Un bell’ esperimento letterario 4 – il ritorno di GoodGirl.

A grandissima richiesta (ok, più che altro perché ci andava di farlo) tornano le sfide letterarie tra SuperEgoVsMe e GoodGirl o meglio Gonny92 – questo il nuovo nick della mia validissima sfidante.
Questa volta abbiamo cambiato un po’ le regole.  Ci siamo date un tema molto libero, con il patto che rispettasse una sola condizione: parlare della luna.
Ne sono nati una riflessione e un breve racconto.
Come nel caso della sfida con Kirby, al quale – lo so! – devo ancora un caffé che adesso con l’inflazione e gli interessi sarà diventato quantomeno una pizza, gli elaborati saranno anonimi e il nome della relativa autrice sarà svelato solo a fine gara.
Come sempre vi chiedo di votare numerosi, indicando nei commenti il brano che preferite.
I voti resteranno aperti fino all’otto agosto.
Sia dia inizio alle danze e che vinca la migliore!

Elaborato 1 "To shine":
Da sempre l’uomo ha aspirato alla Luna. In principio molte culture la consideravano una divinità, come le Dee greche Selene e Artemide, o il Dio egiziano Thoth, mentre ai tempi di Pitagora era già considerata un pianeta. Successivamente è entrata a far parte della letteratura, interviene infatti in numerose poesie di Leopardi, come “Il tramonto della luna”, e viene spesso citata nelle descrizioni delle romantiche azioni d’amore o come interlocutrice (Luna, romantica Luna..accogli i baci del mio amore.), ma anche più banalmente sempre in campo romantico “ti regalerei la Luna”.
Ma quanti si sono soffermati sulla parte della Luna che non vediamo? Soprattutto nella Mezzaluna.
La consapevolezza che la Luna avesse un lato “nascosto” mi ha fatto riflettere su quanto questa assomigli agli uomini.
Se torniamo a prendere l’idea umanistica di bene, che è rappresentato dalla presenza di luce, allora possiamo paragonare la luna piena ad un uomo ideale, dedito al giusto. Quelle sere che sembrano senza Luna invece mostrano solamente il lato che potremmo definire oscuro, come un uomo che in pubblico mostra solo il lato peggiore di sé, mentre a conoscerlo meglio anche lui ha i suoi pregi. La differenza è che nel novilunio la parte luminosa è nascosta, mentre nel plenilunio è interamente coperta la parte scura. Entrambe hanno la stessa superficie in ombra. Ecco perchè mi sono scoperta nella mezzaluna: non mostro tutti i difetti e non nascondo tutti i pregi, lascio assaggiare di me sia la parte buona che quella cattiva.
Mostro che non ci sono solo il bianco e il nero, ma noi siamo tutti sfumature grige, colore spesso sottovalutato. Viene considerato un colore triste ma quando il 20 Luglio 1969 Neil Armstrong atterrò sulla Luna coronando il sogno dell’umanità si ritrovò immerso in un mare di grigia desolazione. Ecco cos’è la Luna in fin dei conti.
Ci ammalia con la sua tenue luce che rischiara il buio blu della notte più delle stesse stelle. Ciò a cui non pensiamo è che brilla della luce di qualcun altro. Aspirare ad essa a mio parere è come voler vivere di illusioni. Ecco perchè il mio cuore non sussulta di tenerezza o emozioni romantiche nel guardare la Luna: è solo un grigio satellite. Potete tenervelo.
Io voglio l’alba, lo zenit e il tramonto: voglio il chiarore roseo che mi saluti al mattino mentre si perde in un tenue azzurro, immergermi in questo e ammirare il rosso del tramonto che mi dà la buona notte lasciando il posto al blu. Tenetevi la Luna, perchè io non brillerò di luce riflessa grazie al Sole, io sarò il SOLE.

