SuperEgoVsMe incontra Claudia De Lillo – una mamma incredibble!

Parlare di un compagno di piattaforma è sempre bello.
Io credo che i blogger famosi e bravi che si trovano su Splinder diano lustro a tutta la piattaforma, siano di ispirazione per tutti gli altri blogger, ci invitino davvero a migliorare.
Parlare con una donna come Claudia De Lillo, poi, è un motivo di grande riflessione per una che, come me, ancora non sa nulla di famiglia e che da pochi anni si è affacciata alla professione. 
Claudia De Lillo, la famosissima scrittrice e blogger – nonsolomamma è il suo blog -, infatti non è solo questo.
La De Lillo è una giornalista finanziaria a tempo pieno e, ancora, una moglie affezionatissima. 
Una donna di poco più di quarant'anni che vive il suo tempo senza fermate.

Nonsolodueg

Dalla sua esperienza di donna e dalla sua prodigiosa capacità di rendere divertenti anche i piccoli inconvenienti della giornata e della vita quotidiana con quattro uomini quattro, sono nati anche due libri di grandissimo successo, entrambi editi da Tea Libri (Nonsolomamma – giunto già alla sesta edizione – e Nonsolodue – che, uscito alla fine del 2010, rischia di bissare il grande successo ottenuto dal primo – ).
Ora però preferisco lasciare spazio direttamente a Claudia e alle sue interessanti risposte, in quella che, ammetto, considero una delle mie interviste più riuscite, anche dall'epoca in cui collaboravo con la carta stampa.

Claudia De Lillo, alla “rete” Elastigirl: una giornalista, una moglie, una mamma, una blogger di enorme successo. In tutte queste etichette, dove si nasconde la vera Claudia?
 
Si nasconde (e nemmeno troppo) in una quotidianità banalissima, come quella di molte donne, fatta di lavoro, casa, famiglia, fatiche, equilibrismi, ma anche di molta consapevolezza delle ombre e soprattutto delle luci delle scelte fatte.
 
Un lavoro importante, un matrimonio, tre figli, due suoceri, una mamma e un quasi-nonno che vive in un castello, oltre 6 milioni e mezzo di visite per il tuo blog, due libri baciati da un considerevole successo di copie: questi i tuoi numeri. Quali pensi siano i tuoi reali “numeri”, i tuoi punti di forza, quali le tue fragilità?
 
I miei punti di forza credo siano l’ironia, l’incoscienza di mettersi in gioco, la trasparenza e  una buona dose di energia che, finché c’è, mi consente di andare avanti.
Le mie fragilità sono l’insicurezza, la paura di essere giudicata (lo so, sembra folle per una che ha un blog con tante visite, ma è così), l’ansia da prestazione e un desiderio insano di mettersi alla prova.

 
Spesso nel blog traspare, oltre che un immenso amore e una forte passione per tutto quello che fai, anche dei momenti di dubbio, di debolezza, di timore, di stanchezza. Qual è la tua personale ricetta per superarli, perchè sai, almeno dal di fuori, pare proprio che li superi alla grande!
 
La serenità affettiva. La consapevolezza di avere al fianco la persona che ho scelto e che mi ha scelto. Se non avessi questo sarei uno zombie.
 
Essere mamma ed essere professionista. Due realtà molto complesse se prese singolarmente e, soprattutto, se accoppiate. Ci parli della tua esperienza come mamma in carriera?
 
Purtroppo è innegabile che la maternità, se si sceglie di viverla in modo intenso e senza delegare troppo, ti costringe a ridimensionare le ambizioni professionali e di carriera, almeno nel senso più tradizionale del termine. Il baricentro si sposta, la disponibilità nei confronti del lavoro, di tempo , di testa, di pancia, si riduce.
E tutto questo si ripercuote sulla carriera.

Sono convinta, tuttavia, che le madri sviluppino energie e creatività uniche che possono essere utilizzate per realizzarsi professionalmente attraverso percorsi diversi, non tradizionali, ma altrettanto soddisfacenti.
 
Cosa consiglieresti alle professioniste al primo figlio? Quale può essere la chiave di volta per “funzionare” al meglio per noi stesse e per i nostri piccoli?
 
