Sono goccia che annuncia la tempesta, sono dell’acqua della tempesta.

Hiraoka Kimitake, più noto con lo pseudonimo di Yukio Mishima, è uno degli scrittori, autori teatrali, personalità più influenti della cultura giapponese del secondo dopo guerra.

Imperscrutabile persona, finissimo letterato, tradizionalista passatista ma contemporaneamente incredibilmente aperto anche alla cultura occidentale, Mishima è stato ripagato per la sua vita letteraria e reale da una fama praticamente idealizzata sia in Giappone, sia, e forse soprattutto, in occidente.

Misconosciuto come tutti i grandi, Mishima è stato prima assimililato e quasi "assoldato" da certa etica di destra, cui le sue ossessioni paramilitari, tradizionalistiche, patriottistiche sicuramente possono essere considerate omogenee, e, pertanto, minimizzato dalla cultura di sinistra; poi dalla stessa sinistra è stato enfaticamente riabilitato quando si sono fatte più insistenti le voci sulla sua presunta omosessualità.

mishima yukio bambinoLa sua vita – cessata per sua stessa scelta al culmine di un gesto clamoroso (l'occupazione dell'ufficio del generale Mashita con parte del suo esercito personale, Tate no Kai) con il suicidio rituale seppuku – è un monumento alla straordinarietà.  
Nato nel 1925 in una benestante famiglia di Tokio, Hiraoka fu sottratto completamente per i primi anni della sua vita alle cure della madre dalla nonna paterna.
Sarà quest'ultima, infatti, che ne controllò assorbentemente l'educazione, iniziandolo alla letteratura classica giapponese e alle tradizionali forme del suo teatro, No* e Kabuki, e iscrivendolo alla scuola dei Pari, Gakushuin.
Proprio in questa scuola Hiraoka vivrà esperienze che segneranno tutta la sua esistenza e che saranno riportate nel libro autobiografico del 1949, Confessioni di una maschera, suo primo grande successo di rilevanza mondiale.

E, del resto, anche se a Gakushuin altri aspetti della cultura e dell'addestramento fossero maggiormente sottolineati, è proprio lì che Hiraoka esprime per la prima volta il talento letterario: sarà grazie a Shimizu Fumio che sarà pubblicato il suo primo racconto, ispirato dalla Nihon romanha, la scuola letteraria romantica giapponese.

Questo primo racconto, La foresta in fiore, sarà edito nella rivista letteraria Bungei Bunka nel 1941 e proprio con lo pseudonimo di Mishima Yukio.

Finita la scuola, si iscriverà alla facoltà di Giusprudenza; conseguita con successo la laurea, otterrà un prestigioso posto come funzionario del ministero delle finanze.
Il suo amore per la letteratura, però, non cesserà: allo stressante lavoro professionale, Mishima affiancherà l'attività da scrittore, arrivando al collasso fisico.
Stremato, rischierà di morire a seguito di una caduta dovuta alla stanchezza sui binari della ferrovia di Shibuya.
Dopo questo avvenimento, avrà il placet paterno a dedicarsi in via esclusiva alla scrittura.
yukio_mishimaSono questi gli anni dell'inizio del suo sodalizio d'amicizia, stima e "apprendistato culturale" con l'importantissimo scrittore Yasunari Kawabata, poi primo giapponese ad essere insignito del premio Nobel per la letteratura, probabilmente sottraendolo allo stesso Mishima, suo allievo.

Da quel momento in poi la sua carriera non incontrerà arresti, spaziando dalle collaborazioni più particolari (come ad esempio quella con la rivista di sinistra Kindai Bungaku) a quelle come corrispondente estero.
Grazie a questa sua ultima attività per l'Asahi Shinbun, viaggiò per l'Europa e gli Stati Uniti e il Brasile: saranno questi viaggi a plasmare ulteriormente la sua visione del mondo, sinteticamente espressa in sue numerosissime frase epigrammatiche, come quella sulla similitudine tra New York e Tokio.

