrebbe interrotto un’azione come la presente.
Per caso, tutto ciò è avvenuto nel vuoto? Chiaramente no. Al posto di vacue affermazioni di orrore, è bene tenere in considerazione alcune questioni essenziali. Gaza è un’enorme prigione controllata dagli israeliani e circa un milione e mezzo di palestinesi da parecchio tempo non sa più cosa sia una vita normale. Beni alimentari, combustibili, ospedali, elettricità, oltre che lo stesso accesso alla Striscia di Gaza sono stati usati come elemento di pressione e di estorsione da parte del governo israeliano.
E mentre cadono missili sul sud d’Israele, tutti dovrebbero domandarsi a cosa porta il criminale attacco israeliano. La violenza di oggi produrrà solo altra violenza e questo la rende doppiamente criminale. Peggio ancora: la violenza israeliana di questi giorni rafforzerà l’odio e gli elementi più violenti e intransigenti. I governanti israeliani sanno che le loro bugie non possono nascondere la verità essenziale, e cioè che un miglioramento della situazione passerà solo per negoziati, anche con Hamas. La comunità internazionale non può accontentarsi delle critiche moralizzanti all’attacco israeliano: deve abbandonare il paradigma dominante della «lotta al terrorismo» e tornare a una chiara diplomazia di pace, a negoziati con quanti sono oggi visti come paria senza voce, o come fantasmi violenti che bisogna sterminare."

*docente di Politica e Pubblica Aministrazione al "Sapir College", Hof Askelon, Israele opinista e giornalista di confessione ebraica.

LETTERA APERTA AI POLITICI ITALIANI

da parte di Luisa Morgantini (Vice Presidente del Parlamento Europeo)

"Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone.
Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia.
Ma dove è finita la nostra umanità.
Dove sono i Veltroni, con i loro “I care”, come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana.
La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti, pagano il prezzo dell’incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politicale coloniale.
Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare.
Bisogna fermarli.
Ma basta con l’ impunità di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti.
Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occupazione brutale e coloniale.
Furto di terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati, colonie che crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni.
Migliaia di prigionieri politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari.
Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozzer glielo porta via e dei soldati che lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombelicale con un sasso perché soldati israeliani al check point non gli permettono di passare per andare all’ ospedale, o Um Kamel, cacciata dalla sua casa, acquistata con sacrifici perché fanatici ebrei non sopravissuti all’olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella terra e quindi quella casa sia loro per diritto divino, sono entrati di forza e l’hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo di Gerusalemme un’altra colonia ebraica?
Avete mai visto i bambini dei villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro tanche d’acqua o le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere più di 870 negozi?
Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai villaggi che divide palestinesi da palestinesi, che annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia?
Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicureza, negli ultimi 19 mesi sono 283 le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere ricoverate negli ospedali all’estero, ma non sono stati fatti passare malgrado medici israeliani del gruppo Phisician for Human rights garantissero per loro?
Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perché non c’è riscaldamento, non c’è luce, o i bambini nati prematuri nell’ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano trenta minuti senza elettricità perché muoiano?
Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati?
Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone.
Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra loro centinaia di bambini che non tiravano razzi.
Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna.
Ne avete tutto il diritto.
Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947.
Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario.
Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani: "Cessate il fuoco, cessate l’assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l’ occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite" ; questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele.
Ieri lo dicevano migliaia di israeliani a Tel Aviv, ci rifiutamo di essere nemici, basta con l’occupazione.
Dio mio in che mondo terribile viviamo."

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
Questa voce è stata pubblicata in diavolo dun feisbuc, grupariello, ho detto la mia su. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Gaza: l’anno vecchio si è chiuso male, l’anno nuovo si apre peggio.

  1. Patrixia ha detto:

    Hai inserito 2 bei articoli, purtroppo la penso come loro, i palestinesi non sono mai stati ben rappresentati dall’olp e ora hamas va x la maggiore, solo perchè fa’ muso duro con chi fa’ peggio, specialmente l’ultimo articolo spiega bene le cose come stanno, e purtroppo è così, sti maledetti israeliani possono permettersi di ridurre in cenere una popolazione, l’europa, l’onu, non contano nulla, finche israele avrà le spalle coperte, fagli togliere l’appoggio degli usa, vedrai come abbassa le penne e decide di accontentarsi di quel che ha e di lasciar vivere quei poveri palestinesi.
    Certo l’incognita guerra santa c’è, ma in fondo la fanno anche loro con la pretesa di un territorio che non è mai stato loro, per storia, come sono stati perseguiti secoli fa’ per la loro testardaggine, ma di questa testardaggine ne hanno fatto fonte di un fondamentalismo uguale a quello islamico.
    Anche i cristiani sono stati perseguiti, certo alla fine hanno trovato un re che si è convertito e questa è stata la loro fortuna, ma la guerra santa l’abbiamo fatta anche noi cristianizzando pure i poveri sudamericani, il più pulito puzza !
    Ma si sono anche scissi in altre forme di cristianità, e non è successo nulla di grave. Qui invece gli ebrei co’ sta storia della terra promessa l’hanno messa in c…o ai palestinesi, e nel dopoguerra in epoca di bombe atomiche, e non si crea uno stato dove per anni ce n’è stato un’altro, certo che c’è odio, e continuerà l’odio nei loro confronti, e ripeto x me al di fuori dell’olocausto, sono uguali ai musulmani, stesse pretese e stessi estremismi.
    Certo che poi l’iran minaccia di farli scomparire, come puoi dire che devono aver pazienza, noi abbiamo avuto pazienza quando i bosniaci volevano tutta la yugoslavia ? E la volevano musulmana?… so’ caxxi Ego, so’ caxxi!

  2. superegovsme ha detto:

    Sono in completa disaccordo con quanto dici.
    Non cancello il tuo commento solo perché rispetto la tua persona e la diversità delle idee.
    Ma credo che le tue idee siano pericolose, pericolosissime.
    Posizioni così nette e, perdonami, scarsamente argomentate istigano solo l’odio.

  3. Patrixia ha detto:

    non mi offendo se non condividi il mio pensiero e cancelli il commento, è umano pensarla diversamente, se le mie opinioni non ti sembrano ben argomentate mi spiace, ma non penso siano pericolose, solo un pensiero di una che non fa politica e quindi è ininfluente, ma ha 44 anni e di cose ne ricorda molte.

  4. superegovsme ha detto:

    Tutti siamo influenti, nel nostro piccolo.
    Tutti dobbiamo protare un messaggio di positività.
    Immagino che tu sia informata dei fatti ma forse un po’ di cautela non guasterebbe.
    Comunque ripeto non cancellerai mai l’opinione di un’altra persona, men che meno la tua.

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