Ristorante Bagni Delfino.

Cosa vuol dire per Ego versione "le gourmand" mode on finire in tipico ristorante turistico? Molta amarezza innanzi tutto ma poi anche il modo per compiere una riflessione sul livello medio della ristorazione campana.
Partiamo dall’inizio: come ci giunge una signorina tu mi stufi in un posto simile? Sotto raccomandazione. E questo sì che ha dell’incredibile.
Perché un posto del genere un autoctono, nello specifico una signora che vive e lavora a Sorrento, non lo caldeggia ad una persona – Mammabis che pur essendo "ponzese doc" – a Sorrento viene da più di vent’anni. Eppure tanto è successo e sull’onda di "il miglior risotto alla pescatora di Sorrento" e altre entusiastiche affermazioni siamo andati alla ricerca del "Delfino".
La location è suggestiva: la Marina Grande di Sorrento. Siamo sul mare, il golfo si apre davanti a noi, insomma il luogo gioca la sua parte.
Ma detto questo, lo stesso allestimento del ristorante è piuttosto deludente: a metà tra il luogo rustico sul mare e il wannabe una minima elegante, il "Delfino" presenta un interno tipico da stazione balneare, quale del resto è, e un esterno diviso tra piccole terrazine, che sembrano più carine, e una zona all’aperto antistante la piattaforma di legno dove sono i lettini, piuttosto scarna e poco curata.
La tavola non è affatto ben presentata, con bicchieri anonimi e di un solo tipo per il vino, e piatti assai poco estetici, con tovaglie e tovaglioli di medio-bassa qualità.
Ma i veri dolori iniziano con la carta del vino. Ad una scelta prevalentemente campana di una quindicina di etichette di vini bianchi e altrettanti rossi, dei tipi più comuni e delle cantine più commerciali, fa riscontro un ricarico di prezzi davvero increscioso. Vino di punta un sempre interessante "Fiorduva", il cru di Furore Bianco di Marisa Cuomo nel 2006 insignito dell’Oscar come Miglior Vino Bianco, qui proposto alla "modica" cifra di € 60, non male considerando che 37/40 € bastano per berlo in tutti i ristoranti campani. Quello che più scandalizza è il Furore base sempre della medesima cantina a 30 €, oppure la Falanghina di "Feudi di San Gregorio" a 22 €.
Il menù rivela subito giusta l’impressione di esser in un luogo turistico, ed infatti l’offerta si limita  per i primi ad una scelta di tre piatti di mare (il famoso risotto, gli spaghetti ai frutti di mare o con vongole veraci) e tre di terra ( gnocchi o riso alla sorrentina e ravioli alla caprese), per i secondi a pesce del giorno all’acqua pazza, bistecca di non specificata natura ai ferri e grigliata di mare con gamberi surgelati. Già su quest’ultimo dettaglio potremmo aprire un dibattito, ma andrò avanti.
Troppo in ritardo per poter andare via, optiamo sui tre primi di mare e sulla sucitata Falanghina Feudi per limitare i danni economici (e per farlo io, la situazione era davvero disperata).
Scartati gli antipasti per il loro scarso interesse, ci vediamo comunque offrire dalla cucina, e dopo un’attesa di oltre 30 minuti, delle bruschette. Ecco io credo che non ci sia molto di complesso nel fare una bruschetta e che, soprattutto se ne fai decine e decine al giorno, offrendole a tutti i clienti, una pur vaga idea di come si fanno dovresti pure averla.
Sono un’inguaribile ottimista.
Quello che il "Ristorante Bagni Delfino" chiama bruschetta è un’altissima fetta di pane, che pur in origine non doveva esser eccellente, come d’altronde rivela poi il cestino portato a tavola, messa sulla griglia elettrica chissà quando (non risultava annerita affatto ma fredda, beh quello sì), e ricoperta da dadini di un anemico pomodoro appena condito con un olio che non credo fosse extravergine. Aglio totalmente sconosciuto, e persino il pomodoro sorrentino, una specialità del luogo, che diamine!
Dopo un’altra ventina di minuti, riceviamo i nostri primi piatti.
Gli spaghetti alle vongole risultano più che al dente, ma fin qui, e decisamente pieni di renella. Vongole discrete.
Quelli ai frutti di mare sono medi e il risotto tanto declamato, pur essendo di gran lunga la portata migliore, non giustifica affatto un brodo di giuggiole, godendo inoltre della presenza di un unico gambero ovviamente surgelato.
Decidiamo per amor patrio e dei nostri stomaci di finirla qui, soprattutto dopo aver ascoltato la lista dei dolci (tutti di provenienza industriale, tranne una caprese al limone e una tradizionale, il cui aspetto non non ce le ha rese affatto consigliabili), elencata da un’inserviente cortese come un rottweiler affamato.
Alla richiesta del conto, la medesima gentil creatura ci invita ad accomadarci alla casa (!!) dove paghiamo 72 €, per questa cena di cui avrei fatto davvero a meno.
Nelle lunghe attese di cui è stata costellata la cena ho potuto riflettere, soprattutto notando l’elevatissima presenta di turisti internazionali o provenienti dal nord Italia, su come una ristorazione simile possa portare gravissimi danni all’immagine o meglio ancora all’essenza della cucina campana. Soprattutto per quel che riguarda i turisti stranieri non credo, infatti, che riscontrino chissà quali pecche ma che, piuttosto, possano appiattire la propria idea di ristorazione made in Naples a tale livello quasi farsesco. Un danno a mio giudizio tremendo per tutti noi e per il valore che la cucina mediterranea da sempre rappresenta nel mondo. Un’ umiliazione dei prodotti che facilmente sono reperibili ovunque nella nostra bella terra  e che rendono ogni piatto fatto come si deve un tripudio di sapori e una vera festa per il palato.
Ristorante Bagni Delfino – via Marina Grande Sorrento – 0818782038
Voto 4 e 1/2: un’offesa alla tradizione culinaria campana.
Ps:riscontro adesso che nel loro sito è presente un menù completamente differente a quello poi proposto alla carta. Anche questa una nota di grandissima professionalità.