New York è Tokio tra cinquecento anni, disse di ritorno dagli Stati Uniti, nel momento in cui il Giappone era, come è noto, in ginocchio dopo i bombardamenti nucleari e la resa agli stessi USA (i cui termini Mishima considerava completamente irrazionali): la verità di questa asserzione credo sia innegabile, solo che Mishima aveva forse sottovalutato l'efficienza dei suoi connazionali.
Sono, infatti, bastati meno di cinquant'anni a Tokio per diventare New York.

Contemporaneamente cresceva la sua passione per il culturismo e il kendo, antichissima arte 

yukio-mishima kendo

marziale giapponese con l'utilizzo della katana, la lunga spada dei samurai.
Celebri sono le sue foto posate da kendoka e culturista, ricercatissime già all'epoca.
In aperta contrapposizione  al Trattato di San Francisco nel quale il Giappone aveva rinunciato al diritto di possedere un esercito per la propria difesa, demandandola agli Stati Uniti, fondava, sempre in quegli anni, la sua organizzazione paramilitare, l'Associazione degli Scudi: un manipolo di cento giovani da lui personalmente scelti, addestrati e finanziati, che nelle sue volontà doveva rappresentare l'esercito di cui l'imperatore non poteva risultare menomo.

La sua ascesa nelle lettere è esponenziale, anche se in Giappone non mancano aperte critiche alla sua opera.
Sul finire degli anni '60 pubblica il primo romanzo della sua famosissima tetralogia, Hojo no Umi (Il mare della fertilità), considerata l'esito più alto della sua produzione letteraria.

L'ultimo volume della tetralogia fu consegnato all'editore pochi giorni prima della sua estrema morte, avvenuta, tra l'altro, in diretta televisiva; pur essendo stato terminato alcuni mesi prima, il libro indicava la data del 25.11.1970 in cui Mishima, a soli 45 anni, si tolse la vita.

Il suo ultimo atto letterario fu appunto il suo proclama di morte, nel quale auspicava il trionfo dello spirito dell'antico Giappone ucciso, a suo dire, dalla costituzione del 1947 e dal sopraindicato Trattato di San Francisco.
Indicativa in tal senso la sua ultima frase: nella fervida speranza che possiate risorgere come uomini e come guerrieri.

Di un personaggio così complesso e controverso certo non posso sperare di parlare io, così, in un momento, ed avendo letto solo tre delle sue numerossisime opere. 

Posso solo dire, però, che la lettura di Confessioni di una maschera, Madame de Sade, e di Musica, soprattutto di Musica, mi hanno arricchito e notevolmente.

Non solo e non tanto per avermi dato degli importanti strumenti di conoscenza del Giappone e della sua cultura, valore di per sé molto importante, ma per l'idea che di Mishima io mi sono fatta.

Letterato impeccabile, mente probabilmente tormentata, estrema forza della volontà.
Elevatissimo, anche se ovviamente inequiparabile (anche, se volete, per preservare la sanità mentale), exemplum vitae.

seppukuQuesto il suo biglietto d'addio: la vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre.
Una frase che rappresenta quello che io penso della morte.
La morte per i grandi non esiste, esiste solo per noi poveri orfani che rimaniamo.
Hiraoka, per quel che vale, credimi, tu non morirai mai.
 

*******************


Parte personale da non leggere se vi siete annoiati.

Mishima poi mi ha fatto amare ancora di più una persona che già stimo, che poi è quello che me l'ha fatto scoprire. E ultimo ma non ultimo, mi ha fatto apprezzare di cuore un articolo di Veneziani apparso sul Giornale. 
Cosa che davvero, ma davvero eh, non avrei mai pensato possibile.

In realtà c'è un altro colpo di scena che scrivo proprio in favore di un fedele lettore molto particolare, ancorché piacevolmente critico.
Mishima mi ha anche fatto passare un'intera mattina ad ascolta certa musica, cui il titolo di questo post fa riferimento.
Vorrà dire che sarò costretta ad ascoltarla anche in altri giorni, non solo il mercoledì.
Perché, ovviamente mi piace, anche se non te l'ho mai detto.

* mi manca la o con il trattino, perdonatemi. Splindermerda, sempre e comunque.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
Questa voce è stata pubblicata in cultura cultura cultura, la morte non esiste. Contrassegna il permalink.

13 risposte a Sono goccia che annuncia la tempesta, sono dell’acqua della tempesta.

