Questa del Sexylawyer è la storia vera…

Lo so.
Ne sono consapevole.
Estremamente consapevole.
Sono più di tre mesi ormai, sì perché sono già più di tre mesi che esiste unagiovine, che, a tempi alterni e in momenti decontestualizzati, vi rompo i cabasisi con il Sexylawyer, senza mai essermi presa il disturbo di spiegare (contravvenendo a tutte le regole del giornalismo) chi, come, quando, dove e soprattutto perché.
Ebbene…
"Some day when I’m awfully low, when the world is cold, I will feel a glow just thinking of you…"
In mediotas res ci fu questa canzone, cantata da Rod Stewart, versione swing ,semplicemente sublime!
Sorrento, la strada che porta a Nerano, l’ora del tramonto, una macchina, la sua AstonMartin ("ti piace? vabbè insomma dai… non è niente di che…" sgasando fierissimo. Ma perché in tutti gli uomini che mi piacciono c’è un’arteria, neanche una vena, un’arteria da bambino?) che sfreccia veloce ma prudente e due persone.
Un uomo di quarantadue anni, non troppo alto, un po’ nerd all’apparire (commento del Pollo, quando dopo due mesi di rottura delca ne vide la foto nel sito di Cleary Gottlieb, perché sì Cleary che sì esce proprio da lì: "Ma è uno sfigato!"), pochi capelli, occhiali rigorosi, magro ma con pancetta, vestito per l’occasio da giovinotto anni novanta (commento di Ego, una volta vistolo in piede "Oi ma in questa versione, come definirla grunge?, non te se po’ guardà!!!" in realtà mi sarebbe piaciuto anche in tuta.
Un’Ego in netto sovrappeso, più che altro gonfissima (con un unico grande giovamento: due tette da far paura!), un po’ ipertesa, lievemente scattosa: le sei ore che lo aspettai furono le più strane della mia vita.
La strada che andava e le nostre parole: semplicemente assurde.
"Perchè noi, perché io, no ma tu sei, perché io in realtà sono, tu sei la parte di me che voglio ma che voglio sopprimere, il mio mondo anglosassone non solo lavorativo…- Frozen ci ride da sei mesi su sta storia del mondo anglosassone non solo lavorativo e nonostante laurea, specializzazione, dottorato, assegno di ricerca, posto di ricercatore e svariati anni di psicoterapia ancora non ha capito cosa volesse dire, ma ci ride eh? Ah se ci ride! La cosa bella? Ci ho sempre riso anch’io.-Gli impegni, gli oneri, ma tu, tu, tu- occupato?!– tu sei pericolosissima. Tu sei per me… Leggi "Alice nel paese dei quanti". Ecco lì capirai, il mondo ti sembrerà diverso."
"Ma scusa tu non mi hai chiamato ieri all’una di notte per dirmi qualcosa?"
"E ma tu l’hai capito benissimo quello che ti devo dire io, lo sai…"
E il dramma è che io l’avevo capito benissimo davvero, lui voleva dirmi che non potevamo stare insieme perché eravamo troppo uno per l’altra.
Perché io l’avevo riconosciuto tra mille in un momento in cui non riconoscevo neanche me stessa.
Ego: "Ho visto uno troppo bono, mamma…"
SuperMog: "
Ma chi Quilo? Quello è il cugino di Mammabis… ma è orendo, un vecchio…"
Ego: "
Lui è… ecco io ora vorrei sposarlo, adesso, proprio adesso."
Ed io ero un cadavere che camminava, davvero. O meglio mi stavo appena riprendendo, ma già essere lì tra tante persone, tipica situazione in cui ogni Ego che si rispetti si esalta, come avrete imparato a capire, beh mi dava un po’ di disagio, mi sentivo scoperta, ma poi vidi lui e…
E lui vide me. Lui per primo, per la precisione.
Io feci una battuta al figlio di Mammabis (che non è cannabis, Peppe, non è cannabis!!!!), "Se davvero stavi parlando in italiano, lo credo bene che ti hanno filmato…", tono inglese, sorriso accennato, e lui ridacchiò, io alzai lo sguardo ed era lì, un uomo non bello, come del resto bella affatto ero io in quel momento e scattò qualcosa, qualcosa, qualcosa…
E poi tutta la sera a parlare, ridere "Ma io non sono così, che mi fai fare, io oggi sono uno zombie, per questo puoi approfitare di me…", i fuochi d’artificio e le sue mani d’improvviso, "Vieni in camera mia ti dò il mio biglietto da visita" e io che rimanevo sull’uscio perché veramente, veramente mi vergognavo di entrare…
E poi dieci messaggi in quindici minuti.
E due ore di telefono il giorno dopo.
Dopodichè: SCOM-PAR-SO!
"Perché io ho paura, perché noi…"
"…accetto ma trovo assurdo lasciarti andare via senza conoscere niente di te, neanche che latte bevi la mattina…"

