L’aria triste che tu amavi tanto…

Per ore, lunghe, lente, interminabili, per ciò stesso troppo brevi,
guarderei i tuoi occhi che non vedo.
Scrutare quel rapido movimento dei bulbi,
indovinare i salti delle sopracciglia,
sentire sulle dita la curva delle ciglia,
venerare quell’aria che ti danno,
quell’aria triste, alle volte dolentemente stanca,
quell’aria eterna, spesso chiusa anche alle tue risate,
quell’aria che nel giro di un secondo muta.
E allora quegli occhi sconosciuti
– che per chissà quale cagione di un fato, se non avverso,
certo burlesco, sconosciuti poi non lo sono e affatto –
diventano bilie di cristallo che riflettono la luce,
ma non quella del sole, o del cielo:
quella passata in un folle prisma.
Sono perfette, inquiete e rotonde bilie
attraversate da ricordi, suggestioni, idee,
guizzi, concettuali cattiverie,
schiocchi e lievi compiacimenti:
sono gli occhi di un bambino,
che non conosce alcuna tristezza,
alcun abbandono,
alcuno strappo,
alcuna sconfitta,
alcuna assenza,
alcuna mancanza,
alcun patimento,
alcuna vita, in definitiva,
se non quella che vede e sa immaginare,
fatta di magnifiche sorti e progressive.
E poi quegli occhi, benedetti, si spengono,
ma non loro, o forse sì, chissà,
al mio guardo.
E allora ne porto tra i capelli la mancanza,
tra le dita gli aggettivi,
nella pancia la voglia,
sulla bocca consumo il desiderio di quelle tonde, incredibili sfere,
che più di tutto vorrei mangiare.
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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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2 risposte a L’aria triste che tu amavi tanto…

  1. DarkAndLight ha detto:

    Come anche sulla pelle la loro idea, probabilmente.

    Metaforicamente – D&L

  2. superegovsme ha detto:

    Perché no, perché no…
    (anche se sarebbe una parziale litote non abbastanza ricercata, ché le idee le avevo già tirate fuori più sopra!)

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