SuperEgoVsMe parla con Massimiliano Neri – un’anteprima per voi.

Sono oramai anni che vi dico cosa penso di Massimiliano Neri, delle sue indubbie capacità imprenditoriali, delle sue notevoli doti umane.
Adesso, mi chiedo se il patron – insieme alla bella sorella Monica – del miglior ristorante giapponese di Napoli, Kukai Nibu (Via Carlo De Cesare, adiacenze Piazza del Plebiscito), ogni tanto, la notte, dorma anche…
Quell'ometto lì (oddio 1 metro e 90 cm di bellezza, più che di ometto), infatti, ne pensa una al secondo.
Ma procediamo con ordine: parlavo con Massimiliano di un progetto molto importante – e che già ha riscosso un adeguato successo  – che il Kukai ha realizzato nella scorsa primavera, il lancio di due vini appositamente studiati per il sushi, quando lui mi ha dato una chicca che "incontrollabilmente io" ha il piacere di comunicarvi in esclusiva.
Questa, più o meno la nostra conversazione.

aka e shiroCerto eh, che se non ti becco al telefono non ti trovo mai… Ragazzo mi lavori troppo! Allora mi dici come è nata l'idea di lanciare una mini-linea di vini Kukai, quali sono questi vini, come sono stati realizzati e perché?

Era molto tempo che, sia io sia mia sorella, avevamo puntato la nostra attenzione al miglioramento della cantina del Kukai Nibu. Pur avendo oramai una grandissima familiarità con il sushi e la cucina giapponese in genere, l'italiano e, in particolare, il napoletano, non li degusta al modo giapponese. Resta ancora difficile, infatti, che i miei clienti ordinino saké o the verde per accompagnare il pasto, come si fa tradizionalmente in Giappone. Ferma restando la scelta di birre giapponesi, ci ha sempre interessato l'idea di accompagnare del vino ai nostri piatti, puntando sempre più su prodotti campani di alto livello. Così, nel tempo, ai vini base di Mastroberardino, Feudi di San Gregorio e Villa Matilde, abbiamo aggiunto delle etichette più importanti, portando i nostri ospiti ad abbinarle ai nostri piatti. Eppure, nonostante l'AIS suggerisca degli abbinamenti con i piatti della cucina giapponese, c'era sempre qualche difficoltà per creare una perfetta armonia tra vino e pietanze. Così, dopo il fortunato incontro con l'enologo di Villa Matilde*, abbiamo deciso di lanciarci in una nuova avventura: sono nati Shiro e Aka.

Shiro ed Aka, quindi. Da dove nascono questi nomi, come sono composti i vini e a quali precise esigenze rispondono?kukai 2
La spiegazione dei nomi è presto detta: infatti, in giapponese, Shiro significa bianco ed Aka, rosso. Gli uvaggi usati per la loro realizzazione sono tutti autoctoni campani. Lo Shiro è in prevalenza una falanghina, tagliata con altro vino per meglio sposarsi, non solo con il sashimi più delicato, ma anche con piatti un po' più robusti o comunque dove sia presente una forte dolcezza, infatti è un vino particolarmente fruttato. L'Aka, invece, è per la maggior parte un aglianico che possiede un retrogusto tostato che ben si sposa "per similitudine" con il sapore tostato del sesamo, presente in molte preparazioni dei nostri piatti più amati.

Che successo hanno incontrato i due vini?

Inizialmente, nonostante l'ottima accoglienza riscontrata durante la presentazione fatta nell'ambito dell'ultimo Vitigno Italia**  e l'assoluta garanzia della presenza di un'azienda del calibro di Villa Matilde nel processo di realizzazione, c'è stata un po' di difficoltà nel proporli. Il problema maggiore è che molti, nel mangiare il sushi, amano accompagnarlo con la birra, e, anche quei pochi che optavano per il vino, davanti alla presenza nella carta, di vini di chiara fama come quelli che già erano presenti, optavano con più facilità per quelli che già conoscevano, come in un certo senso credo sia scontato. Devo però dire che già dopo alcune settimana, una volta che qualche "coraggioso" provava i nostri vini, beh, poi li richiedeva. E, non ti nascondo che adesso vadano più che bene, soprattutto lo Shiro.

Beh quanto riguarda l'Aka temo che influisca anche il tristissimo pregiudizio di non bere vino rosso sul pesce, non credi?

In effetti può essere. Questo rilievo che fai, oltre ad essere in definitiva un po' sterile per un certo numero di rossi particolari, forse lo è ancora di più nel caso dell'abbinamento dei nostri piatti all'Aka. L'Aka, infatti, come spiegavo prima, è nato proprio per soddisfare l'esigenza di completare alcune precise preparazioni. Comunque, non ti nego che ultimamente anche l'Aka sta decollando.
Ci tengo comunque a dire che, nonostante, fosse sempre stato un sogno, sia mio che di mia sorella Monica ,realizzare qualcosa di specifico per il sushi in ambito di vino, se non fosse stato per l'incontro personale che abbiamo avuto la fortuna di fare con la famiglia Avallone***, magari non saremmo già arrivati a questo ottimo e lusinghiero risultato. Al di là di tutto, devo ammettere di essere particolarmente orgoglioso di aver contribuito alla realizzazione di quello che, a quanto ci risulta, è il primo "progetto vino" integralmente pensato per il sushi e la cucina giapponese.
Che dire di più?! Mica avrai un altro asso nel manicone?kukai Ebbene sì! C'è una cosa, ancora. Non dovrei parlarne perché la conferenza stampa è prevista per metà mese, ma a te voglio dirlo, Daniela. Abbiamo pensato ad una piccola "coccola" per i nostri più affezionati clienti: la Kukai fidelity card!

Ussignùr!!! Cus'è che l'è, ed in ogni caso: la voglio! 

Eh eh eh. La Kukai fidelity card è una sorta di carta "mille miglia", solo che è basata sugli acquisti fatti qui da noi. Per ogni acquisto, o cena, fatta al Kukai il possessore della card guadagnerà dei punti, convertibili in sconti immediati per la spesa successiva, oppure accumulabili per avere dei premi.

OMG!!! Diavolo d'un Massimiliano! Qualche preview sui premi?

Anticipazione sull'anticipazione: parliamo di "mondo apple". Per il momento abbiamo previsto iPod shuffle, iPod Touch e… iPad.

Silenzio tombale da parte mia, ma mica per niente: gli è che son svenuta! 

*Famosa azienda viti-vinicola del casertano, più precisamente di Cellole, nella zona nord della provincia di Caserta, la cui etichetta più famosa, l'Eleusi di Roccamonfina I.G.T. ha ricevuto nel corso degli ultimi quindici anni prestigiosissimi riconoscimenti in campo enoico.
**L'oramai famosa mostra dedicata vino, la più forte per il sud Italia che si è svolta, quest'anno, per la seconda volta a Castel Dell'Ovo.
***I proprietari della cantina Villa Matilde.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
Questa voce è stata pubblicata in eventi cui tengo assaje, grandi persone grandi interviste, se non avrò una mela morsicata. Contrassegna il permalink.

Una risposta a SuperEgoVsMe parla con Massimiliano Neri – un’anteprima per voi.

  1. ilpadiglionedoro ha detto:

    Ma non avevo ancora letto questa intervista a Max, anche se sapevo dei vini Kukai. Da assaggiare a breve…!

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