  1. superegovsme ha detto:

    SL: un ninjia? e ma no è altro rispetto al samurai, attenzionissima! rien a faire su sto Japan mi cadi sempre in un modo o nell'altro! 😉

  2. scarlight ha detto:

    e nooooo eh!!!
    stavolta non è colpa mia……c'è solo il ninjaaaaaaaaaaa!!!

    devo prendere lezioni di Japan allora……quando iniziamo?! 😀

  3. superegovsme ha detto:

    sì sì! dobbiamo farle! ora chiedo dritte epoi iniziamo
    arigatò!

  4. nikiya62 ha detto:

    Eccomi! Ho divorato il tuo post su Mishima, che conosco pochissimo, anzi, per nulla, avendo letto Confessioni di una maschera una vita fa, quando ancora po mi interessava del Giappone. Lo voglio rileggere.
    E non sapevo che fosse grande amico di Kawabata, di cui invece ho letto qualcosa in più.
    Personalità intrigante, non c'è che dire….
    E ho letto anche il post su quel locale jap di Napoli; beh, adesso mancherebbe un paginetta dedicata ad un altro locale…. Ti do un indizio: inizia per k e finisce per i   Scherzo!
    A rileggerci presto!

  5. superegovsme ha detto:

    eheheh che bello leggerti qui!!! eh ma su max ho fatto miriadi di articoli io! leggi qui e poi anche questo.

  6. N3m0 ha detto:

    聞くは一時の恥聞かぬは一生の恥

  7. superegovsme ha detto:

    @N3M0: sborone!!!! chissà se google translate mi soccorre 😉

  8. superegovsme ha detto:

    stai ascoltando valerio scanu?????? sarò il tuo kaishakunin! sei tr un tajo! forse Fede c'ha visto lungo…;-) 🙂

  9. Montag28 ha detto:

    poveri coloro che non hanno mai letto Mishima perché hannosentitoingiroche era un pazzo invasato fascista.
    io ho letto "Musica" e "La Voce delle Onde". splendidi. è un po' poco, ma qualcunomihadettoche sono i due in cui emerge di più l'estetica di YM… ossia, banalmente, che sono i più 'belli'. c'è tempo per rifarsi, comunque.

    a proposito!
    su un forum, tempo fa, mi iscrissi col nick Masakatsu Morita (era quel povero scemo dell'amante di YM 😀 ). io e un mio amico (alias Yukio Mishima, ovviamente) giocavamo a fare i moralizzatori. firma: "Un seppuku è per sempre".

    🙂

  10. superegovsme ha detto:

    Allora un seppuku è per sempre te la rubo ora per allora. semplicemente micidiale! quanto ai vostri nick, lovvo infinito.
    proprio oggi discutevo di come sia assurdo voler assumere in categorie di pensiero politico occidentali e per di più contemporanee una cultura come quella giapponese: millenaria, imperiale, orientale e influenzata da altra filosofia e teosofia.
    Come voler dire che Cesare era di destra, suvvia (ma del resto c'è chi dice che Ottaiano sia il primo imperatore romano, quindi vedi bene).
    Di Mishima ti consiglio per capire la persona "Confessioni di una maschera", forse imprescindibile.
    Per il resto non appena avrò letto altro, ti dirò.
    Uh mamma ma hai letto che il buon Morita, che prima di suicidarsi a sua volta, fu anche il "decapitatore" di Mishima, fece un casino paura? In sostanza pare che per l'emozione non riuscì a dargli il colpo come dove e di conseguenza dovette intervenire qualcun altro in un secondo momento… terrificante a dir poco!

    Cmq come vedi io non temo i pregiudizi: da donna apertamente di sinistra cito Skoll a piene mani e ti dirò, me lo ascolto con grande gioia da quando l'ho scoperto (grazie a Mishima, ovviamente). Sentile le canzoni, particolarmente Radio Mishima e Sole e Acciaio, sono davvero belle!

  11. nikiya62 ha detto:

    Bonjour! Non preoccuparti: leggero’ tutto il tuo blog xche e’ molto interessante e prima o poi troverò anche Max. Buona giornata!

  12. superegovsme ha detto:

    @Nikiya: mi fa molto piacere! 🙂 a presto allora keep in touch

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