Consiglierei di ascoltarsi.
Di non fare progetti lavorativi durante la gravidanza ma di aspettare di conoscere che madri si è.
Ci sono donne felici di lavorare dodici ore al giorno, lasciando il proprio bambino al padre, alla nonna o alla tata; ci sono squali che diventano pesci rossi per amore del focolare.
Ex ante non si può sapere.
Bisogna liberarsi dai clichè sulla madre modello, coinvolgere i padri, non sacrificare se stesse sull’altare dell’idea della maternità.
Seguire il proprio istinto, ma anche i propri desideri.
Diventare madri è come ricevere una botta in testa, dopo la quale il mondo può cambiare faccia.

 
Secondo te è peggio la disapprovazione che gli uomini dirigono verso le donne mamme che

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 lavorano, o il disappunto che larga parte della società dedica a chi decida di occuparsi solo della famiglia?
 
Credo che siano entrambi il prodotto di una visione retrograda, dannosa e sciocca sulle donne.
 
Nella tua scelta di continuare a lavorare, particolarmente coraggiosa considerando che hai tre figli sotto i dieci anni e un marito che viaggia molto per lavoro, cosa ha pesato di più? La voglia di continuare ad essere te stessa o la consapevolezza che un modello di donna realizzata sia vincente anche per figli? Voglio però chiarire che, dal mio punto di vista, una donna che si sentisse realizzata nella gestione della famiglia, avendone le possibilità economiche, sarebbe ugualmente “vincente”.
 
Purtroppo non appartengo a quella categoria di donne che sono felicemente appagate dalla gestione della famiglia a tempo pieno.
Io ho bisogno di lavorare, di mettere il naso fuori, di avere uno spazio mio, in cui nessuno mi considera “la mamma di”.
Tuttavia, ora che ho tre figli, ho chiesto il part time (che ancora non ho avuto, ehm) e so che, se me lo negassero, a malincuore, penserei seriamente di lasciare il mio lavoro.

 
Tre maschietti, domanda scemina, ma la femminuccia non ce la farete tu e Mister Increbidile?
 
No. Tre sono tanti, sono impegnativi e sono appaganti. Per quanto riguarda la femmina, mi tocca sperare in almeno una nuora simpatica e in qualche nipotina.
 
 
Senti mi dai il numero di telefono dello hobbit medio? Vorrei sposarlo… non ti preoccupare, sono disposta a ripassare tra quindici anni, vedrai che allora la chirurgia plastica avrà fatto miracoli.
 
A tuo rischio e pericolo…
 
 
Ultima domanda, imprescindibile tra blogger: quanto è stato utile, quanto ti ha arricchito, ma anche quanti motivi di nervosismo ti ha dato il tuo blog?
 
È stato utilissimo, l’idea migliore forse di tutta la mia vita. Continua a divertirmi e gratificarmi anche dopo oltre quattro anni.  Non posso negare, tuttavia, che per me ormai è diventato quasi un secondo lavoro, con tutto quello che un lavoro (peraltro non retribuito) comporta.

 


Ecco, io ringrazio davvero Claudia De Lillo, la nostra amata Elasti per il tempo che mi ha concesso ed invito, chi non lo avesse ancora fatto, a seguire le sue avventure quotidiane su nonsolomamma e perché no, ad acquistare e regalare i suoi libri che immagino essere genuini, divertenti e dolci come solo lei sa essere. 

 

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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6 risposte a SuperEgoVsMe incontra Claudia De Lillo – una mamma incredibble!

  1. sevensisters ha detto:

    Molto edificante. Fa piacere leggere di una persona soddisfatta di quel che ha. Io, per esempio, non so se potrei dire altrettanto.

  2. 1KONAN ha detto:

    non si finisce mai di imparare!!!
    che bello…fortunatamente….

    grazie.corro a comperarlo.

  3. Black.Phoenix ha detto:

    bella bella intervista su una blogger che *guarda caso* e *mea culpa* ho scoperto solo ieri!!

  4. superegovsme ha detto:

    @sevensisters: dai che lo avrai!!!
    @1konan: spero che ti piaceranno i libri della Claudia io garantisco per lei, per quel che può valere.
    @BlackPhoenix: che bel nick, intanto! Ebbeh siam talmente tanti noi blogger che qualcuno può ben sfuggire… dai l'importante è che ora me l'hai recuperata

  5. BettyBryce ha detto:

    Io la ADORO!
    Devo procurarmi i libri al più presto. Accidenti a me, e al mio continuo rimandare!

  6. superegovsme ha detto:

    Oi Betty: eheheh anche a me piace da morire, come si sarà forse capito, ed anche io ancora rimando!! Siamo due tremende io e te!

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