That’s what Poulet is for…

Ogni mattina la prima cosa che vedo, appena dietro quelle care, buone cose di pessimo gusto (Zoccolella, Pupazzettolona, Hello e il gufetto), è il tuo sorriso.
Il tuo sorriso dolce, il tuo sorriso bello.
Il tuo sorriso di tredici, forse quindici, anni fa.
Un tavolo di un ristorante di Capri (sempre lei, la benedetta), il nostro preferito dell'epoca, e non la vedo, ma lo so: una bottiglia di Pinot Grigio Santa Margherita, il picco massimo concettuale dell'enologia dei nostri anni del liceo.
E tu.
E il tuo sorriso, appunto.
I tuoi occhi dolci, un viso diverso ma uguale. 

Thylacine-chicken

E poco importano gli anni passati, i cambiamenti dei corpi, il fatto che già iniziamo a sentire le ossa stanche, le telefonate assottigliate dalle cinque al giorno all'una a settimana. Poco importano la distanza Roma-Napoli, estrema per la mia pigrizia, e perfino la difficoltà che incontro, a volte, nel rintracciare i tuoi pensieri, quegli stessi che del ragazzo di quella foto conoscevo perfettamente, o almeno così credevo.
Poco importa qualsiasi cosa si possa dire, per fare differenze, sottolineare distanze, amplificare lontananze da quelli che eravamo in quel giorno di un agosto che neanche più ricordo, perché, diversissimi noi, sempre uguale è il nostro amore, sempre imprescindibile sei tu, amico mio.
Ricordo le lacrime di un anno e pochi mesi fa, quando pensavo che queste cose potessero contare: esprimevano un dolore che spiccava anche nella mia suscettibilissima capacità di provarne.
Ma poi ho capito, poi me l'hanno spiegato, che tutto cambia per restare sempre uguale.
Ed adesso ho il tuo sorriso che me lo può ricordare.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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2 risposte a That’s what Poulet is for…

  1. anonimo ha detto:

    sigh!

  2. superegovsme ha detto:

    Sob!!!!!!!! non vedo l'ora di vederti ce soir!

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