Acab: all cops are bastards.

Acab – All cops are bastards è un film di Stefano Sollima.

Sollima, forte di un grande passato di documentarista di guerra per la CNN, NBC e la CBS, in Italia è noto sostanzialmente per la regia di serie televisive di successo, quali La Squadra, Romanzo Criminale e Crimini 2. 

Questo il suo esordio sul grande schermo.

Sollima sceglie una storia, tesa, singolare, insolita e crudele.
La storia di quattro celerini, i poliziotti della squadra mobile.

Quelli che prestano servizio di sicurezza agli stadi, durante le manifestazioni.
Quelli che sono eroi o figli di puttana (Celerino figlio di puttana è il rift che urlano loro contro, ma anche quello che fischiettano loro stessi, paradossalmente, per darsi la carica), a seconda di quello che succede in cinque secondi, a seconda di chi tu sia.

E questa dicotomia Sollima la coglie in pieno e l'analizza, così, quasi dall'alto, come il suo occhio da vecchio documentarista gli suggerisce di fare.
Senza dare particolari giudizi di merito, senza sottolineare nulla con enfasi.
Nemmeno la violenza, sebbene possa sembrare il contrario.

Di violenza è vero, ce n'è tanta, proprio tanta.
Ed è una violenza anche più profonda di quella fisica (che pure non manca) è una violenza di concetto, è una violenza morale.

La stessa che porta un figlio contro un padre.

Un marito contro la moglie, madre della sua amata bambina.

Un fratello contro gli altri (così si chiamano i celerini tra di loro, perché da soli non sono nessuno, solo una guardia del cazzo – cit. -, insieme, sono una cosa sola), quando alcuni fratelli applicano i loro metodi che non sono quelli della polizia.

La storia si snoda tra un evento di cronaca e l'altro, rimanendone impigliata.

La rabbia dei celerini alla morte di Raciti è ciò che fa montare forse ancora di più lo sdegno quando ad essere ferito è uno di loro, il capo, un grandissimo Marco Giallini, cui la critica e il pubblico forse dovrebbero qualcosa di più. Giallini, uomo oramai solcato da rughe, abbandona il suo classico ruolo da impunito, per diventare poliziotto duro, padre problematico, uomo dolente, per dare forse la migliore delle sue prove d'attore.

Gli sfollamenti dei campi rom, a seguito dell'odioso assassinio della Reggiani, fanno da contraltare alla casa negata agli italiani, dramma patito dal più giovane della squadra, Spina, Domenico Diele, giovane attore promettente, come vuotamente usa dire in gergo.

E, contemporaneamente, il rimpatrio dei immigrati rimanda alla sofferta storia tra il Negro, un convincentissimo Filippo Nigro, e sua moglie, una cubana (che quando la incontri a Cuba glie racconti che con 2.000 al mese con gli straordinari sei ricco, poi te la porti in Italia e non ve la raccontate più).

favinoIl tutto legato, ordito, in un certo senso tenuto in piedi, da Cobra, un immenso PierFrancesco Favino, uomo a 360°.
Uno che ci crede, ci crede tantissimo.
Ad ideali forse decagé, anzi molto, perché mal digeriti, tra katane, croci celtiche tatuate sulla schiena, immagini del Duce.
Uomo che però, nonostante tutto, ha cuore, più per gli altri che per se stesso.
Ha cuore, un cuore intrappolato in quel murale che fa molto Trecento di spartana memoria, ma che racchiude tutto il suo mondo.
E non a caso se il "capo" ha famiglia, il Negro una moglie seppur persa e una figlia, perfino Spina ha una  madre cui badare e degli amici, Cobra è solo.
Ma cosa dico solo, è con la famiglia che si è scelto, la famiglia della mobile.

Ed è per questo che nell'ultima scena, Cobra, il Cobra sorride. 
Ed è per questo che chi va contro la sua famiglia per lui, beh non può proprio esistere, anche se era vero affetto, anche se era l'amore del padre leone, verso il cucciolo.

Acab – All cops are bastards, titolo che riprende il refrain oramai famosissimo di una canzone anni Ottanta dei The 4-Skins, è un film che disorienta.
Sì disorienta, perchè per molti attimi capisci la logica, a volte deviata, di persone che vanno a morire per strada per 2.000 euro al mese straordinari compresi.
La capisci e perfino la condividi.

Non è un film contro la polizia, no, assolutamente, e non capisco le polemiche a riguardo.
Non è neanche un film a favore della polizia, peraltro.

Resta un film che porta, trascina per meglio dire, lo spettatore negli abissi di povertà e miseria culturale in cui il nostro paese è caduto senza che ce ne rendessimo conto.
In cui noi stessi probabilmente siamo caduti inconsciamente.
Anche se io non ho mai tirato un sampietrino adosso a nessuno, non vuol dire che non abbia fatto qualcosa per impedirlo.

Giudizi morali da dare non ce ne sono. 
Eppure se devo pensare che un fascista può essere interiormente come Cobra, beh allora devo riconsiderare, nonostante tutto, la mia totale chiusura ed il mio totale sdegno verso le persone con questi ideali.
Io non li condivido, e li combatterò sempre, ma è probabile che ci crede davvero, non meriti solo il mio schifo.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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4 risposte a Acab: all cops are bastards.

  1. anonimo ha detto:

    Ego, sei stata meravigliosa. In poche righe hai detto tutto il film. Non è contro la polizia e neanche a favore. Però ti fa guardare tutti con molto più rispetto.
    E la scelta tra lo spirito di corpo e il rispetto della legalità, davvero non la auguro a nessuno.

  2. anonimo ha detto:

    Grazie mille, davvero.
    Pero’ firmati che se no, non s chi ringraziare. Immagino sia una scelta dura… Davvero dura, io tengo per cobra, lo ammetto.
    Ego deviata

  3. pier ha detto:

    Con tutti questi cambiamenti mi sono un pò perso….e confuso ;-( comunque per adesso ti ho trovata…ciao Dany…Pier

  4. superegovsme ha detto:

    Caro Pier, hai ragggggione… l’è dura ma ce la faremo!

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