A girl and her… say what?

Ché poi in fondo va tutto bene.
C'è il lavoro, tanto.
C'è la voglia di fare, ci sono i progetti.
Hai perfino ricominciato a fare ginnastica, ché parliamone, eh, una sorta di svolta epocale.
Metti la crema sul viso ogni mattina ed ogni sera, non prima di un'adeguata routine di pulizia, perché ai trent'anni non ci si arriva impreparate.
Hai pennelli per i trucchi e quasi ogni giorno li usi: sei una prodigiosa via di mezzo tra una make up artist e una femmena pittata.
Ti chiamano Avvocato e non rispondi più piccata, "Dottoressa", manco ti avessero dato della peripatetica.
Leggi, canti, vivi.
Hai tanti amici, tutti vicini a te, sempre. A cercare di capirti, o, semplicemente, a volerti bene, e non è poco.
Ne hai una tutta nuova di amica, che senti di amare tanto, lei e la sua saggezza, la sua forza, la sua bellezza, il suo amore, il suo senso di misura – che ammiri perché sai che mai sarà tuo (guarda, Angela parlo di te, no così famo prima).
Caldeggi un'idea, che non pare essere malissimo, una volta tanto.
Pensi una interessante quantità di stronzate in meno, e non è poco.
Sei carina, sì, come prima più di prima e che la quaranta ti rientri o meno, non ha davvero importanza (no matter what they told you, no matter what they do).
Riesci almeno tre volte a settimana a vedere Glee, che scherziamo?!
Una persona cui tieni tanto sta molto, molto meglio di quel che si temeva.
Se ti concentri riesci anche a non sclerare (certo devi concentrarti molto, eh.).
Ma allora me lo spieghi benedetta ragazza, perché c'è una parte di te che ancora resta insoddisfatta?
Perché c'è una parte di te che nascondi a tutti, ma che piange spesso?
Perché a volte nel letto pensi a cose impronunciabili?
Perché ancora patisci per ciò che non hai, piuttosto che godere di quello che hai, a fatica, realizzato?
Il lutto si addice ad Elettra, non ad Ego, eh? 
E sorridi, perdindirindina, che quando ridi, sai, piaci molto anche a me.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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10 risposte a A girl and her… say what?

  1. anonimo ha detto:

    Beh, se può consolarti non sei la sola a pensarla così 😉 Credo faccia parte del nostro modo di essere umani, imperfetti… cerchiamo sempre quello che non abbiamo e non vediamo la ricchezza di ciò che ci circonda. Dimenticando che altre persone stanno in situazioni ben peggiori!

  2. madibacisaziami ha detto:

    ciao tesoro,sempre iper iper iper vedo!
    un abbraccio:-)

  3. anonimo ha detto:

    Ciao tesoro..sappi che ti leggo sempre, ma non ho mai tempo per commentare..e cmq, quant'è vero ciò che dici? Dicono che il male della ns generazione sia vivere nella costante speranza  e attesa che dietro l'angolo ci sia sempre qualcosa di meglio…é un bene o un male? Mah…cmq sei meravigliosa! Un bacione BB

  4. superegovsme ha detto:

    @Camu: hai perfettamente ragione, ma sai, il mio principale problema è sempre stato quello di pretendere, in un senso contorto, di non essere umana!!! Mi sa che mi devo un po' calmare, eh? 😉
    @Madibaci: siempre!!! sai penso spesso a Te, mi sa proprio che Ti devo chiamare, amica mia!
    @BB: direi che questo dipenda dalle folli aspettative con le quali i nostri genitori ci hanno nutrito sin da quando eravamo piccoli. Noi bambini degli anni '80 (te però mi pare sei più ggggiovane), avevamo un futuro di letizie programmato per noi, beh… dove è finito???
    Grazie mille per i complimenti,  non sai quanto i tuoi siano graditi!

  5. anonimo ha detto:

    Si, life is too short to be worried about this kind of things 🙂

  6. superegovsme ha detto:

    @Camu: you're absolutely right!!!! 🙂

  7. anonimo ha detto:

