Sara Stolfo – Isabel Allende e La Casa degli Spiriti.

Di Sara Stolfo, oramai sapete tutto.

Mora, sexy, dice sempre sì. Alla letteratura.

Non a caso è la critica letteraria che io amo (e guardate che anche Natalino Sapegno voleva collaborare con unagiovine, sa! Sì, dalla tomba, ok?!).

Comunque, Vi dico, Topoloni incoltissimi, che questo è chiaramente il momento per migliorare le Vs menome ed ignorantelle vite.

Leggete Sara Stolfo, leggete della bella critica letteraria napoletana.

Oggi Sara che, come ricorderete, ha già parlato della grande Isabel, ci spiega La Casa degli Spiriti, libro imprescindibile della produzione letteraria della Allende.

 

La casa de los espίritus, pubblicato per la prima volta nel 1983, fu, in primo luogo frutto della necessità di «riscattare le cose del passato e sopravvivere al proprio orrore» e alla disperazione.

Questo sconquasso, che è parte della vita personale dell’autrice, Isabel Allende, nipote del Presidente cileno Salvador Allende – assassinato nel 1973 durante il golpe militare di Pinochet che fece da preludio alla sua tragica dittatura -, confluisce in una saga familiare, quella dei Trueba, costellata di vicissitudini che vanno dal principio del secolo XX fino alla fine degli anni ’70.

Complesso e meraviglioso poema allo e dello spirito umano, si tratta di un romanzo in cui due strati, uno mitico e l’altro storico, coesistono e si mescolano veicolati da tre voci narranti (due femminili, una maschile).

La forma dell’opera potremmo definirla circolare, per cui il racconto inizia e termina con la stessa frase, evidenziando, scientemente, la ciclicità e la ripetitività della storia e dei miti stessi.

Tutto ciò, tuttavia, contribuisce, alla fine, alla possibilità di intravedere uno spiraglio di riedificazione e di ricostruzione dalle macerie e, altrettanto, di progresso.

Tale struttura situa l’opera al vertice del caleidoscopico mondo della letteratura latinoamericana sulla scia del più tradizionale “Realismo mágico”.

Così, attraverso il mito e la magia, per decenni gli autori ispanoamericano si sono burlati della censura (nel romanzo, come in tutte le storie mitiche, non ci sono riferimenti di alcuna sorta e tutto è trasfigurato e va reinterpretato alla luce delle conoscenze storiche personali) dando voce ai più deboli (vedi le donne e i contadini,
unici detentori dei poteri magici).

Anche la Allende, collocandosi in questa scia, ne La Casa degli Spiriti, investiga della complessa società del mondo ispanico e i suoi valori, così come scrive della violenza tra le diverse classi sociali e dell’uomo sulla donna, parlando delle ingiustizie politiche e sociali che ha subìto il popolo cileno.

Ed è proprio la donna (Nίvea, Clara, Blanca, Alba, tutti nomi non a caso “luminosi”, e la stessa Isabel) – in un romanzo che è stato definito «femminino-centrico» – attraverso l’elemento magico e la parola magica, ad esplicare la sua forza archetipicamente civilizzatrice che ricostruisce il mondo reale, brutalmente distrutto dall’altrettanto archetipica forza distruttrice maschile (si veda il personaggio maschile di Esteban).

La stessa Isabel Allende nella rivista La magia de las palabras ebbe a dichiarare: «Scrissi La casa degli spiriti come un esorcismo, un modo di strapparmi dall’anima i fantasmi che mi portavo dentro, che mi si erano ammutinati contro e non mi lasciavano in pace. […] In modo molto primitivo diedi alla parola il potere di risuscitare i morti, di riunire gli scomparsi, di ricostruire il mondo andato perduto».

 

E come sempre, io ringrazio Sara Stolfo che ci rende possibile accedere, in modo semplice, efficace, immediato, alla grande letteratura mondiale.

A presto Topoloni, ed a presto Sara che ci sta riservando un gran bel programma!

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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3 risposte a Sara Stolfo – Isabel Allende e La Casa degli Spiriti.

  1. il mio blog porta il nome di uno dei suoi libri… che altro dire? si commenta da sè😀

  2. Pingback: Sara Stolfo – Gabriel Garcia Màrquez e Cento anni di solitudine. | incontrollabilmente io

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