E di nuovo tre ore, poi quattro nel cuore della notte con le sue carte e il suo aereo che partiva per Milano, "tu devi pretendere, io devo venire da te"
E di nuovo via, lontano.
Ma poi anche la BellaAddormentata si rompe e lo manda affan… nel peggiore dei modi possibili: dando a lui, piccolo grande signore, del cafone. Ma da maleducato si conduceva.
Per un mese nulla.
Poi un messaggio: "So che sei a Sorrento, anch’io. Mi farebbe piacere salutarti so che vieni con Mammabis a casa, chiamami quando arrivi."
Lui, sotto quel portone di quel palazzo bellissimo, "Sai lì ho vissuto i momenti più belli della mia vita, è l’unica proprietà che sento veramente mia, c’erano tutti, mio cugino (il marito di Mammabis, ndE), mia madre, io…", lui…
E io ci son cascata di nuovo in trenta secondi io che me ne ero dimenticata, ma dimenticata davvero, perché si deve andare avanti, perché dovevo pensare a me stessa e perché, stranamente, lui mi aveva dato un po’ di forza, aveva riacceso la fiamma della speranza.
Un pomeriggio inutile: SuperMog che lo tratta come fosse una merda, lui che se ne accorge io che dico solo stronzate, lui che deve andare via per lavoro, per la zia, per fare il pungiball che sempre fa.
Io che riscopro di esser innamorata ancora, perché sì quello era innamoramento non c’erano santi, il più classico dei colpi di fulmine, e che mi darei la testa nel muro: che senso ha avuto? Un pomeriggio speso inanemente che riaccende solo le braci…
Ma poi all’una, la telefonata…
"Scendi ti devo parlare…"
"Ma tu sei pazzo"-
giustamente, il rispetto per me stessa mai, quello mai, mai, mai!
E ore, ore, ore di conversazione…
"Allora ti raggiungerò domani, ovunque tu sia ma non scombinare i  tuoi piani per me, credo che sarò libero prima dell’ora pranzo…"
L’aperitivo mattutino è diventato un pranzo che è diventato un caffè pomeridiano, un aperitivo presto, un aperitivo tardi, in un crescendo rossiniano degno del miglior film dell’orrore.
E io, il 14 agosto, chiusa in casa, murata, no, non li ho scombinati i miei programmi: il mio programma era vedere lui.
La casa vuota, sai com’è…, "L’eleganza del riccio" polverizzato in tre ore e mezza, una lunga doccia, tre polpettine, guardare i vestiti che poi cambiavano sempre, ai cambiamenti di orario.
Quando mi ha chiamata e mi ha detto "Sono dietro di te" la piazza di Piano di Sorrento, tre metri per tre, mi è sembra la Piazza Russa e non vedevo un AstonMartin grigia canna di fucile, che no, non passa inosservata.
Poi la luna piena, "quindi hai capito io vorrei… non vorrei…"
Ma se vuoi?
E l’aperitivo si trasforma in cena e la cena in giro per tutto il golfo, non chiedetemi come ma ci siamo anche persi, lui che è il reginetto della costiera.
E io, e tu e noi no, non noi.
Ma io ti aiuto, no aiutami tu: insomma un dialogo tra pazzi.
Io ero talmente tanto prostrata, ma talmente tanto prostrata che gli ho fatto ordinare il vino, cosa che non accetto mai, e soprattutto il sordidus ha ordinato vino della casa.
A Nerano poi?!
Comunque dopo deliri, cene, frizzi, lazzi, giri, si ferma.
E certo sì "NOI NON DOBBIAMO STARE INSIEME. MAI, MAI, MAI!" (io infatti lo sfottevo: "se mai ci fidanzassimo moriremo tutti" e sì perfino lui rideva) ma allora perché non baciarci per tre ore?
Chiara no, la consequenzialità…
E baciarci ho detto, proprio baciarci, non mi ha messo una sola mano addosso, oddio forse ora che ci penso l’ha fato un paio di volte, ma ha accettato con grande bonomia che gliela schiaffeggiassi.
Perché si ci volevamo proprio baciare per ore a 27 e 42 anni.
Sotto la luna, parlando di Titti, ridendo delle sue follie, parlando del suo lavoro, parlando di quando ci siamo visti per la prima volta.
Sotto casa, alle tre del mattino "Lo vedi io dovevo partire alle 23 per Roma, domani come faccio con lo studio- che ingrippato! quello è socio e si preoccupa di andare allo studio il 15 agosto e pure presto, eh!- Ego, Ego, Ego, abbi cura di te."
Salita ho avuto la percezione che non lo avrei mai più rivisto.
Ma poi il giorno dopo mandò un messaggio, quello che ho perso con il cellulare ancora lost in space (tanto per informarvi); un messaggio che lessi e mi fece scoppiare in lacrime.
Lui non me ne aveva parlato ma io sapevo che a Roma avrebbe svuotato la casa dei suoi genitori. Nel sms mi parlava di un viaggio solitario, "un eufemismo Ego, un eufemismo", verso il suo passato, mi diceva di leggere il libro di Gilmore e di volermi bene.
Io capii due cose: che avrei voluto passargli gli scatoloni e che ne volevo un mondo a lui.
Da lì solo un’altra telefonata: sto venendo da te.
Ma non è mai più venuto, no.
Io che son pazza avevo deciso che quando sarebbe finito un bagnoschiuma che avevo comprato con Mammabis mentre ero in quella casa, sì perché pochi giorni dopo questi eventi Mammabis ci ospitò lì (immaginate cosa sia stato per una visionaria come me), con l’ultima goccia al cocco se ne sarebbe andato anche il mio diritto di pensare a Quilo.
Il bagnoschiuma c’è ancora, poco, pochissimo ma c’è.
Quilo è scomparso lentamente dalla fine di novembre.
Oggi non c’è più.
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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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46 risposte a Questa del Sexylawyer è la storia vera…

  1. anonimo ha detto:

    Volevo dirti che questo post mi ha fatto venire il magone.

    Hai una personalità complessa, immane, insondabile, meravigliosa. Ci sono tante Ego e a voler scegliere quella migliore non se ne verrebbe a capo. Saresti la croce, il tormento, il chiodo fisso di un artista. Contieni moltitudini, come diceva Whitman (anche se lui diceva “ebbene mi contraddico, ma sono vasto, contengo moltitudini”. Tu non sei vasta, credo. E tendenzialmente non ti contraddici, ma le moltitudini le contieni eccome). Sei una donna vera, perché sei l’icona del mistero.

    Inoltre, volevo fare gli auguri con molto ritardo a tua madre. Certamente una donna meravigliosa e speciale, se è vero che il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero.

    Poi ci sarebbero un altro po’ di cose che ti vorrei dire, ma che comunque non riesco a formulare. E non sono così in vena di provarci.

    _
    M.Conn.

  2. anonimo ha detto:

    Volevo dirti che questo post mi ha fatto venire il magone.

    Hai una personalità complessa, immane, insondabile, meravigliosa. Ci sono tante Ego e a voler scegliere quella migliore non se ne verrebbe a capo. Saresti la croce, il tormento, il chiodo fisso di un artista. Contieni moltitudini, come diceva Whitman (anche se lui diceva “ebbene mi contraddico, ma sono vasto, contengo moltitudini”. Tu non sei vasta, credo. E tendenzialmente non ti contraddici, ma le moltitudini le contieni eccome). Sei una donna vera, perché sei l’icona del mistero.

