Vogue Francia Dicembre 2010 – l’abominio.

All'interno dello scorso numero di Vogue Francia (quello di dicembre 2010), l'ultimo numero ad essere diretto da Carine Roitfel, è apparso un servizio sconcertante, di cui temo non si stia parlando abbastanza.
Le foto di questo servizio, sul mio blog, non le vedrete.
Sono foto che mi hanno scossa, innervosita, indignata, in un certo senso, anche turbata.
In un servizio intitolato "Cadeaux", modelle dell'età media di sei anni – ma cosa dico modelle, bambine – posano con vestiti da sera, pesantemente accessoriate e truccate.
Scarpe con tacchi a spillo, atteggiamenti da donne navigate, bronci sottolineati da cupi rossetti, gioielli e pellicce in sovrabbondanza, rendono protagoniste sei o sette bambine di uno show discutibilissimo.
Ideatore del servizio, così come dell'intero numero, assieme all'uscente direttrice Roifel, è l'acclamato stilista Tom Ford, da ultimo anche regista di grandissimo successo.
Un numero presentato con tutti gli onori dalla Roitfel, proprio per la presenza di Ford come guest-edited.
Un numero sul quale, a mio sommesso avviso, dovrebbe piovere la più aspra critica e disapprovazione.
La mercificazione del corpo della donna è già costume osceno e deprecabile quando appuntato su maggiorenni. Ma diventa ancora più squallido e squalificante, ove agito su piccole creature ancora, evidentemente, incapaci di capire anche solo quello per cui sono "usate".
Davanti a queste immagini patinate, la mia coscienza è scossa come donna, come ex-bambina, come – spero – futura madre. 
E proprio non capisco come altri genitori abbiano potuto consentire la divulgazione di immagini così pianamente disturbanti delle proprie figlie.
Ancora più ipocrita la scelta di mettere, al di sotto dei provocanti abiti da sera, delle bianche canottiere a proteggere gli scolli delle bambine: una falsa voglia di tutela, in netto contrasto con l'immagine inequivocabilmente postribolare che l'intero impianto dello shooting ha.
Dalle immagini in rete non so se il simpatico articolo fosse corredato anche da didascalie, sarai davvero curiosa di sapere come si giustificasse, se non altro, l'infelice scelta del titolo, regali.
Ma ogni giustificazione, ogni celia, ogni voglia di provocazione deve necessariamente recedere davanti alla purezza dei bambini.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
Questa voce è stata pubblicata in fashion blogger anche io, ho detto la mia su. Contrassegna il permalink.

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