8 marzo 2013 – Sara Stolfo e Marguerite Youcernar.

Topoloni, ma, soprattutto, Topolone.

Siamo giunti al Dies illae, dies irae.

Cioé, insomma, sarebbe proprio oggi la benemerita festa della donna.

Qui siamo eccentrici, si sa.

Come la festeggiamo?

Con Sara Stolfo.

Forse vi ricorderete di lei per pezzi come Queneau, Calvino ed Eco.

Robine.

Bene.

Si prosegua.

 

Oggi Sara ci parla di Marguerite Yourcenar, grandissima letterata francese, grandissima donna.

 

La parabola di vita di Marguerite Yourcenar (1903-1987), scrittrice francese in un mondo letterario che la vide sempre sospesa tra la memorialista meticolosa e il poeta inquieto, percorre tutto il ‘900. Secolo della realtà frammentata e dell’Io scisso i cui artisti riconobbero all’unisono l’impossibilità di rappresentazione unitaria.

Dalla coscienza del proprio essere multiforme, tuttavia, la Yourcenar seppe derivare la libertà di esibire la propria diversità.

Donna libera dai diversi amori (la Woolf la definì «una donna con un passato»); donna che amò diverse donne e per questo attendibile ritrattista della femminilità; donna dalle diverse culture, paesi e religioni.

La Yourcenar poté per questo sfidare tutte quelle categorie interpretative fisse e immutabili che frenavano il libero fluire del suo pensiero.

E così la sua scrittura, complessa e rigorosa, restò comunque aperta all’irrazionale, la sua solidità intellettuale, autoritaria e vigorosa; non le impedì di accordare attenzione ad una realtà la cui sovente indecifrabilità, al di là delle barriere spazio-temporali, si faceva per lei sempre più partecipe di un ordine superiore.

Esordì come autrice di poesie con Jardin des chimeres (1921).

Scrisse saggi, novelle e romanzi, soprattutto storici, come i suoi due capolavori: Mémoires d’Hadrien (1951),  autobiografia apocrifa dell’imperatore romano del II secolo, e L’oeuvre au noir (1968), biografia intellettuale di un alchimista immaginario del XVI secolo.

Fu però una romanziera storica come lo si poteva essere nel ‘900.

Nelle sue opere la fa da padrone l’anacronismo per cui attualità e passato, presente e Image

futuro si fondono e non c’è distinzione di voci narrative le quali si liberano dell’Io e delle sue limitazioni, convergendo in un mondo che racchiude in sé ogni istante fino al momento assoluto della poesia.

Prima donna ad essere eletta fra gli “immortali” dell’Académie Française, insignita di prestigiosi premi, rimase sempre estranea a certi ambienti preferendo la riflessione sulla condizione universale e su quella solitaria dello scrittore, così indispensabile alla sua arte che le fece dire «l’individuo non conta, la solidarietà è per l’umanità».

 

Che dire?

Grazie Sara Stolfo. 

Vi anticipo ho già tra le mani un due pezzi: Le Memorie di Adriano e, soprattutto, Alexis, o il trattato della lotta vana.

Allora, amiche, mi rivolgo a Voi.

Nel mondo, per le donne, c’è solo una lotta spesso troppo vana.

Amarsi.

Se non Vi amate Voi nessuno Vi amerà.

Ecco fatelo! Ce lo diceva anche un bel ragazzo, Emmanuele.

Ama… come ami te stesso.

 

ps: la Yourcenar è la mia autrice preferita, pensa Te #lameravigliadicommissionarearticoli

 

 

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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