Una sera c’incontrammo per fatal combinazion…

Che poi si arriva alla soglia dei trent'anni (che poi colca!! mancano ancora sette mesi e belli pieni) e ci si ritrova una sera con un'amica di un tempo, quella con la quale eri stata giovane e sciocca, ma così a vent'anni, quando veramente tutto è concesso. Ed è così che la serata, una serata normale, una che te ne fai tante altre, diventa un'occasione speciale.
Diventa un'occasione speciale perché lei è lei, intanto. E allora ridete, ridete come due matte, come allora, più di allora: fa niente che non siete a Berlenga (territorio dei comuni reati), lo show della serata lo fate sempre e comunque solo voi. E senza palco dell'Anema e Core e senza Guido a dirti "ecco le mie fidanzate".
Perché alla soglia dei trent'anni bastano l'ironia e le parole per stupire, magari non volendolo più neanche tanto fare.
Diventa un'occasione speciale perché quella stessa persona a cui tieni e che ti vuole bene, magari sei stata capace di non vederla per tre anni abitando nella stessa città e provandoci (ad incontrarvi, I mean) almeno a cadenza bimestrale: ma si sa, le persone alla soglia dei trent'anni, libere professioniste, hanno vite piene, caotiche,  fatte di tribunale, famiglia, studio, viaggi improvvisi, di paranoie, di incontri sentimentali, di rapporti…
Ma, soprattutto, diventa un'occasione perché siete l'una cartina tornasole dei cambiamenti dell'altra.
E così negli occhi sempre allegri  – ma con un sottotesto di malinconia quasi poetica, tipica sua – vedo riflessa, mentre mi guardano,  un'altra persona (quella persona non sei tu, quella persona non sei più), che non è la ragazzina di qualche anno fa e, forse, nemmeno le somiglia.
Ma, soprattutto, diventa un'occasione perché anche delle chiacchiere leggere (se più mai io e te siamo capaci di farne) sono lo spunto per riflessioni a più ampio spettro. Confrontiamo le nostre aspettative di dieci anni fa, alcune tristemente disilluse, altre semplicemente ingenue, altre realizzate meglio di quanto non si pensasse.
Che poi si arriva alla soglia dei trent'anni e una serata come quella di ieri (un quarto di socialità, due quarti di buona cucina – Kukai always does it better – un quarto di intimità da vere amiche, shakerare bene con vino bianco e risate e… 22 cm) diventa la migliore di sempre, perché c'è la sincerità di guardarsi in faccia e dire: siamo qui a questo punto, non era come ce l'avevano raccontata la favola. Perché l'uomo dei sogni magari non c'è, perché la professione dei nostri anni non è quella dei meravigliosi Eighties dei nostri rampanti padri, perché non è vero che alle persone buone succedono solo cose belle.
Che poi si arriva alla soglia dei trent'anni e la serata di ieri diventa la migliore di sempre perché quelle stesse cose lì ancora le si può sognare e, perché no, anche ottenerle; io te lo auguro, amica mia.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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6 risposte a Una sera c’incontrammo per fatal combinazion…

  1. anonimo ha detto:

    Una parola:ti voglio bene!Troppo tempo ci ha separato ed ora non ci lasceremo più.

  2. Scusiscende ha detto:

    rispondo qui: anche a me il peso degli altri ha poco interesse, e chi mi conosce sa che frequento persone di ogni genere. Se leggi meglio vedrai che è la gente a ricordarmi spesso il mio peso, è un mese che non salo sulla bilancia., per cui non saprei neanche dirti quello esatto. A me dispiace solo per Giuliana, e penso solo che 5 fette di torta mangiate in una cerimonia dove difficilmente possa aver avuto bisogno di placare qualche disagio interiore mi fa solo arrabbiare. Vorrei solo che si sentisse felice e appagata di quello che sta facendo per lei. Mi sarei arrabbiata anche se per esempio frequentasse un corso e saltasse delle lezioni. Giuly ha parlato di peso e basta.

  3. superegovsme ha detto:

    Mi fa piacere vederti qui, Scusi.E mi piace anche vederti con toni più "lievi". Nel merito non entro perché non mi sembra il luogo adatto, ma se capiterà mi farà piacere confrontarmi con la tua opinione.+Ciao

  4. Scusiscende ha detto:

    Divento scorbutica con chi mi da addosso o insulta, mica con chi mi parla gentilmente.

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