Non siate sciuocchi, siate curiosi: leggete qui!

Dice, si può essere più realisti del re.
Del resto, ce lo suggerisce anche un proverbio e, si sa, la gnomica popolare è come i diamanti: è per sempre.

E quindi, ok, che siccomechesonosquattrinata*, non ho mai posseduto qualcosa con il mitico marchio della melamorsicata, ma, comunque, sono un Apple girl from inside. Un po' come il fatto che sono bionda anche essendo nata castana, e quando mi tingo i capelli nero corvino. C'è chi lo chiama scollamento dalla realtà, ma sono noiosoni.

Sbavo davanti agli iPhone, mi taglierei i capelli per un iPad, rinuncerei ad un mese di cioccolata – ok, tre settimane – per un iMac.

Di conseguenza, la settimana scorsa, la morte del papà della Apple, Steve Jobs, non poteva lasciarmi infferente; come, probabilmente, non poteva lasciare indifferente molte delle persone che vivono nella quotidianità l'utilizzo dei computer, pc o Apple che siano, o, più in generale, chiunque sappia riconoscere il valore e la forza delle idee altrui.

Certamente su Steve Jobs in questi giorni, ma direi in generale in questi anni, sono stati detti fiumi di parole, né le mie potrebbero aggiungere niente di particolarmente pregnante: quindi non mi lancerò in sottili analisi dell'uomo – che ovviamente non conoscevo -, non posterò la sua lectio magistralis all'Università di Standford, non vi inviterò ad essere curiosi ed sciocchi, non alluderò alla circostanza che fosse sotto sotto uno sporco capitalista anche lui.

Si è già detto tanto, forse, come spesso accade in queste situazioni, anche troppo.

La rete, poi, in questi casi può essere demenziale: nel gran bar virtuale che sono i blog e, peggio ancora, i social network, ognuno si sente in dovere di dire la sua su tutto e tutti, anche sulla morte di un uomo ammalato di cancro da oltre un quinquennio. Circostanza che, IMHO, dovrebbe quantomeno invitare alla cautela.
Oltre alla stridente incidenza di citazioni, utilizzazioni di foto, di osservazioni tutte ciclostilate.
Il che, per celebrare un uomo che invitava all'originalità personale come chiave del successo della propria esperienza umana, la dice quantomeno lunga sulla capacità di intendere dei soggetti che lo ricordano così. 

Quello che, invece, voglio sottolineare sono alcune cose che, grazie alla rete, sono successe. 
È probabile che le conosciate già, per essere state tutte molto presenti in internet, sì, ma anche sui media tradizionali. 

Due sono legate a Napoli, l'altra è una provocazione, un po' sterile according to me, del collettivo Wu Ming.

pizza appleLa prima idea su Steve Jobs partorita a Napoli ve la butto subito qui: del resto è di Gino Sorbillo, che é amico a me!!!

Quindi voglio bullarmene un po'.

A poche ore dalla diffusione della notizia della morte di Jobs, Gino ha creato una pizza in suo onore: la pizza Apple.

Grande successo per la sua idea: apprezzata dai ragazzi della pagina Apple Italia di Facebook e ripresa da giornali, telegiornali e televisioni nazionali.
Gino tu sì che mi fai sempre stare hungry!!!

La seconda idea partorita da una mente napoletana – questa volta solo a metà, ma già basta, eh – è quella di Antonio Menna.
Antonio, giornalista da quasi vent'anni, si definisce un precario della comunicazione, perché nonostante le collaborazioni continuative con molte testate importanti e la pubblicazione di due romanzi, ancora non ha "il posto fisso", se capite quello che voglio dire.

Antonio, oltre tutto questo, ha anche da parecchio tempo un blog, davvero bello ed interessante, sul quale, un po' per celia un po' per non morire, domenica ha pubblicato questo post dal titolo emblematico: "Se Steve Jobs fosse nato in provincia di Napoli".

L'articolo – che ha avuto una diffusione virale in rete, su facebook, su twitter, in moltissimi siti, per approdare poi ieri tra le prime 5 notizie più lette della versione on line del Corsera – è un'amara provocazione, in cui l'autore immagina cosa sarebbe successo se Steve Jobs fosse nato a Napoli e non a Cupertino. 

