La mia cugina amata.

Ricordo quando nascesti, bambolotta bellissima.
Io avevo dieci anni o giù di lì e Ti guardavo come fossi una piccola dea.
Lì tra le braccia di Tua madre, donna bella e complessa, o nella vaschetta lavata da mio zio – immagine stessa dell'amato padre mio -, innamorato come mai prima di allora, lui che innamorato, forse, è nato.
Ricordo quando intelligentissima Ti insegnai, non appena camminavi, a salire sul divano, da nanetta che eri, e zia era così contenta che non riusciva a rimproverarmi, così come quando Ti portavo in braccio come fossi una baguette e – miracolosamente – non cadevamo né io, né Te.
E poi ancora, Tu più grande ed io a casa Tua: tante vigilie, le più belle, quelle che più mi mancano (e dannazione quel tavolo che ora avrebbe tre posti in più, tra i più belli, sia chiaro); qualche capodanno; delle feste.
Tu meno piccola, sempre bellissima, che mi sali addosso dalle gambe e le mie calze smagliate ed i capelli tirati, ed io Piripacchia insopportabile, prima sedicenne, poi diciottenne, che ne ho sempre riso, ché da Te, cucciolo bellissimo, mi sarei – e mi farò sempre fare – fatta fare di tutto.
E guardare i Tuoi capelli e scoprire che sarebbero uguali ai miei, se non avessero passato i guai numerosi di chi mi è vicino, figuriamoci a coprire il cervello.
Ed osservare i Tuoi movimenti e riconoscere quella strega del bene, nonna che nascendo un po' mi hai strappato, ora che aveva la sua nipotina desiderata, il Tuo padre bellissimo (c'è, cioè, famo un tipo…), la Tua madre affascinante, elegante, eccentrica, dolce, dolce, dolce.
E qualcos'altro che non c'era mai stato, ma da quasi diciannove anni c'è.
Tu, meravigliosa creatura che genera meraviglia.
Ti vorrei sollevare, Ti vorrei  consolare, Ti vorrei lasciare esente dal dolore che a volte, maledetto, benedetto, pare scorrere nelle nostre costellazioni.
Vorrei, in definitiva, che Tu fossi sempre Te stessa, ché va bene così, senza parole.

PS: a Grillettì non essere gelosa, suvvia 😉

Advertisements

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
Questa voce è stata pubblicata in essere bionda, essere mora, essere piri indaco. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...