Musica – Yukio Mishima.

Di Yukio Mishima ho parlato, come forse ricorderete, qui. Le solite due brevi, raffazzonate , righe, buttate lì tanto per.

Dell'immenso autore giapponese per il momento ho letto: Confessioni di una maschera – una sorta di diario di forte ispirazione autobiografica del Mishima della prima gioventù e degli anni della formazione scolastica -; Madame de Sade – sceneggiatura sul dramma umano e dell'anima della moglie del divino Marchese, scissa tra l'amore per suo marito e la repulsione sociale ed emotiva per le azioni e i reati di cui quest'ultimo si macchia -; e, da ultimo, Musica.

Musica, è stato a lungo considerato dalla critica alla stregua di un sofisticato divertissement, o per meglio dire, una sorta di fueilllotton, scritto da Mishima con lo scopo preciso di accedere ad una più larga fetta di pubblico, al fine di poter dedicarsi completamente alla sola scrittura.

Oggettivamente la struttura del romanzo risente un po' di alcuni stilemi: la fictio della raccolta del diario terapeutico dell'analista, la presunzione di verità del raccontato, la brevità dei capitoli, i continui colpi di scena e la struttura narrativa a scatole cinesi.

Eppure, trattandosi di Mishima, Musica, ovviamente è di più molto di più, e rappresenta comunque parte viva e vivente del raffinato stile scrittorio dell'autore.

Il romanzo narra di Reiko, ragazza dal fascino sottile e contemporaneamente spregiudicato, che si reca dal famoso psicanalista di Tokio, Shiomi Kazunori, con evidenti sintomi di una latente isteria, che si manifesta principalmente nel non poter sentire la musica.

Aperta metafora del suo essere anorgasmica, l'affermazione di non poter sentire la musica è solo la prima delle bugie, degli stravolgimenti della verità che Reiko presenterà al suo analista, il quale resterà avviluppato dalla sua storia e da quella del complesso mondo di personaggi che le gravita intorno, sino a rischiare di compromettere la propria distanza professionale e la propria relazione con la compagna storica.

Musica, costellato di rivolgimenti di trama, è un libro affascinante, elegante, travolgente, sensuale nel senso più rarefatto del termine.
Una lettura che trasporta con lieve prorompenza nel mondo letterario e mentale di Mishima; un esordio indispensabile per chiunque volesse avvicinarcisi.

Come mi era stato giustamente consigliato da un gran bell'uomo, l'amico Massimiliano Neri, patron del miglior ristorante giapponese di Napoli, IMHO, il Kukai Nibu – uomo più preparato, colto e sensibile che bello (vi prego di cercarlo in Google image, così poi mi dite).

Secondo voi l'ho fatto? Clear(l)y che no!

Però fatelo Voi, topoloni belli, belli.

Musica – Yukio Mishima, ed. Universale La Feltrinelli.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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2 risposte a Musica – Yukio Mishima.

  1. anonimo ha detto:

    Sono stato al Kukai un paio di settimane fa… tutto molto buono (da neofita della cucina giapponese 😉 )

    Complimenti per la libro-recensione

    Fabrizio

  2. superegovsme ha detto:

    @Fabro: grazie mille!!! e potevi chiamarmi! cmq è il sogno proibito di Bisou (Gianlu) andarci, dobbiamo trascinarcelo vincendo la sua proverbiale pigrizia!

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