    Inoltre, volevo fare gli auguri con molto ritardo a tua madre. Certamente una donna meravigliosa e speciale, se è vero che il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero.

    Poi ci sarebbero un altro po’ di cose che ti vorrei dire, ma che comunque non riesco a formulare. E non sono così in vena di provarci.

    _
    M.Conn.

  3. superegovsme ha detto:

    Ehi tu, lo sai che proprio oggi mi chiedevo dove fossi?
    questo post ha fatto venire il magone anche a me.
    Era una costazione più che altro: Quilo non è con me da mesi, oramai eppure ripercorrere tutto è stato strano.
    Come se vedessi l’ennesima sconfitta (anche se so che non si deve mai ragionare in questi termini), l’ennesima occasione persa.
    Come se sentissi che non ne voglio perdere più.
    Ma poi sai in tante cose della vita non dipende solo da te, solo da noi.
    Come se tutta la mia speranza fosse vana se può essere frustrata dall’irrazionalità o da problemi che sono al di sopra della mia testa al di fuori del mio controllo.
    è davvero bello che tu dica che io non mi contraddica, perché solitamente chi non capisce proprio questo m’imputa continue contraddizioni, laddove io mi vivo come molto lineare.
    Però sai temo che questo non asseveri la mia logica, quanto piuttosto la tua follia.
    Sei pazzo come me, in un certo senso se segui i miei pensieri.
    Quella che ha compiuto gli anni però è MammaBis, la mia mamma putativa, la SuperMog ha fatto gli anni a dicembre.
    Ma cmq in realtà somiglio molto anche a Mammabis, l’ha detto perfino la di lei sorella mentre Mb si lamentava di me e del mio essere estrosa: “Ego è proprio il tuo tipo!”
    Dai, non fare così, dimmi quello che volevi dirmi…
    non so se sono contenente delle moltitudini ma di sicuro sono curiosa come un gatto.

  4. superegovsme ha detto:

    Ehi tu, lo sai che proprio oggi mi chiedevo dove fossi?
    questo post ha fatto venire il magone anche a me.
    Era una costazione più che altro: Quilo non è con me da mesi, oramai eppure ripercorrere tutto è stato strano.
    Come se vedessi l’ennesima sconfitta (anche se so che non si deve mai ragionare in questi termini), l’ennesima occasione persa.
    Come se sentissi che non ne voglio perdere più.
    Ma poi sai in tante cose della vita non dipende solo da te, solo da noi.
    Come se tutta la mia speranza fosse vana se può essere frustrata dall’irrazionalità o da problemi che sono al di sopra della mia testa al di fuori del mio controllo.
    è davvero bello che tu dica che io non mi contraddica, perché solitamente chi non capisce proprio questo m’imputa continue contraddizioni, laddove io mi vivo come molto lineare.
    Però sai temo che questo non asseveri la mia logica, quanto piuttosto la tua follia.
    Sei pazzo come me, in un certo senso se segui i miei pensieri.
    Quella che ha compiuto gli anni però è MammaBis, la mia mamma putativa, la SuperMog ha fatto gli anni a dicembre.
    Ma cmq in realtà somiglio molto anche a Mammabis, l’ha detto perfino la di lei sorella mentre Mb si lamentava di me e del mio essere estrosa: “Ego è proprio il tuo tipo!”
    Dai, non fare così, dimmi quello che volevi dirmi…
    non so se sono contenente delle moltitudini ma di sicuro sono curiosa come un gatto.

  5. Isdenora ha detto:

    Il mio occhio sinistro sta tentando di reggere un lacrimone, che farà due etti. Quell’ uomo sarà pure affascinante, ma non ha idea di cosa si sia perso davvero. Già solo trovare una donna autoironica e davvero bella è cosa rara, considerando poi che queste qualità in te sono solo la punta dell’ iceberg… povero, povero lui.

    La mia canzone preferita

    Dove vai quando poi resti sola
    il ricordo come sai non consola
    Quando lei se ne andò per esempio
    Trasformai la mia casa in tempio
    E da allora solo oggi non farnetico più
    a guarirmi chi fu
    ho paura a dirti che sei tu
    Ora noi siamo già più vicini
    Io vorrei non vorrei ma se vuoi
    Come può uno scoglio
    arginare il mare
    anche se non voglio
    torno già a volare
    Le distese azzurre
    e le verdi terre
    Le discese ardite
    e le risalite
    su nel cielo aperto
    e poi giù il deserto
    e poi ancora in alto
    con un grande salto
    Dove vai quando poi resti sola
    senza ali tu lo sai non si vola
    Io quel dì mi trovai per esempio
    quasi sperso in quel letto così ampio
    Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
    io la morte abbracciai
    ho paura a dirti che per te
    mi svegliai
    Oramai fra di noi solo un passo
    Io vorrei non vorrei ma se vuoi
    Come può uno scoglio
    arginare il mare
    anche se non voglio
    torno già a volare
    Le distese azzurre
    e le verdi terre
    le discese ardite
    e le risalite
    su nel cielo aperto
    e poi giù il deserto
    e poi ancora in alto
    con un grande salto

  6. Isdenora ha detto:

    Il mio occhio sinistro sta tentando di reggere un lacrimone, che farà due etti. Quell’ uomo sarà pure affascinante, ma non ha idea di cosa si sia perso davvero. Già solo trovare una donna autoironica e davvero bella è cosa rara, considerando poi che queste qualità in te sono solo la punta dell’ iceberg… povero, povero lui.

