Parlare di uomini…

è devastante.
Perché vedi, ti confronti, ti rapporti con diverse età, diverse esperienze, altri moduli di vita, e ti accorgi in un solo momento che le storie si somigliano tutte.
Che i sentimenti maschili e femminili si perdono e si intrecciano negli stessi bicchieri d’acqua,  nella stessa terra fertile di humus, di fiori morti ma anche di merda; che non importano età, estrazione sociale, professione, cultura, aspetto fisico: siamo tutti uguali.
Tutti amiamo e a volta abbiam paura di farlo.
Altre abbiamo l’incoscienza di provarci, altre la voglia di saltarci dentro con tutte le scarpe, anche se vediamo che c’è del "marcio in Danimarca" e che Ofelia potrebbe essere il nostro cuore.
Altre ancora, le peggiori, vediamo una strada, potrebbe essere il vero amore, potrebbe essere un calesse, ma facciamo "per viltade, il gran rifiuto" e poi cosa ci resta?
Nulla, a stento restiamo noi, perché forse con quell’altra persona abbiamo perso una nuova parte di noi stessi.
E quindi mentre parlo con le mie amichette, sento che spesso sfugge il punto a noi povere donne.
E quindi mentre parlo con i miei amici, sento che spesso sfugge il punto a loro poveri uomini.
Ma so pure che io non me lo voglio fare sfuggire.
Che non è vero che non bisogna investire, che poi, piuttosto, non è vero proprio che i sentimenti si investono, si sentono e basta.
E io sento, sento, sento sempre.
Sento questa pioggia, sento che ho fatto più che bene a non scegliere una strada facile ma squallida, sento gli occhi stanchi, sento il peso della responsabilità, sento la gioia degli altri, il loro dolore, la loro disperazione.
E oggi sto aprendo davvero le porte all’amore.
Le spalanco. Ad  un amore che trascende, trascende tutto, anche me stessa.
Il mio Grupo ne sarebbe contento vero Jack?
Ho il cuore più grande, più forte, sono stata a lungo sotto sforzo aerobico e ora posso fare la maratona.

Chi viene con me?
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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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7 risposte a Parlare di uomini…

  1. anonimo ha detto:

    Mi lasci sempre con meno parole di quante ne vorrei.
    Tue e mie.

  2. superegovsme ha detto:

    c’è un che di poetico in te, “mutevolmente connesso”…
    che te ne pare?

  3. anonimo ha detto:

    Uhm… del primo o del secondo periodo?

    Quanto al primo, è come se l’Arte avesse chiamato artista un imbianchino, meravigliosa Poesia.

    Il secondo periodo è ambiguo. Assomiglia un po’ ad uno di quei termini politically correct come “diversamente abile”.
    (Questa volta sono io che I’m joking, of course).

  4. superegovsme ha detto:

    mmm pure pretensivo sul soprannome! ok, ammetto che non era un granché ma…

  5. anonimo ha detto:

    No, no. Assolutamente no.
    Io VOGLIO il soprannome che tu vuoi per me.
    Mutevolmente connesso è un po’ lungo come soprannome, ma lo userò, visto che lo hai scelto tu, dolcissima padrona di casa.

    _
    Mutevolmente connesso.

  6. superegovsme ha detto:

    allora useremo questo nelle more…
    e nei lamponi ne arriverà un altro.

  7. anonimo ha detto:

    Amabile creatura, predico che fra breve finirò per vendere la mia anima a splinder.com. Lungi da me l’imporre termini acceleratori, dunque che mutevolmente connesso io sia.
    A meno che non ti salti nulla di nuovo in quella meravigliosa mente, così, in un attimo di inopinata ispirazione.


    Mutevolmente connesso.

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