Antonio ha poi subito specificato che quanto da lui detto potrebbe ben attagliarsi a tutta la nostra amata penisola.

Io quest'articolo l'ho trovato molto interessante, così come il successivo, in cui il nostro commenta l'esplosione che il suo blog, solitamente poco frequentato, ha avuto grazie ad un solo post.

Leggetelo se l'avete perso, ma, soprattutto, continuate a seguire Antonio Menna: sono convinta che ne valga la pena.

Commenti personali sul pezzo non ne faccio, se volete, potrete trovare uno o forse due miei commenti tra quelli del post originale, però mi fa piacere proporvi un parere, anche piuttosto distante dal mio, di un altro mio amico, Mimì De Maio, che dal suo blog dei sognatori, non poteva che essere più ottimista di Antonio e me.
Beata la sua energia. 

La terza situation di cui voglio parlarvi è un'iniziativa anche po' sterile nel suo voler provocare a tutti i costi che hanno preso i Wu Ming.
Io ho sempre ammirato il collettivo nella sua veste di "romanziere" e giornalista: penso che i loro libri, sin dalle prime pubblicazioni con il nome "Luther Blisset" siano sempre interessanti, curiose, ben scritte e ottimamente documentate.

Sulla rete, onestamente li apprezzo di meno. 

Direi che il loro atteggiamento, sia un po' quello di epater le bourgeoise a tutti i costi: esercizio intellettuale che per me, dopo un po', tende ad essere stucchevole.

Ciò premesso, prima da twitter, poi dal loro blog, Wu Ming ha creato Steve Workers, guru collettivo dell'oppressione operaia.
Per maggiori info potete andare qui o seguire i nostri su twitta!

Da bravi, fate i compiti a casa che ora mamma Ego se ne va a lavorare: dura la vita dei SuperEroi! 
Figuriamoci quella delle SuperEroine che in più devono fare la lavatrice e truccarsi, perfino!

* O, a dirla tutta, davanti a vestiti, borse, scarpe, trucchi, e bottiglie di vino da 50 € perdo la boccia e compro come se non ci fosse un domani – e in effetti, per il mio conto in banca, poi non c'è -.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
Questa voce è stata pubblicata in diavolo dun feisbuc, morirò, se non avrò una mela morsicata, twitta twitta twitta. Contrassegna il permalink.

9 risposte a Non siate sciuocchi, siate curiosi: leggete qui!

  1. scacciavite ha detto:

    Con un cervelo come il tuo non si può essere "bionda dentro".
    Sono d'accordo su Stevejobs su tutto quello che hai detti.
    Andrò a vedere wu ming, che conosco per aver letto Q, Manituana e Altai…

    Anche io li apprezzo a metà.
    un saluto

  2. superegovsme ha detto:

    @scacciavite: ma che gentile!!! 😉 cmq il blonde power non è mica da sottovalutare, sallo!

  3. superegovsme ha detto:

    ps: di WuMing ti consiglio assolutamente 54 se non l'hai letto!

  4. scarlight ha detto:

    whuaahhahhhahhhaha! grande la SuperEroina……aahahahhaahh…..cos'è un nuovo tipo di droga?! un ogm della normale?! aahahhaahah
    oh…..se qualche volta serve un manovale……chiamameeeeeeeeeee!!

  5. superegovsme ha detto:

    @Scarlight: sì, in effetti sono un po' stupefacente! 😉 ok, vuoi far parte anche tu delle truppe della luce? dobbiamo farti un esamino, però I trust in ya, honey!

  6. scarlight ha detto:

    aahahahah! emh……dipende da che esame!!!
    in cosa consiste?!

  7. superegovsme ha detto:

    @scarligth: è una cosa molto scrupolosa. si tratta di vedere la capacità di resistenza alla traversie della vita, la capacità di improvvisazione, la tenuta all'alcol (qst è fondamentale!!!), il gusto enogastronomico, quello letterario.
    insomma mica è facile. 
    ah, e poi devi essere figo, ovviamente! 
    noi supereroi siam tutti fighi paura!

  8. scarlight ha detto:

    ahahahha! ok!
    sono pronto per il test!

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