    La mia canzone preferita

    Dove vai quando poi resti sola
    il ricordo come sai non consola
    Quando lei se ne andò per esempio
    Trasformai la mia casa in tempio
    E da allora solo oggi non farnetico più
    a guarirmi chi fu
    ho paura a dirti che sei tu
    Ora noi siamo già più vicini
    Io vorrei non vorrei ma se vuoi
    Come può uno scoglio
    arginare il mare
    anche se non voglio
    torno già a volare
    Le distese azzurre
    e le verdi terre
    Le discese ardite
    e le risalite
    su nel cielo aperto
    e poi giù il deserto
    e poi ancora in alto
    con un grande salto
    Dove vai quando poi resti sola
    senza ali tu lo sai non si vola
    Io quel dì mi trovai per esempio
    quasi sperso in quel letto così ampio
    Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
    io la morte abbracciai
    ho paura a dirti che per te
    mi svegliai
    Oramai fra di noi solo un passo
    Io vorrei non vorrei ma se vuoi
    Come può uno scoglio
    arginare il mare
    anche se non voglio
    torno già a volare
    Le distese azzurre
    e le verdi terre
    le discese ardite
    e le risalite
    su nel cielo aperto
    e poi giù il deserto
    e poi ancora in alto
    con un grande salto

  7. superegovsme ha detto:

    Eh eh grazie Isde!
    Ti assicuro che anche lui è ricco di qualità…
    forse semplicemente non era destino.
    Ehi la lacrimona… tenera sei tu.
    davvero.
    un bacio alla guanciotta bagnata.

    (lo sai che mentre ho scritto “ma se vuoi” ho pensato a te?)

  8. superegovsme ha detto:

    Eh eh grazie Isde!
    Ti assicuro che anche lui è ricco di qualità…
    forse semplicemente non era destino.
    Ehi la lacrimona… tenera sei tu.
    davvero.
    un bacio alla guanciotta bagnata.

    (lo sai che mentre ho scritto “ma se vuoi” ho pensato a te?)

  9. anonimo ha detto:

    So che in fondo tu non potrai mai leggere l’epilogo della storia che hai raccontato come una sconfitta, perché sei una che vede il bicchiere mezzo pieno, o comunque vede sempre una luce da qualche parte, o una nuova opportunità. E io, in questo inguaribile ottimismo, sono uguale a te, ti seguo sulla stessa linea d’onda.
    Sei una persona in grado di guardare avanti, sempre. Non hai paura di vivere ogni momento e di incamminarti su un’altra strada, senza rimanere invischiata nella palude delle scottature o dei piccoli e grandi traumi, come succede a molte altre persone.
    So che non smetterai di guardare le cose con gli occhi “illusi” di un’illusione buona, forte, giusta.. di chi non piange sul latte versato. Questo è meraviglioso, perché una vita sola è troppo breve per permettersi di sprecarla guardandola attraverso le lenti dell’insicurezza o, peggio, dell’esistenzialistica disillusione.
    Questo il mio umile punto di vista.

    A perdere qualcosa non sei stata tu, sono daccordo con Isdenora.
    Sai, le occasioni le perdi quando fai qualcosa tu per perderle… Se è l’altro a sottrarti una simile occasione, è lui ad averla persa e non tu. Tu non la avevi, per scelta sua. E non puoi perdere quello che non hai, che non ti è stato dato.

    Mi scuso per lo scambio di persona. Sono stato troppo distratto ed ho confuso fra madre naturale e madre putativa, alla quale reindirizzo gli auguri.

    Sulle tue moltitudini non nutro alcun dubbio, gattina.

    (Sì, lo so, lo so. Perdonami per l’epiteto zuccheroso. Mi è scappato, che ci posso fare…)

    _
    M.Conn.

  10. anonimo ha detto:

    So che in fondo tu non potrai mai leggere l’epilogo della storia che hai raccontato come una sconfitta, perché sei una che vede il bicchiere mezzo pieno, o comunque vede sempre una luce da qualche parte, o una nuova opportunità. E io, in questo inguaribile ottimismo, sono uguale a te, ti seguo sulla stessa linea d’onda.
    Sei una persona in grado di guardare avanti, sempre. Non hai paura di vivere ogni momento e di incamminarti su un’altra strada, senza rimanere invischiata nella palude delle scottature o dei piccoli e grandi traumi, come succede a molte altre persone.
    So che non smetterai di guardare le cose con gli occhi “illusi” di un’illusione buona, forte, giusta.. di chi non piange sul latte versato. Questo è meraviglioso, perché una vita sola è troppo breve per permettersi di sprecarla guardandola attraverso le lenti dell’insicurezza o, peggio, dell’esistenzialistica disillusione.
    Questo il mio umile punto di vista.

    A perdere qualcosa non sei stata tu, sono daccordo con Isdenora.
    Sai, le occasioni le perdi quando fai qualcosa tu per perderle… Se è l’altro a sottrarti una simile occasione, è lui ad averla persa e non tu. Tu non la avevi, per scelta sua. E non puoi perdere quello che non hai, che non ti è stato dato.

    Mi scuso per lo scambio di persona. Sono stato troppo distratto ed ho confuso fra madre naturale e madre putativa, alla quale reindirizzo gli auguri.

    Sulle tue moltitudini non nutro alcun dubbio, gattina.

    (Sì, lo so, lo so. Perdonami per l’epiteto zuccheroso. Mi è scappato, che ci posso fare…)

    _
    M.Conn.

  11. superegovsme ha detto:

    Mutevolmente connesso, molteplicemente collegato (ti piace di più per quanto detto?), le tue parole mi arrivano sempre oltre gli occhi.
    Le avevo lette prima di scendere, in un determinato momento, sì in un determinato momento.
    E mi hanno toccata, abbastanza, anzi abbastanza forte.
    Vero, vera verità: io sono così ma cui prodest?
    non certo a me che mi devo fare il sangue amaro per difficoltà che si decuplicano, ma sorrido sempre.
    e poi però penso che non devo farmi appiattire, che la mia natura è il sorriso e che allora sorriso sia.
    Ma perché, allora, non ricevo indietro i sorrisi che vorrei?
    Forse sbaglio a non gioire di quelli che già ho, forse voglio solo quelli che non posso avere per farmi del male, ancora, anche se credo di esser uscita da ste dinamiche del cazzo?
    E perché devo sempre usare questo avverbio forse?
    Perché sono dubitativa?
    Perché non dico mai “basta ho ragione io, stolti quelli che non la pensano come me”?
    Oggi sono un po’ così molteplicemente collegato, canzone?
    Scusami, io poi che chiedo a te che sei un perfetto sconosciuto, perché lo sei, no (a volte non mi sembri tale)?
    Ma sai cosa, a volte mi pare che tu mi colga, tolte le eccessive lodi, meglio di tanti altri.
    Che sconfitta, per me, questa proprio sì.
    Io sono agli altri chiusa, imprescrutabile.
    Io, proprio io.

