I giorni del silenzio.

"I giorni del silenzio" è un piccolissimo libro edito dalla casa editrice "La città nuova" a cura di Lucia Velardi, la quale ha raccolto, scegliendo tra le più significative, le parole pronunciate nell’ultimo anno di pontificato e vita terrena di Giovanni Paolo II.
Un libercolo di appena 135 pagine che in appendice reca il testamento spirituale del Papa di tutti, e, in prefazione, due brevi ed accorate note dell’editore e della curatrice Velardi.
Come forse è noto, io non son credente ahimé, e in più tendo ad essere piuttosto anticlericale, eppure leggere queste parole e questo libro che ho acquistato per farne dono a mia madre, particolarmente legata a Carol Wojtyla, nella basilica del Bramante di Corso Magenta, la Chiesa intitolata a Santa Maria delle Grazie, è un continuo balsamo.
L’ho sfogliato, non l’ho letto con costanza, eppure ogni volta che lo apro, beh ci trovo qualcosa e tutto di encomiabile.
Sarà che mi riporta alla mente le ore trascorse in Basilica, ore rarefatte, assurde, senza tempo, senza spazio e con una grande inspiegabile serenità nel cuore; sarà che mi riporta a Milano, laddove parte della mia anima resta per motivi che van oltre quelli più evidenti; sarà che nella mia vita mai son stata più sorpresa come dalla sensazione fortissima di trovarmi – fianco a fianco con l’Obesotto, inseriti con enorme raccomandazione ed estremo rispetto per gli altri – al cospetto della dimora ultima di Giovanni Paolo II, semplice e nitida come un giglio.
Come quel giglio, Maria, la Signora delle Grazie, cui lui sempre si affidò e  alla quale, io laica, colpevole della mia assenza di fede, proprio io che ho fatto le scuole dalle suore, al Sacro Cuore di Gesù, beh ho avuto pudore a chiedere di togliermi quell’alone di dolore che ancora, sotto sotto, trascino con me.
Quel dolore che con il suo candore decisamente farei altro da me. 
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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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