SuperEgoVsMe incontra Fabio Perricone – un pittore spettacolare!

Tornano le grandi interviste di SuperEgoVsMe e dopo Antonio Menna – il quale oramai è pronto alla conquista del grande schermo con il suo “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli” – è per me un piacere intervistare Fabio Perricone.

Ok, lo ammetto, per me Fabio è una persona speciale, anzi specialissima. Avete presente quelle persone che se non avessi incontrato la tua vita sarebbe decisamente diversa?

Beh Fabio per me è una di quelle persone, per tanti, tanti motivi.

Motivi che queste paginette web non posso però rivelare, e quindi rimettiamoci i panni della giornalista e parliamo di lui come se fosse uno sconosciuto… impossibile!!!

Però non è il mio amore per lui che mi spinge a dire che Fabio Perricone  sia uno dei pittori che preferisco.

Le sue opere sono sempre avvincenti, emozionanti, sanno trasmettere parte della sua anima, grande, grande, grande.

Ma adesso lasciamo la parola a lui…


 

Caro Fabio, finalmente, dopo tanti anni, riesco a rubarti un’intervista. Sono anni che dipingi, oramai, da quanto tempo è nata questa passione?

Diciamo che io ho ripreso a dipingere quasi per caso. Nel Natale del 1997 mia madre mi regalò una scatola con colori, tempere e una tavolozza (che peraltro io non ho mai usato! più tardi diventerà anzi essa stessa un quadro) perchè aveva notato che sui miei quaderni dell’Università facevo schizzi delle aule. Dico che ho ripreso a dipingere, perchè in realtà io ho sempre disegnato, sin da quando ero piccolo: già a cinque anni non facevo altro che disegnare. A dire il vero, il  mio primo ricordo sulla pittura risale alle elementari. Disegnavo un paesaggio con il mare e mentre cercavo di pulire con le dita il disegno da alcuni frammenti di matita che erano rimasti sul foglio, mi sono accorto che il tratto che risultava dalle mie ditate era ancora più bello. Da lì ho iniziato a disegnare spesso con le mani e tutt’ora dipingo quasi esclusivamente senza pennello.

Quindi sfatiamo il mito del pittore con tavolozza, pennelli e tele… ma usi anche altri supporti per le tue opere?

Altro che. Ho dipinto un po’ di tutto: armadi, ceramiche, vetro, acciaio, pietra… Possiamo dire che ad un certo punto quasi nulla era libero dai miei attacchi d’arte!

Tu sei decisamente un autodidatta, ma c’è qualche pittore che ha influenzato le tue opere?

Sì, c’è un artista che più di tutti ha influenzato il mio essere pittore, ancor prima che le mie opere. Quell’uomo è il maestro Michele Spatuzza. Ricordo ancora il nostro primo incontro: io avevo ripreso a dipingere da un po’ oramai ed ero molto entusiasta delle mie tele. Capitò l’occasione di conoscerlo e io ne portai alcune al suo studio per fargliele vedere, per avere dei consigli. Lui le guardò e… iniziò a dipingerci sopra mostrandomi cosa era sbagliato, cosa non funzionava. Io rimasi di sasso, eppure sentii subito che quello che diceva era giusto. Ed è stato così che ho iniziato a seguire dei corsi di pittura libera all’Accademia delle Belle Arti e a continuare una frequentazione sempre più stretta con il maestro. Si è creato un rapporto molto intenso tra di noi. Ricordo ancora che venne, oramai già molto malato, ad una delle mie mostre, guardò una delle opere esposte e mi disse che finalmente avevo raggiunto la maturità che lui aveva cercato di indicarmi. Più volte ha detto che tra i suoi allievi io sono quello che maggiormente ha inteso la sua idea di pittura. Io non so se sia vero, ma sicuramente sento fortissima la sua presenza in molte delle mie opere, soprattutto in quelle di qualche anno fa, e, a volte, con un dolore sordo la sua assenza.

Da dove nasce la tua ispirazione? Cosa ti spinge a dipinge un soggetto piuttosto che un altro, da dove nasce l’esigenza di dare vita ad una nuova opera? 