  12. superegovsme ha detto:

    Mutevolmente connesso, molteplicemente collegato (ti piace di più per quanto detto?), le tue parole mi arrivano sempre oltre gli occhi.
    Le avevo lette prima di scendere, in un determinato momento, sì in un determinato momento.
    E mi hanno toccata, abbastanza, anzi abbastanza forte.
    Vero, vera verità: io sono così ma cui prodest?
    non certo a me che mi devo fare il sangue amaro per difficoltà che si decuplicano, ma sorrido sempre.
    e poi però penso che non devo farmi appiattire, che la mia natura è il sorriso e che allora sorriso sia.
    Ma perché, allora, non ricevo indietro i sorrisi che vorrei?
    Forse sbaglio a non gioire di quelli che già ho, forse voglio solo quelli che non posso avere per farmi del male, ancora, anche se credo di esser uscita da ste dinamiche del cazzo?
    E perché devo sempre usare questo avverbio forse?
    Perché sono dubitativa?
    Perché non dico mai “basta ho ragione io, stolti quelli che non la pensano come me”?
    Oggi sono un po’ così molteplicemente collegato, canzone?
    Scusami, io poi che chiedo a te che sei un perfetto sconosciuto, perché lo sei, no (a volte non mi sembri tale)?
    Ma sai cosa, a volte mi pare che tu mi colga, tolte le eccessive lodi, meglio di tanti altri.
    Che sconfitta, per me, questa proprio sì.
    Io sono agli altri chiusa, imprescrutabile.
    Io, proprio io.

  13. anonimo ha detto:

    Dolcissima amica, è antico come il mondo l’incantesimo che ci porta a desiderare quello che non abbiamo, così come lo è l’istinto di gettarci nel fuoco come falene.
    Sei dubitativa, perché sei intelligente. Solo gli stupidi non dubitano mai..
    Non lasciare che ti abbandoni mai, quel tuo sorriso, il sole che illumina Napoli.
    Io sono uno sconosciuto, sì. Forse amo solo leggere fra le righe, concentrarmi sulle parole, con il privilegio – e la sfortuna – di non poter essere distratto dall’entropìa, dal mondo e il suo frastuono, dai movimenti, dal tuo sguardo.. mentre ti ascolto.

    Chiedi una canzone.. E io non sono nel pieno possesso delle mie facoltà emotive. Forse il momento è sbagliato, forse – ora – è come mettere due calamite una vicino all’altra.. o come buttare benzina sul fuoco.
    Ti faccio sentire quello che sto sentendo io: http://it.youtube.com/watch?v=yYkif0IDHCw

    E queste parole che seguono non centrano con quello che ascolto, ma voglio dedicartele. Forse non hai bisogno della traduzione (non lo so), ma è meglio non rischiare.

    Über den Liebenden gibt es kein Gesetz
    Unter den Liebenden zählt die Regel nicht
    Wegen der Liebenden gibt es Möglichkeit
    Und ohne die Liebenden lohnt die Suche nicht

    […]

    Über den Liebenden gibt es kein Gesetz
    Unter den Liebenden ist die süsse Bahn
    Neben den Liebenden schmilzt das ewige Eis
    aber ohne die Liebenden ist Scheitern programmiert
    Du scheiterst heute, scheiterst morgen
    scheiterst immer besser
    Irgendwann scheiterst du nicht

    Al di sopra degli innamorati non esiste alcuna legge
    Fra gli innamorati non c’è regola che valga
    A causa degli innamorati esiste la possibilità
    E senza gli innamorati la ricerca non val la pena

    […]

    Al di sopra degli innamorati non esiste alcuna legge
    Al di sotto degli innamorati corre il dolce sentiero
    Accanto agli innamorati si sciolgono i ghiacci eterni
    ma senza gli innamorati il fallimento è assicurato
    Fallisci oggi, fallisci domani
    fallisci sempre meglio
    E ad un certo punto non fallisci più

    (Perdonami, se mi sono scappati un altro paio di complimenti. Non me ne volere.)

    _
    m.c.

  14. anonimo ha detto:

    Dolcissima amica, è antico come il mondo l’incantesimo che ci porta a desiderare quello che non abbiamo, così come lo è l’istinto di gettarci nel fuoco come falene.
    Sei dubitativa, perché sei intelligente. Solo gli stupidi non dubitano mai..
    Non lasciare che ti abbandoni mai, quel tuo sorriso, il sole che illumina Napoli.
    Io sono uno sconosciuto, sì. Forse amo solo leggere fra le righe, concentrarmi sulle parole, con il privilegio – e la sfortuna – di non poter essere distratto dall’entropìa, dal mondo e il suo frastuono, dai movimenti, dal tuo sguardo.. mentre ti ascolto.

    Chiedi una canzone.. E io non sono nel pieno possesso delle mie facoltà emotive. Forse il momento è sbagliato, forse – ora – è come mettere due calamite una vicino all’altra.. o come buttare benzina sul fuoco.
    Ti faccio sentire quello che sto sentendo io: http://it.youtube.com/watch?v=yYkif0IDHCw

    E queste parole che seguono non centrano con quello che ascolto, ma voglio dedicartele. Forse non hai bisogno della traduzione (non lo so), ma è meglio non rischiare.

    Über den Liebenden gibt es kein Gesetz
    Unter den Liebenden zählt die Regel nicht
    Wegen der Liebenden gibt es Möglichkeit
    Und ohne die Liebenden lohnt die Suche nicht

    […]

    Über den Liebenden gibt es kein Gesetz
    Unter den Liebenden ist die süsse Bahn
    Neben den Liebenden schmilzt das ewige Eis
    aber ohne die Liebenden ist Scheitern programmiert
    Du scheiterst heute, scheiterst morgen
    scheiterst immer besser
    Irgendwann scheiterst du nicht

    Al di sopra degli innamorati non esiste alcuna legge
    Fra gli innamorati non c’è regola che valga
    A causa degli innamorati esiste la possibilità
    E senza gli innamorati la ricerca non val la pena

    […]

    Al di sopra degli innamorati non esiste alcuna legge
    Al di sotto degli innamorati corre il dolce sentiero
    Accanto agli innamorati si sciolgono i ghiacci eterni
    ma senza gli innamorati il fallimento è assicurato
    Fallisci oggi, fallisci domani
    fallisci sempre meglio
    E ad un certo punto non fallisci più

    (Perdonami, se mi sono scappati un altro paio di complimenti. Non me ne volere.)