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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10 risposte a Ristorante Bagni Delfino.

  1. uvizzarru ha detto:

    Purtroppo ce ne sono tanti di ristoranti tanto famosi che poi perdono punteggio o per l’eccessivo prezzo finale che non torna mai o per la qualità del cibo che non mangeresti nemmeno regalato.
    A volte è meglio una trattoria poco conosciuta e a gestione familiare.

  2. sangervasio ha detto:

    certo che non ti fai tanti problemi nel dire cio’ che pensi e per questo ti ammiro,complimenti ,complimenti anche per il tuo italiano delzioso nello scrivere

  3. unpoapolide ha detto:

    stica.
    niuna esperienza di questo tipo di ristoranti. posso dire per fortuna, data la tua. e sono contento altresì di preferire le cene casalinghe con amici e amiche, se l’uscita fuori dev’esser come questa. eh. (-:
    comunque, se mai dovessi capitare da quelle parti…beh. che poi, detto tra noi, non me lo potrei permettere, quindi in realtà neppure mi perdono come cliente. uffff. neanche questa soddisfazione, ho.
    e invece dì, posti in cui si mangia bene?
    così poi fai concorrenza al Gambero rosso, o al Gambero rozzo (la guida delle Osterie).
    (-:

    ndr

  4. pitunpi ha detto:

    Prova ad andarci in pieno agosto nei ristoranti. Poi mi dici.
    Durante la notte rosa a Nazioni abbiamo aspettato 3 ore per essere serviti.
    Scemi noi.

  5. anonimo ha detto:

    …il dolce lo potevi prendere da quello che ha organizzato le nozze farlocche tra Corona e Belen.
    Sarebbe stata un’ottima conclusione di giornata.
    😉

    Peppe

  6. lo_struzzo_nero ha detto:

    Buon fine settimana, de sti tempi bazzico poco i ristoranti…

  7. 65LUCA65 ha detto:

    Spero che il prezzo di € 72 sia il complessivo per due persone, altrimenti urgeva l’intervento della G.d.F e forse pure dei NAS.
    Trovo scandaloso che con prezzi simili, con una carta dei vini limitata e fuori prezzo, non giustificata dal livello del locale, servano pesce surgelato-decongelato.
    NON ESISTE.
    So che in campania i prezzi mediamente sono inferiori a quelli delle mie zone: costa toscana, ma a me sembra comunque un furto.
    Una pizzeria sul mare.
    Un bagnetto.
    Una cosa per turisti. Stranieri. Non Europei.

  8. nuvolepertutti ha detto:

    Però…. meglio gli spaghetti a vongole che faccio a casa mia!!!
    🙂
    Visto Brothers&Sisters???

  9. superegovsme ha detto:

    @uvizzarru: assolutamente, anche non preferendolo come tipo di cucina, è molto meglio mangiare rustico bene che in modo anonimo!
    @sangervasio: o quanti complimenti!!! grazie
    @unpoapolide: che sagoma che sei!!! cmq nella categoria le gourmand troverai qualche posto che mi ha soddisfatto! in realtà io tendo ad essre anche piuttosto buona, ma sei mi urto…
    @pitunpi: altra cosa inaccettabile per ristoranti di livello medio alto, anzi ti dirò per tutti i tipi di ristorante. o più personale o mneo coperti. 15 minuti è il tempo massimo d’attesa.
    @Peppe: la classica ciliegina sulla torta!!!
    @mastersantuzzo: oddio… e poi?! ahahhahah benvenuto!
    @lo_struzzo_nero: anche a te struzzo! bacissimi
    @65LUCA65: hai pienamente ragione!
    @nuvolepertutti: allora attendo invito! clear(l)y che sì!!!! grandissima puntata

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