Elaborato 2 "L’ultimo riflesso della luna sul mare":
La guardò, la guardò una volta ancora.
Era lì come al solito, nel cielo.
Un satellite, un elemento maestoso della natura, ma per lei non era mai stato semplicemente quello.
La luna era un metronomo delle sue emozioni, o così voleva vederlo.
Non sempre i loro ritmi combaciavano eppure vederla piena, trionfante, anche un po’ presuntosa, le strappava sempre un sorriso e le veniva voglia di stare con lei.
E allora stavano insieme, in un angolo buio e stanco della città, in un campo che aveva scoperto poco distante dal mare, e soprattutto lì in quella strada che lei amava, quel lungo, lungo sentiero, che aveva percorso chissà quante volte.
Stavano insieme e lei la guardava, guardava la luna.
Quella sua strana proiezione in cielo, capace di essere tracotante, poi di scomparire, poi ancora di riprovare a crederci, di autoaffermarsi, di essere di nuovo lì splendente come se non fosse niente.
Anche lei era così, infatti, ciclica. Un giorno brillava, l’altro voleva scomparire.
Anche lei aveva un lato nascosto che aveva imparato a non mostrare mai, nemmeno a se stessa.
Ma la vita l’aveva fatta voltare e il re era stato improvvisamente nudo, per tutti, forse, ma di sicuro per se stesso.
In quel momento guardarsi fu come vedere un’altra persona allo specchio, un’immagine talmente deformata da non poter neanche essere scambiata con quella che aveva sempre voluto vedere.
E la luna? La luna invece mostrava sempre il suo stesso volto, quello che voleva e aveva sempre voluto mostrare, eppure ora nei suoi cicli ora lei vedeva qualcosa di ansiogeno.
Tutto era sempre uguale, dannatamente uguale. Si stava meglio per poi stare di nuovo peggio e desiderare di fare come la luna, desiderare di scomparire.
Iniziò quasi ad odiarla: la immutabile mutabilità le pareva un’offesa alla sua misera condizione.
Ma quella notte non poté restare indifferente al suo richiamo: la luna era piena, esuberante, in una notte d’estate insolitamente fresca. E lei si trovava dove tutto era iniziato, vicina alla “sua strada”.
Quante volte l’aveva percorsa… non sapeva dirlo, non le contava ormai.
Nella sua mente quel percorso apparteneva a quei lunghi anni in cui credeva di essere solo crescente, se non addirittura solo splendente, in quello stesso modo ipnotico ed elegante della luna.
Eppure anche in quegli anni, si era rifugiata spesso lì, per stare sola con se stessa e guardarla, a guardarne i meravigliosi riflessi sul mare, a fissarne l’orgogliosa luce illuminare il suo percorso e gli imponenti scogli.
A rifugiarsi perché sentiva che ci fosse qualcosa che le mancava, qualcosa di segreto, d’inconfessabile, qualcosa da dire solo alla luna, senza parole, senza pensieri.
Una forza misteriosa, inspiegabile ma palpabile, guidò i suoi passi. Uscì di casa, attraverso l’affollata piazza e s’inerpicò per le strette stradine del paese. Un percorso contorto, lungo più del necessario ma l’unico per sfuggire ad incontri che non desiderava.
E poi la prima terrazza meravigliosa ma ancora illuminata e la strada.
Il sentiero lungo, diviso tra gradini, salite strette che s’inerpicavano verso l’alto e brevi tratti di pianura. Lo percorse tutto, quasi di corsa, quasi senza guardarla. Ma la luce della luna le illuminava i passi, non poteva ignorarla.
Tornò indietro, verso quella terrazza a strapiombo sul mare.
Era uno spettacolo senza paragoni, la luna era una sfrontata regina del cielo, illuminava tutto, i suoi riflessi si perdevano in mille rivoli nell’acqua.
“Ma io non sarò mai più così” – pensò – “Forse non lo sono mai stata…”
L’ennesima volta che pronunciò a se stessa quella verità le spezzò il cuore, senza un apparente motivo.
Erano ormai anni che viveva con quel peso, con quella consapevolezza, eppure in quel momento sentì di non poter resistere oltre.
Si tuffò dall’alta terrazza, cadendo proprio nel punto dove l’ultimo riflesso della luna sul mare pareva sorridere.