    _
    m.c.

  15. anonimo ha detto:

    Nemmeno riesco a declinare il verbo “mi è scappato”… con tutta questa refusosità che tu mi causi.

    _
    m.c.

  16. anonimo ha detto:

    Nemmeno riesco a declinare il verbo “mi è scappato”… con tutta questa refusosità che tu mi causi.

    _
    m.c.

  17. superegovsme ha detto:

    @Molteplicemente connesso: ecco pure Vinicio… lo conosco poco ma mi piace moltissimo, questa canzone in particolare mi è sempre piaciuta moltissimo. Oramai mi arrendo ai tuoi complimenti: se così deve essere che sia! ahahahah
    quanto al brano, hai fatto decisamente bene a tradurlo. ecco la lingua di Goethe mi è del tutto preclusa anche se avrei voluto, dovuto, studiarla; sai io avrei voluto essere una giusromanista (infatti mi sono laureata in istituzioni), probabilmente lo sarò in un’altra vita.
    Da dove è tratto questo brano?
    Ehi mutevolmente, molteplicemente, ti ho mai ringraziato?

  18. superegovsme ha detto:

    @Molteplicemente connesso: ecco pure Vinicio… lo conosco poco ma mi piace moltissimo, questa canzone in particolare mi è sempre piaciuta moltissimo. Oramai mi arrendo ai tuoi complimenti: se così deve essere che sia! ahahahah
    quanto al brano, hai fatto decisamente bene a tradurlo. ecco la lingua di Goethe mi è del tutto preclusa anche se avrei voluto, dovuto, studiarla; sai io avrei voluto essere una giusromanista (infatti mi sono laureata in istituzioni), probabilmente lo sarò in un’altra vita.
    Da dove è tratto questo brano?
    Ehi mutevolmente, molteplicemente, ti ho mai ringraziato?

  19. illettorefacial ha detto:

    Commovente…

  20. illettorefacial ha detto:

    Commovente…

  21. ginoelalfetta ha detto:

    cosa altro potrei aggiungere a quanto ti è stato già commentato? ah si! finalmente so come è andata a finire la storia 😉 Un bacione, cugi mia adorata!

  22. ginoelalfetta ha detto:

    cosa altro potrei aggiungere a quanto ti è stato già commentato? ah si! finalmente so come è andata a finire la storia 😉 Un bacione, cugi mia adorata!

  23. anonimo ha detto:

    Quello tradotto? Da qui -> http://www.neubauten.org/en-disca-08.html (#13).

    Di cosa mai avresti dovuto ringraziarmi, solare padrona di casa?


    m.c.

  24. anonimo ha detto:

    Quello tradotto? Da qui -> http://www.neubauten.org/en-disca-08.html (#13).

    Di cosa mai avresti dovuto ringraziarmi, solare padrona di casa?


    m.c.

  25. superegovsme ha detto:

    @L.F.: da quanto tempo…
    @Cugi: Hai visto… è andata proprio così.
    @Molteplicemente connesso: di quello che mi dici, di quando lo dici, di come lo dici. Non riesco a connettermi a quell’indirizzo.

  26. superegovsme ha detto:

    @L.F.: da quanto tempo…
    @Cugi: Hai visto… è andata proprio così.
    @Molteplicemente connesso: di quello che mi dici, di quando lo dici, di come lo dici. Non riesco a connettermi a quell’indirizzo.

  27. anonimo ha detto:

    Sono felice se ti strappo un sorriso..

    Ho come il sospetto che tu non sia riuscita a connetterti a quell’indirizzo perché hai distrattamente copincollato anche il “(#13)”. Mea culpa, perché ho scritto in modo poco chiaro. In verità il numero 13 indicava la traccia di cui si discuteva, l’indirizzo che devi cercare finisce dopo “html”.

    _
    m.c.

  28. anonimo ha detto:

    Sono felice se ti strappo un sorriso..

    Ho come il sospetto che tu non sia riuscita a connetterti a quell’indirizzo perché hai distrattamente copincollato anche il “(#13)”. Mea culpa, perché ho scritto in modo poco chiaro. In verità il numero 13 indicava la traccia di cui si discuteva, l’indirizzo che devi cercare finisce dopo “html”.

    _
    m.c.

  29. superegovsme ha detto:

    @MC: no, figurati, mica per quello…
    ok, ok!
    per quello!
    che palle però da che si capisce che sono una disgra con il pc?!
    ahaahahahah
    cmq fermi tutti: punto primo questo è quel gruppo della canzone inquietante, vero?
    ma Silence is sexy si ispira a quella cosa di Cage di cui ha parlato pure Duch?
    ma che c’entra con il testo in inglese che mi hai mandato tu ieri notte?
    ormai sono un po’ in confusione.
    Hai visto MC mi hai confusa…

  30. superegovsme ha detto:

    @MC: no, figurati, mica per quello…
    ok, ok!
    per quello!
    che palle però da che si capisce che sono una disgra con il pc?!
    ahaahahahah
    cmq fermi tutti: punto primo questo è quel gruppo della canzone inquietante, vero?
    ma Silence is sexy si ispira a quella cosa di Cage di cui ha parlato pure Duch?
    ma che c’entra con il testo in inglese che mi hai mandato tu ieri notte?
    ormai sono un po’ in confusione.
    Hai visto MC mi hai confusa…

  31. superegovsme ha detto:

    @MC: ok, ho risolto tutto da sola, la verità è che oggi sono unpo’ confusa, penso ad altro…
    alla mia Mammabis, sua mamma è andata via…
    la canzone de qua si chiama Dingsaller, vero?
    Ehi questa mi piace!!!!
    Cmq sono inquietantissimi!!!!

