Heirà – Carlo Hauner.

Inauguro oggi una nuova categoria del blogghe: wine tasting.

In questo tag spero di riunire un certo numero di schede "a-tecniche" di vini da me degustati, amati, prodotti che mi abbiano in qualche modo conquistata.

Voglio premettere che, pur essendo una grande amante del vino, purtroppo non posso che definirmi semplicemente una degustatrice curiosa, con poche competenze tecniche.

Ma passiamo al sodo, anzi al liquido.
Il primo vino di cui voglio parlarVi, cari Topoloni avvinazzati, è siciliano, dell'isola di Vulcano, più precisamente: il rosso Heirà dell'azienda agricola Carlo Hauner.

L'Heirà, che ha ottenuto l'indicazione geografica tipica, è un blend di calabrese, alicante e nocera: tutti vitigni tipici del sud italia.

Con una maturazione su bucce, un passaggio in barriques (le famose botti di legno di rovere dalla capienza di 225 litri ca) e un affinamento in bottiglia di tre mesi, Heirà ottiene un gusto morbido al palato, anche se non privo di una certa persistenza astringente in retrodegustazione.

Piuttosto profumato e decisamente piacevole all'occhio (grazie ad un colore pieno, quasi rubino, con unghia lievemente purpurea), questo vino è un prodotto sicuramente interessante, anche considerando che lo stesso produttore suggerisce possa essere servito anche fresco. questo tipo di servizio, già di per sé singolare per i rossi, è addiritttura particolarissimo per un rosso siciliano che, in definitiva, nonostante la gioventù scelta per maturazione, non è privo di gusto né di forza organolettica.
Né, a ben vedere, poteva essere altrimenti: lo stesso terroir vulcanico dell'isola delle Eolie fornisce naturalmente sapidità e robustezza.

Venduto in enoteca a circa 14 €, l'Heirà – che può vantare anche una bellissima etichetta – è sicuramente un vino interessante, da servire a tutto pasto o su carpacci di pesce e carne anche lievemente speziati, o su carni bianche e suine o ancora su formaggi di media stagionatura.

Per dettagli sull'azienda e sugli altri suoi prodotti, ecco il link al sito di Carlo Hauner.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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5 risposte a Heirà – Carlo Hauner.

  1. scarlight ha detto:

    wooooowwwow……non lo conosco ma…….mi fido?!
    a quando una sbronza in compagnia?!

  2. superegovsme ha detto:

    sì, sì fidati, sono una vecchia ubriachessa!
    spero che questa nuova rubrichetta possa piacere.

  3. anonimo ha detto:

    no ma tu mi leggi nel pensiero! pensavo proprio di chiamarti per avere un consiglio su una ottiglia di vino da regalare!

  4. pierthebear ha detto:

    Mi piace la tua nuova rublica, e ottimo deve essere questo  vino siciliano (come la gran parte dei vini siciliani che adoro) brava Ego  e al prossimo viaggio enologico ciao ciao..Pier

  5. superegovsme ha detto:

    @squallidacreaturacherispondealnomediGrilletì: non si pettinano mica le bambole qui!!! 😉 in settimana ci possiamo vedere pleaseeeeeeeeee?
    @Pier: mi fa piacere che tu l'abbia apprezzata, spero di riuscire a dargli un certo peso come con "le gourmand". Diciamoci la verità: fare l'enogastronoma era uno dei miei grandi sogni!!! 🙂 bacissimi pier! ps: come ti capisco su ìi siciliani. Vuoi un ottimo nero d'avola? Tanto buono da non essere paragonabile agli altri? Don Antonio di Morgante. Dajeeeee

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