Entrambi gli elaborati sono opere originali di proprietà delle autrici; ogni uso non consentito sarà punito a norma di legge.

Potete trovare gli elaborati anche sul blogghe di Gonny92.

Advertisements

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
Questa voce è stata pubblicata in laboratorio letterario. Contrassegna il permalink.

36 risposte a Un bell’ esperimento letterario 4 – il ritorno di GoodGirl.

  1. CoolyNoody ha detto:

    number one !!!!

    CN

  2. CoolyNoody ha detto:

    number one !!!!

    CN

  3. mantissa ha detto:

    il problema della sfumatura è che non la definisci.
    se la luna fosse in scala di grigi che digrada dal conosciuto al nascosto dove inizierebbe quello che è reale, dove quello che non c’è.
    per gli uomini credo sia la stessa. un uomo a sfumature quando è che mostra il vero, quando il falso. o quando il bianco o quando il nero. in lui quello che resta palese è un miscuglio dei due lati. un gran casino.
    le cose visibili sono fatte per essere dette. quelle nascoste, spesso, per essere scoperte e mantenute tali; nere.
    ma, insomma, questo lo credo io.

  4. mantissa ha detto:

    il problema della sfumatura è che non la definisci.
    se la luna fosse in scala di grigi che digrada dal conosciuto al nascosto dove inizierebbe quello che è reale, dove quello che non c’è.
    per gli uomini credo sia la stessa. un uomo a sfumature quando è che mostra il vero, quando il falso. o quando il bianco o quando il nero. in lui quello che resta palese è un miscuglio dei due lati. un gran casino.
    le cose visibili sono fatte per essere dette. quelle nascoste, spesso, per essere scoperte e mantenute tali; nere.
    ma, insomma, questo lo credo io.

  5. pierthebear ha detto:

    ma senza ombra di dubbio la numero uno…..grande Blogstar…Pier

  6. pierthebear ha detto:

    ma senza ombra di dubbio la numero uno…..grande Blogstar…Pier

  7. pierthebear ha detto:

    ma senza ombra di dubbio la numero due…grande blogstar…Pier

  8. pierthebear ha detto:

    ma senza ombra di dubbio la numero due…grande blogstar…Pier

  9. pierthebear ha detto:

    scusate amiche blogher i due scritti sono belli tutte e due e nn riesco a decidere….pero parteggio per SuperEgo 😉 ihihhihciao ciao e bravissimi..Pier

  10. pierthebear ha detto:

    scusate amiche blogher i due scritti sono belli tutte e due e nn riesco a decidere….pero parteggio per SuperEgo 😉 ihihhihciao ciao e bravissimi..Pier

  11. anonimo ha detto:

    Voto la numero 2! Ma entrambi bellissimi, complimenti! 😉

  12. kirby ha detto:

    decisamente il numero 2

  13. iperipo3 ha detto:

    è pericolosa vertigine
    contemplare il disco della luna
    da soli…

    ip3 x 2

  14. iperipo3 ha detto:

    è pericolosa vertigine
    contemplare il disco della luna
    da soli…

    ip3 x 2

  15. sistercesy ha detto:

    MI RITROVO DI PIù DEL N. 2,
    BUONA GIORNATA,
    CESY

  16. Salinaversosud ha detto:

    Entro l’ otto, eh?!
    Voglio gustarmeli con calma
    due modi di raccontare e di vedere completamente diversi
    Brave ragazze!

  17. anonimo ha detto:

    Brava gre!! tu dovevi fare il classico!! io lo dico sempre… veramente bella sta descrizione e poi corrispondente alla realtà, la penso anche io così!!