  32. superegovsme ha detto:

    @MC: ok, ho risolto tutto da sola, la verità è che oggi sono unpo’ confusa, penso ad altro…
    alla mia Mammabis, sua mamma è andata via…
    la canzone de qua si chiama Dingsaller, vero?
    Ehi questa mi piace!!!!
    Cmq sono inquietantissimi!!!!

  33. anonimo ha detto:

    Con ordine. No, la loro poetica non ha nulla a che vedere con le teorie musicali di J. Cage e anche la loro musica è decisamente incanalata verso un’altra direzione.
    Testo in inglese? Intendevi in tedesco? Se sì, hai trovato la risposta da sola 😉
    No, gli EN non possono in nessun modo essere inquietanti. O meglio, potevano esserlo negli anni ’90, ma dall’album che ti ho indicato nel link sono diventati dolci e poetici. Blixa è un grande poeta e la loro musica è meravigliosa. La prima volta che assisti ad un loro concerto – a teatro – non dimentichi più la bellezza della loro esibizione.
    Difficile descriverli in altre parole, sarebbero comunque troppo poche.
    Ti esorto a NON ascoltare quei brani su youtube, perché non rende loro giustizia. Ti farò sentire il loro brano migliore, ma non su youtube.

    Dette le inutili cazzate di cui sopra, sono sinceramente (e sottolineo sinceramente, perché a me certe notizie tolgono il respiro LETTERALMENTE) affranto per quello che mi dici.
    Abbraccio anche io Mammabis, virtualmente e – anche se non sono altro che uno sconosciuto – con tutto il cuore.

    _
    m.c.

  34. anonimo ha detto:

    Con ordine. No, la loro poetica non ha nulla a che vedere con le teorie musicali di J. Cage e anche la loro musica è decisamente incanalata verso un’altra direzione.
    Testo in inglese? Intendevi in tedesco? Se sì, hai trovato la risposta da sola 😉
    No, gli EN non possono in nessun modo essere inquietanti. O meglio, potevano esserlo negli anni ’90, ma dall’album che ti ho indicato nel link sono diventati dolci e poetici. Blixa è un grande poeta e la loro musica è meravigliosa. La prima volta che assisti ad un loro concerto – a teatro – non dimentichi più la bellezza della loro esibizione.
    Difficile descriverli in altre parole, sarebbero comunque troppo poche.
    Ti esorto a NON ascoltare quei brani su youtube, perché non rende loro giustizia. Ti farò sentire il loro brano migliore, ma non su youtube.

    Dette le inutili cazzate di cui sopra, sono sinceramente (e sottolineo sinceramente, perché a me certe notizie tolgono il respiro LETTERALMENTE) affranto per quello che mi dici.
    Abbraccio anche io Mammabis, virtualmente e – anche se non sono altro che uno sconosciuto – con tutto il cuore.

    _
    m.c.

  35. superegovsme ha detto:

    Vedi neanche a farlo apposta… ho appena scritto un post, due abbracci, senza aver letto il tuo commento. vorrà dire che il secondo è il tuo. Tra un po’ glielo porterò di persona.
    Quanto al resto non lo so io li trovo un po’ inquietanti ma a me piace essere inquietata.
    Silence is Sexy leggo non ricordo dove che davvero si ispira a 4,25″ di Cage, sarà una bufala…
    quel brano l’ho addirittura pubblicato su diavolo d’un… mi perdonerai, il video che lo accompagna poi mi piaceva da morire: ci son dei personaggi vestiti da silvani, la mia Zoccolella (sarebbe la gnometta che mi ha regalato appunto Mammabis) è stata contenta…
    Senti allora se ti vuoi fare del male leggi sub versi senza rima “se lo vedi salutami il tuo amico”, è dedicata ad una bellissima signora che ci ha lasciato poco più di un mese fa.

  36. superegovsme ha detto:

    Vedi neanche a farlo apposta… ho appena scritto un post, due abbracci, senza aver letto il tuo commento. vorrà dire che il secondo è il tuo. Tra un po’ glielo porterò di persona.
    Quanto al resto non lo so io li trovo un po’ inquietanti ma a me piace essere inquietata.
    Silence is Sexy leggo non ricordo dove che davvero si ispira a 4,25″ di Cage, sarà una bufala…
    quel brano l’ho addirittura pubblicato su diavolo d’un… mi perdonerai, il video che lo accompagna poi mi piaceva da morire: ci son dei personaggi vestiti da silvani, la mia Zoccolella (sarebbe la gnometta che mi ha regalato appunto Mammabis) è stata contenta…
    Senti allora se ti vuoi fare del male leggi sub versi senza rima “se lo vedi salutami il tuo amico”, è dedicata ad una bellissima signora che ci ha lasciato poco più di un mese fa.

  37. anonimo ha detto:

    Ti ringrazio per la premura…

    Non che io ami farmi del male (tendo ad assorbire il dolore degli altri per eccesso di compenetrazione), ma di certo valeva la pena leggere quello che hai scritto.

    Quanto a s.i.s., non avevo mai sentito quello che hai detto, e l’ho negato forse perché non riesco a collegare la musica di Cage a quella degli EN. Mi hai però spinto a controllare ed ho scoperto che Blixa, alla domanda “So why, then, is silence sexy”, ha risposto:

    “That line was the nucleus line. I just had this line and I just knew I wanted to do something with silence. If you work with silence in music, you automatically think of the famous John Cage piece, four minutes 33 where there’s only silence being played and as Master Cage always had this Zen attitude towards the whole thing he wanted to concentrate the listener’s intention to all the sounds that are surrounding in any given moment.
    In that fashion, we actually started recording this, but it didn’t work, it didn’t do the trick and then I realised that this wasn’t what I was looking for. I was looking for the total opposite of what John Cage was looking for, I was looking for the tension and the audibility of silence. It took several tries and a lot of research to find that you can make the silence audible, mainly the invention of smoking the cigarette. That suddenly makes the silence audible. It is so much a metaphor for waiting…

    Senza saperlo ho concluso come ha concluso lui. Ma l’osservazione era corretta!

    _
    m.c.

  38. anonimo ha detto:

    Ti ringrazio per la premura…

    Non che io ami farmi del male (tendo ad assorbire il dolore degli altri per eccesso di compenetrazione), ma di certo valeva la pena leggere quello che hai scritto.

