Ego Ego tornava dalla guerra, l’accoglie la sua terra, coprendola d’allor…

Ma è ma possibile, corpo d'un cane, che i miei giorni in quei padiglioni, debban risolversi sempre in rottùr di maro-o-o-ni!
Mi perdonerà Faber, lo so, me lo sento.
Ma nulla mi pareva più efficace di questa bella canzone per iniziare queste brevi, ma sentite, note, sull'Esame d'Avvocato 2010.
Che poi parliamone, ma sì, parliamone.
Perpetuiamo su queste povere, innocenti e candide, paginette web il ricordo di questi giorni da tregenda.
Ebbene io oramai posso essere considerata una veterana di questa squallida occorrenza: è la terza volta, sulla carta, che vi attendo.
Sulla carta, dicevo, perché in realtà l'anno scorso non sono andata, mi pareva più chic*.
Ma, vi assicuro che due volte già ti rendono una persona differente.
L'esame di stato se lo fai anche solo una volta, poi non sei più come prima.
L'esame di stato di rompe all'ingenuità, all'amor proprio, alla dignità.
Ovviamente sto scherzando, ma poi neanche troppo.
Considerate di avere dai 25 (rarissime mosche bianche) ai 34 (media inglese) o, peggio ancora agli oltre 40 anni (forse bis laureati, o non voglio immaginare neanche cosa); immaginate di trovarvi dalle 6.30 di mattina (ma c'è chi si alza anche molto prima) e di essere alla Mostra D'Oltremare, da ultimo riconosciuto luogo più umido della Terra, nei giorni della seconda settimana di dicembre (statisticamente i più rognosi dell'anno), pigiati tra oltre 6.000 disperati par vostro e rispondenti alle caratteristiche di cui sopra.
Ecco già solo per accedere ai padiglioni, tre, dove si svolgono le cosiddette prove, dovete, se mi è permesso il gioco di parole, dar prova di voi stessi: le file ai 25 varchi (o giù di lì, oltre quelli speciali per i portatori di handicap e le donne incinte) sono angosciose, lunghissime, con gente che spinge, urlazza, ti butta i suoi odiosi trolley  – pieni di codici e di altri materiali qui irrappresentabili – sui piedi.
Poi, non se ne vede bene il motivo, in questi demoni di padiglioni non ti fanno entrare mai.
E tu aspetti le ore, al freddo e al gelo, e senza neanche l'ausilio di un bue e di un asinello che in quei casi fanno sempre gioco, o almeno così ho sentito dire da uno zampognaro.
Una volta entrato, ti identificano e ti danno la busta, che no, non è quella del regalo della zia a Natale (cioè potrebbe pure sembrare, il periodo poi è quello, no?), ma contiene, piuttosto, un'altra busta con cartolina ove porre il tuo sacro sacrato nome, cosa che permetterà senza ombra di dubbio di associare il tuo squallido elaborato alla tua esecranda persona** e un numero estremamente variabile di fogli vidimati dalla commissione.
Non si sa perché alcuni sono omaggiati di tre vel quattro fogli, altri, forse perché riconosciuti all'ingresso come grandissimi cazzari, hanno solo uno o due fogli, probabilmente anche al fine di proteggerli da se stessi e dalle loro devianti idee giuridiche.
Inutile dire che io e Hobbes ne avevamo in media tre in due.calvinhobbeshistory
Inutile dire che ne abbiamo pretesi e presi altri mille mila.
Le conclusioni le lascio ai Topoloni all'ascolto.
Ecco quello che succede nei padiglioni, durante lo svolgersi delle prove, non lo racconto.
Questo è pur sempre un blog per bene.
Però posso raccontare quello che Hobbes ed io abbiamo fatto nel corso di questi tre giorni benedetti in cui è nato e si consolidato il nostro amore, che durerà for ever and ever (non capisco perché la Tim mi dica che il suo numero di cellulare è inesistente… proverò a chiamarlo a casa, su feisbuc non c'è più…).
Abbiamo bevuto 8 litri d'acqua; mangiato 21 panini di ogni sorta; più di 300 gr di cioccolatini; preso una media di due efferalgan al die, senza considerare quelli da me buttati per terra; avuto una decina di crisi di nervi in due; riso per un totale di 20 ore su 28 complessive; litigato con il 30% degli altri candidati e una volta, furibonda tra di noi; stabilito che avremo 8 figli ma che non vivremo in una capanna; stabilito che lui avrà 8 figli con una brasiliana, ma continuerà a non vivere in una capanna; deciso di aprire Studi Legali associati dai nomi prestigiosi; spettegolato su mezza Napoli e dintorni, non tralasciando Roma e Milano (siamo cosmopoliti noi); salutato un migliaio di persone; concepito tre compiti che Carnelutti levati; preso tre taxi ed una metropolitana; dato consigli a destra e a manca manco fossi legali seri; capito che da oggi ci sentiremo più tristi l'uno senza l'altra.
calvin e giusvaOk, questo forse l'ho capito solo io.
Ma si sa: le donne sono molto più intelligenti degli uomini.
 

*Disse mentre ancora calde lacrime le scendevano sul viso, al ricordo della sua folgorante malattia dello scorso anno.
**Laddove tutti, non appena consegnata ogni singola prova, desiderano ardentemente ed immancabilmente che sia attribuita al vicino di banco sghembo.

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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