8 marzo 2013 – Sara Stolfo ancora su Marguerite Yourcenar.

Prosegue la festa della donna 2013 su incontrollabilmente io.

Grazie alla nostra critica letteraria preferita, abbiamo ancora approfondimenti su Marguerite Yourcenar.

Vai Sara, a Te la penna, anzi, la tastiera!

 

Ps: comunque è assurdo, pare che la ragazza conosca i miei giusti! il libro che preferisco della scrittrice che preferisco!

 

L’intraprendente e ribelle poetessa Marguerite esordisce con la prosa, giovanissima a soli 24 anni, con un testo esiguo e stringato, che può, tuttavia, essere considerato un grande e inatteso gioiello letterario: Alexis, ou le traité du vain combat

Pubblicato nel 1929, si tratta di un breve romanzo epistolare che raccoglie l’amara lettera-confessione destinata alla moglie Monique dal giovane Alexis;  dopo un lungo e travagliato percorso interiore verso l’accettazione della propria omosessualità, l’uomo ha deciso di abbandonare la propria moglie.


Attraverso questo racconto intimista, intriso di riflessioni poetiche, la sensibilità della scrittrice (non estranea ad amori diversi) lascia, attraverso gli occhi di un uomo, a noi tutti un trattato, tra i più mirabili, sulla più vana delle lotte che un essere umano possa intraprendere: quella contro le proprie inclinazioni e, dunque, contro se stesso.

«Tutti noi ci trasformeremmo se avessimo il coraggio di essere ciò che siamo» è il leit-motiv che aleggia lungo tutto il testo.

Cosicché la cupa riflessione del protagonista, partendo dai ricordi dell’infanzia giunge alla consapevolezza di quanta colpa, invece, ci sia in colui che, tradendo il proprio sé – adattandosi forzatamente a sentimenti e comportamenti approvati dall’ambiente esterno in virtù di una rigida rispettabilità precostituita – nega la propria indole fino al raggiungimento dell’infelicità più impura.

Questa maturazione personale di coscienza e patimenti passa (come tutte le opere della Yourcenar) dal particolare all’universale accogliendo tra le sue pagine-pieghe-piaghe ogni disadattato, ogni emarginato, ogni vittima di pregiudizio, ogni ribelle uomo, o donna.

Eppure uno spiraglio di luce si schiude laddove finalmente Alexis, spezzando la spirale infausta che lo avviluppa, trova la felicità in un atto di innocenza estrema: il coraggio di essere ciò che è.

Infatti, a dispetto di qualsiasi morale, «ogni felicità è un’innocenza».

 

Ecco, leggere Sara per me è ogni volta un’emozione.

In particolare questo passaggio mi ha uccisa: Questa maturazione personale di coscienza e patimenti passa (come tutte le opere della Yourcenar) dal particolare all’universale accogliendo tra le sue pagine-pieghe-piaghe ogni disadattato, ogni emarginato, ogni vittima di pregiudizio, ogni ribelle uomo, o donna.

Che dire? 

Cosa dire più di quanto lei non Vi abbia già detto, Topoloni miei?

Ah, sì! 

Leggete la buona letteratura internazionale!

 

 

 

 

 

 

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Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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