L’ispirazione è nata dall’età della ragione e forse anche prima, cioè, mi spiego meglio: Napoli è la mia ispirazione, l’azzurro del golfo, il mare, il Vesuvio, sempre, da quando ero piccolo e giocavo in terrazzo a quando con il motorino percorrevo  via Petrarca per andare a scuola, la mia Napoli blu  mi sorrideva  trasmettendomi  vibrazioni.

I soggetti cardine delle mie opere sono l’essenza femminile, figure che non sono necessariamente donne, ma sono appunto “essenze”. Angeli, sacerdotesse, diavoli, guerrieri, sirene e così via. Figure che nascono da movimenti leggeri che con le mani plasmo sulla tela, che non hanno bisogno di troppo tempo per nascere, ma lo fanno d’improvviso, come se fossero sempre esistite, ed io con un movimento rapido le libero e le rendo etericamente visibili.

Una nuova opera nasce di getto. D’improvviso sento per prima cosa la sensazione che qualcosa che mi manca, poi un impulso irrefrenabile di raccogliere la mia amica pittura e creare, dando vita alla mia Creatura su una superfice che in quel momento mi convince di più. In effetti, a volte, dipingo sulla prima superficie che mi capita sottomano. Questo perché ho l’idea, anzi ne sono certo, che l’opera già esista: io sono solo il mezzo che la porta alla luce.

Anch’io avevo notato che la figura femminile, o come più correttamente la definisci tu, l’essenza femminile è spesso presente nei tuoi quadri, come mai?

La donna per me rappresenta tutto: è la nascita, è la forza, è l’accoglienza. E’ un inseguirsi di linee armoniche che non riesco a non rappresentare. E’ ispirazione, è senso profondo. Pensa che in una delle mie opere sugli angeli, “Nascita di angelo”, che poi è diventata anche un po’ l’icona della mia pittura (la uso come logo del sito e l’ho perfino tatuata sulla mia spalla), ho ribaltato il concetto di creazione uomo-donna: per me è l’uomo che nasce da una parte della donna, non il contrario.

Che effetto ti fa confrontarti con le impressioni che le persone hanno guardando i tuoi quadri? Trovi che quello che tu provavi realizzandoli sia colto o le interpretazioni dell’osservatore divergono dalle tue intenzioni più intime?

Prima di tutto io sono felice semplicemente di riuscire a trasmettere sensazioni con le mie opere, al di là del fatto che coincidano o meno con quelle che io stesso provavo nel dipingere. Trasmettere sensazioni, ed, in realtà, il più delle volte positività , è il mio scopo principale come artista, quello che mi dà più soddisfazione. Però io credo che, alla fine, artista non sia solo chi con la pittura, la fotografia o istallazione esibisce un’opera, ma anche, e soprattutto, chi apprezza, capisce e riceve le giuste vibrazioni dall’opera, quelle che il Creatore dell’opera  ha voluto esprimere. Chi riesce ad entrare in sintonia con il momento artistico, a mio parere, è artista quasi come il pittore, il fotografo, il musicista stesso. La mia più grande soddisfazione risiede proprio in questo, in quelle occasioni in cui vedo l’osservatore entrare nel profondo dei miei quadri.

Hai esposto numerose volte in mostre personali e collettive in Italia e non solo, quali sono i tuoi progetti futuri?

Il prossimo evento espositivo, in programmazione per fine maggio, dal 20 al 24, è a Napoli, alla grotta di Seiano (discesa Coroglio). Le mie opere avranno come cornice la fantastica location della grotta di Seiano e dell’anfiteatro Villa di Pollione; per rendere ancora più suggestivo l’evento, l’esposizione sarà accompagnata da un momento musicale e teatrale.

 

Allora, cari Topoloni all’ascolto, non indugiate, se dal 20 al 24 sarete a Napoli, non potete mancare: Fabio Perricone è la sua anima azzurro cielo di Napoli vi attendono.

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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Una risposta a SuperEgoVsMe incontra Fabio Perricone – un pittore spettacolare!

  1. ilpadiglionedoro ha detto:

    “Napoli è la mia ispirazione”… non fatico a credergli! E poi…questo Fabio non è niente male… Baci Dani:-)

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