  18. Salinaversosud ha detto:

    risp. copia/incolla:

    “Ehehehe ok!
    Due di questi e due casette… e tante cosine per riempirli! (Acquolina in bocca…)
    Le casette magari vicine. Anzi superidea: io ne faccio una giù e tu una qui. O io una qui e una giù e tu una giù e una qui. Dovremmo farcela… ”

    (lo copio/incollo da te, non si sa mai: ti dovesse sfuggire il mio colpo di genio!)

  19. Motorumorista ha detto:

    Una prece: si potrebbe evitare di chiamarli “elaborati” che mi sento in classe?

    Comunque 1 per me

  20. neveinsonne ha detto:

    beh l uno è realistico il secondo introspettivo..rimango fedele alla mia vena romantica e SCELGO LA 2..baci

  21. Divpolco ha detto:

    Assolutamente il secondo, perché il primo non mi ha trasmesso emozioni ha uno stile per me troppo da relazione sulla luna e troppo impersonale e forse dovuto anche alla scelta di impaginazione e di carattere.

    Per cambiare discorso, siamo sicuri del 20 luglio 69?

  22. IlMendicoCieco ha detto:

    Entrambi molto belli, seppur in stili e modi diversi.

    M. vota 2…

    Un Abbraccio

  23. Maximo67 ha detto:

    Ciao, per prima cosa volevo congratularmi con voi per le bella iniziativa di intrattenimento che avete messo in atto nei vostri blog,incuriosendo un po’ tutti con la partecipazione. Questo dimostra che il web è ancora un mezzo interessante a cui vale la pena visitare e soffermarsi per conoscere i vari modi di pensare e scrivere, e perché no? …anche confrontarsi. Ho letto attentamente i due scritti e a dire il vero non vorrei essere troppo banale a dire che ho messo tanto a scegliere fra i due. Non è così.
    La mia scelta va decisamente nel primo scritto,nella riflessione: “to shine”. E’ uno scritto che condivido in diversi punti come ad esempio l’idea umanistica di benevolenza che traspare nella luna e allo stesso tempo essa rimane, forse, l’unica un’ancora romantica a cui aggrapparsi in caso di crisi esistenziale. Sono sempre rimasto attratto dalla luna e anche se molte volte nel suo pallore misterioso il cuore tende a essere coinvolto emotivamente (come nel secondo racconto),alla fine la razionalità della luce che dona la luna porta alla comprensione e a tutto ciò che è di rimediabile. Trovo il primo scritto molto bello,sia nella riflessione positiva con una punta di poesia
    Complimenti,per il lavoro svolto, a tutti e due.
    🙂 Max

  24. Salinaversosud ha detto:

    U_U Momento serietà:

    Il primo mi ha subito riportato ad una storica frase, con cui un prof. di matematica del liceo, aveva distrutto per sempre la nostra vena poetica: “Le stelle?! So’ serci!” (=”le stelle sono sassi”)
    Bellissima la relazione luce-bene-giustizia. Fa molto Platone, vedi mito della caverna/th delle idee.
    Mi sarebbe piaciuto sapere come l’ avresti sviluppata. Originale e coraggioso il distacco dal contrasto e l’ attenzione sul grigio. Mi è piaciuto molto.

    Il secondo: “la luna era un metronomo delle sue emozioni” (anche se io avrei preferito “il”) è un’ immagine davvero bella. La personalità stessa della luna: un’ affascinante, irragiungibile donna.
    Ogni periodo è un momento a sé ed ogni periodo si prende la sua giusta attenzione. Vien voglia di non tralasciare nulla. Bellissima tensione nella penna.

    Voto: 2
    (nel senso che do un voto al 2, se proprio devo dare questo voto. Bravissime!!!)

  25. gonny92 ha detto:

    salve!! razie tutt per i voti!!!
    per rimanere in tema ecco una foto del panorama da casa mia a mezzanotte!!

  26. anacreontica ha detto:

    2
    e mi associo alla prece di Carlà 🙂

  27. zot ha detto:

    Senza dubbi, numero 2

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...