    Quanto a s.i.s., non avevo mai sentito quello che hai detto, e l’ho negato forse perché non riesco a collegare la musica di Cage a quella degli EN. Mi hai però spinto a controllare ed ho scoperto che Blixa, alla domanda “So why, then, is silence sexy”, ha risposto:

    “That line was the nucleus line. I just had this line and I just knew I wanted to do something with silence. If you work with silence in music, you automatically think of the famous John Cage piece, four minutes 33 where there’s only silence being played and as Master Cage always had this Zen attitude towards the whole thing he wanted to concentrate the listener’s intention to all the sounds that are surrounding in any given moment.
    In that fashion, we actually started recording this, but it didn’t work, it didn’t do the trick and then I realised that this wasn’t what I was looking for. I was looking for the total opposite of what John Cage was looking for, I was looking for the tension and the audibility of silence. It took several tries and a lot of research to find that you can make the silence audible, mainly the invention of smoking the cigarette. That suddenly makes the silence audible. It is so much a metaphor for waiting…

    Senza saperlo ho concluso come ha concluso lui. Ma l’osservazione era corretta!

    _
    m.c.

  39. anonimo ha detto:

    Dimenticavo:

    questo non è il gruppo della canzone che ti aveva inquietato (loro erano i Morphine). Questo è il gruppo di cui ti ho fatto vedere un video (me meschino): Sabrina.

    _
    m.c.

  40. anonimo ha detto:

    Dimenticavo:

    questo non è il gruppo della canzone che ti aveva inquietato (loro erano i Morphine). Questo è il gruppo di cui ti ho fatto vedere un video (me meschino): Sabrina.

    _
    m.c.

  41. superegovsme ha detto:

    @MC: inizio a credere che tu sia il mio gemello dell’altro emisfero… anche io tendo drammaticamente ad assorbire il dolore altrui.
    Non so se hai mai letto Eragon o meglio ancora il secondo volume della saga. Lì c’è una bimba, Elva, che per una benedizione mal formulata patisce il dolore altrui. A volte mi è sembrato di esser afflitta da questa benedizione.
    Io il dolore lo sento troppo, l’altrui, il mio.
    Ma forse è giusto così.
    Come sempre sei troppo gentile con me…
    a tal uopo altra poesia è recidi nella notte forbice quel volto.
    Era pensata proprio per Mammabis.
    Beh è stato così come le auspicava come io mi auguravo eppure oggi, lo ho sentita distrutta. Ho quasi paura di andare da lei, ora.
    Ma il mio posto è lì!
    Quanto all’amico Blixia, oramai è tale!, beh quante cose sto scoprendo di lui…
    e dire che se non fosse stato per te sarebbe rimasto unosconosciuto per chissà quanto.

  42. superegovsme ha detto:

    @MC: inizio a credere che tu sia il mio gemello dell’altro emisfero… anche io tendo drammaticamente ad assorbire il dolore altrui.
    Non so se hai mai letto Eragon o meglio ancora il secondo volume della saga. Lì c’è una bimba, Elva, che per una benedizione mal formulata patisce il dolore altrui. A volte mi è sembrato di esser afflitta da questa benedizione.
    Io il dolore lo sento troppo, l’altrui, il mio.
    Ma forse è giusto così.
    Come sempre sei troppo gentile con me…
    a tal uopo altra poesia è recidi nella notte forbice quel volto.
    Era pensata proprio per Mammabis.
    Beh è stato così come le auspicava come io mi auguravo eppure oggi, lo ho sentita distrutta. Ho quasi paura di andare da lei, ora.
    Ma il mio posto è lì!
    Quanto all’amico Blixia, oramai è tale!, beh quante cose sto scoprendo di lui…
    e dire che se non fosse stato per te sarebbe rimasto unosconosciuto per chissà quanto.

  43. anonimo ha detto:

    Non l’ho mai letto, ma quella “benedizione” sempre piuttosto realistica, anche in un mondo non letterario.

    Ho letto quello che hai scritto… Vedi, non è solo la scrittura, non è solo la scelta delle similitudini, delle parole.. è la tua capacità di entrare – letteralmente – nell’altro, ad arrivare al cuore ed alla mente. Questa benedizione (o dannazione), che ti fa compenetrare negli altri, è il mezzo che ti permette di fare capire le persone di cui scrivi ad uno sconosciuto lettore, molto più di quanto non saprebbero fare – appunto – le immagini.
    Non descrivi l’altro, lo vivi senza mezzi termini.

    Conosco la tua paura, ma non badarvi, perché ora è necessaria la tua forza.

    _
    m.c.

  44. anonimo ha detto:

    Non l’ho mai letto, ma quella “benedizione” sempre piuttosto realistica, anche in un mondo non letterario.

    Ho letto quello che hai scritto… Vedi, non è solo la scrittura, non è solo la scelta delle similitudini, delle parole.. è la tua capacità di entrare – letteralmente – nell’altro, ad arrivare al cuore ed alla mente. Questa benedizione (o dannazione), che ti fa compenetrare negli altri, è il mezzo che ti permette di fare capire le persone di cui scrivi ad uno sconosciuto lettore, molto più di quanto non saprebbero fare – appunto – le immagini.
    Non descrivi l’altro, lo vivi senza mezzi termini.

    Conosco la tua paura, ma non badarvi, perché ora è necessaria la tua forza.

    _
    m.c.

  45. anonimo ha detto:

    SuperEgoVsMe@ Studio Bisou: che dire.. forse è così a momenti, forse non lo è mai, forse lo è sempre… ho difficoltà a giudicare me stessa e ancor di più le mie “opere” anche se mi fa decisamente specie chiamarle così.
    La mia Mammabis era molto serena e bella come sempre.

  46. anonimo ha detto:

    SuperEgoVsMe@ Studio Bisou: che dire.. forse è così a momenti, forse non lo è mai, forse lo è sempre… ho difficoltà a giudicare me stessa e ancor di più le mie “opere” anche se mi fa decisamente specie chiamarle così.
    La mia Mammabis era molto serena e bella come sempre.

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