     Finalmente ci siamo , o almeno spero. Succede qualcosa di strano, adesso comincio a crederlo davvero. È da due giorni che tento di scrivere sul tuo blog ma puntualmente, nel momento in cui mi accingo a farlo, prima ancora che io riesca a scrivere una frase di senso compiuto accade qualcosa e allora smetto.
    Adesso però ci siamo, scoppiasse anche il Vesuvio che è sopra la mia testa, io da qui non mi muovo.
    …saggezza….forza ….bellezza….senso di misura….bah….giuro che anche questa volta, se non fosse stato per i sottotitoli, avrei pensato che parlassi di qualcun’ altra. La verità è che , a volte, solo a volte ,sono un po’ tonta, e necessito che qualcuno mi spieghi le cose come se avessi cinque anni. E che ci vuoi fà.  Ma tu Daniela, superbamente intelligente,  lo hai capito ed hai provveduto subito.
    Ad ogni modo torniamo a noi, a te che con questa dichiarazione pubblica di amicizia hai segnato il mio volto di mille rivoli di acqua salata. Ero al telefono con Giuseppe mentre leggevo la posta e  ad un certo punto è iniziato il suo monologo: “Angioletta…., ehi…, ehi…, non ti sento più…, pronto…”, tic….chiuso. Poi l’ ho richiamato e gli ho detto : “ mi sono commossa perché una persona che conosci bene ha scritto cose belle su di me”  e lui, infinite volte più intuitivo di me, ha capito subito e  ha detto “DANIELA”.  
    Detto questo ….
    Carissima Daniela , le tue parole sono per me  chiare come  stelle cadenti. La tua inquietudine scommetto  la conoscono in molti, anzi oserei dire in moltissimi ed è stata anche la mia per  troppo tempo.
    Ma io sono una che non molla mai  e così ho cominciato a cercare …..e tanto ho cercato. C’ è voluto molto   prima di trovare la risposta alla mia, alla tua domanda : “perché se va tutto bene, una parte di me è sempre insoddisfatta?”
    Se pensi e credi che quello che hai realizzato sia tanto e dovrebbe bastarti ma senti forte che  così non è , allora vuol dire che ciò che pensi e credi, forse, non è così reale  e ciò che hai realizzato per quanto importante e assorbente è, forse,  mero contorno.
    C’è bisogno di qualcos’ altro!!! Ma di cosa ?
    Abbandona te stessa!
    Ecco la risposta che ho cercato e alla fine  trovato. 
    Abbandonare sé stessi non significa iniziare a vagare senza meta né obiettivi. Al contrario, significa cominciare a riempire la propria vita di significati pregnanti. Perdere se stessi significa spostare finalmente l’ attenzione da sé per portarla fuori da sé ,sugli altri, sulle vite di ogni persona che si incontra, su quei problemi che pure sappiamo che esistono ma che pensiamo  non spetti a noi risolvere. Significa, ancora,  smantellare un po’ per volta  tutte le impalcature che il nostro  Ego,  sempre più compiaciuto di sé,  pian piano ha costruito dentro di noi senza che neppure ce ne rendessimo conto e arrivare a sentirsi finalmente leggeri e pronti ad accogliere.
    Ho creduto per molto tempo di bastare a me stessa, orgoglioso contenitore di mirabili risultati. D’ altronde tutto era sempre così evidente: l’ impegno c’era ed anche tanto, i risultati pure, quasi sempre eccellenti direi, tutto merito mio, ovviamente.  Anche la mia intelligenza e la mia devozione nel fare le cose perché riuscissero al meglio, erano merito mio, ovviamente!  I fallimenti ? Quei pochi fallimenti che di tanto in tanto oscuravano cotanta perfezione ? Quelli  proprio  non li meritavo, IO!
    Era forse vana la mia gloria?
     
    Poi un giorno squillò il telefono, era una mia amica, una di quelle persone che conosci da quando avevi  5 o 6 anni e che non puoi perdere più perché oramai sono scritte anche loro sul tuo DNA.  “Jolin,  devi partire con me, io sento di doverci andare ma tu devi venire con me, te la senti?  C’è da lavorare ed il lavoro a volte è pesante, te la senti? “ Risposi senza pensarci due secondi “ si, andiamo”…. e partimmo , un giorno di settembre del 2004.
    Successero tante cose in quei sette giorni, cose che non potrei mai narrare perché  trovare parole adatte a rendere un’ esperienza così straordinaria e al tempo stesso così dolorosa perché in quel posto così magico ognuno in modo più o meno forte vive la sua personale Epifania e finalmente VEDI, è veramente impossibile. Posso solo dire che niente da allora è stato più come prima.
    Posso solo dire che Lì ho trovato la risposta che cercavo.
    Se ho demolito tutte le impalcature del mio egoismo e della mia ignorante presunzione?
    Purtroppo  NO!
     
    E’ una lotta quotidiana  in cui  il più delle volte perdo perché il mio Ego è ancora troppo forte.
    Qualche volta, però,  vinco e, quando accade, mi sembra di toccare il Cielo tanta è la gioia. Vorrei che fosse sempre così!!!
     
     
    Per te Daniela ,
    non lasciare che la scintilla divina che è in te un giorno si spenga.  Faresti  un grande torto a molti e a me di sicuro!
    Ti voglio un gran bene e grazie per avermi accolta nella tua vita.
    Ci si sente presto e magari ci si scrive ancora prima.
     
     
    A. C.
     
     
     
     

  8. superegovsme ha detto:

    @Angioletta (mo ti chiamo pure io così, va!): allora ho dovuto leggere il tuo commento tante e tante volte. Non ho paura di ammettere che sia uno dei più intensi che abbia mai ricevuto in tre anni e passa di blog.  E così, come per tutte le cose cui tengo molto, mi ha scioccata, commossa, in un certo senso, perfino turbata. Sono così felice di sentire che anche tu provi quello che sento io per te e, soprattutto, che anche tu abbia avuto i miei dubbi, le mie perplessità. Condividere qualcosa, per me, non risponde alla logica contorta del "mal comune mezzo gaudio", ma, piuttosto, ad un'enorme opportunità di confronto, di accrescimento. Tu sulla Via hai camminato e cammini: forse non sei arrivata – e chi lo fa del resto -, ma sei più avanti di me. Spero ti piacerà indicarmela, anche guidarmi, se vuoi, se credi.
    Non so bene a cosa tu riferisca, quando parli di quel viaggio, forse ho un mezzo ricordo di qualcosa che mi dicesti tanti anni fa, quando per la prima volta parlammo seriamente. Di certo spero mi dirai privatamente di più.
    Grazie per le tue lacrime, davvero; ché lo sai io sono una cazzarona, ma il mio scopo ultimo è sempre toccare i cuori.
    Ti voglio benerrimo 
    Danielina

  9. AWomanAMan ha detto:

    Un po' di insoddisfazione è un carburante vitale, superegovsme.

  10. superegovsme ha detto:

    dici?! io pensavo fosse più che altro principio di depressione ;-)…

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