Ricorda con Rabbia – Teresa Tartaglione.

Ritorna la nostra critica teatrale, Teresa Tartaglione, napoletana trapiantata per lavoro a Roma.

E continua il suo viaggio negli spettacoli teatrali più interessanti del momento,  parlandoci di un’altra rappresentazione di Luciano Melchionna, l’ideatore – insieme all’attrice-autrice Betta Cianchini – di Dignità Autonome di Prostituzione.

A proposito, di Dignità, ricordo, agli amanti del bordello artistico più famoso di Italia, che lo spettacolo è presente in Napoli fino al 12 maggio presso il meraviglioso Teatro Bellini di Via Conte di Ruvo.

Ma torniamo a noi e a Teresa, cui cedo, più che volentieri, la parola.

Non è una commedia.

Non è uno spettacolo leggero, né un momento di evasione.

Non ha raccolto pareri concordanti e, sicuramente, non ne è consigliabile la visione dopo una giornata di tensione.

Non è bene iniziare una qualsiasi comunicazione in forma di negazione, ma in questo caso sembra stilisticamente coerente con le cifre di una rappresentazione che si caratterizza come “il trionfo dell’uomo contro”.

Le due ore di messinscena sono riempite dall’esplosione di violenza fisica e verbale dell’indiscusso protagonista: Jimmy, il “killer della parmigiana”, giovane frustrato ed inquieto, carico di odio e rancore verso la vita, che sfoga la sua carica negativa denigrando, per sua catarsi, la moglie Allison – un personaggio che gli si contrappone per natura, più che per dialettica.

La delicata vicenda sentimentale tra i due – difficilmente qualificabile come “storia d’amore” – non è l’oggetto della rappresentazione, bensì semplice pretesto narrativo atto a descrivere le ripercussioni relazionali di una condizione spirituale.

Jimmy è tediato dal disappunto verso una società nella quale non si ritrova, “è nato in un’epoca che non è la sua” perchè priva di stimoli e di riferimenti culturali forti, nonchè depauperante di qualsivoglia mordente, vitalità ed entusiasmo: il protagonista stesso si autodefinisce come un “coniglio ingoiato da un serpente che non parla, non vibra … nessun fremito la dentro”). Arriva finanche a criticare gli uomini del passato, che ritiene essersi appropriati delle ultime “conquiste”, incolpandoli di aver lasciato i posteri senza battaglie da combattere.

Tale malcontento, condivisibile nelle premesse, quanto ancora attualissimo, non porta ad alcuno sviluppo “evolutivo” del personaggio, che resta ancorato a quel vittimismo che gli vale i commenti della moglie: “lasciagli le sue sofferenze: senza, sarebbe perso” e “chi non ha un mondo suo, si diverte a rimpiangere il mondo degli altri”.

E’ la “vecchiaia dell’anima”, quella condizione che potremmo esprimere parafrasando il famoso aforisma di George Bernard Shaw: “we do not stop believing because we grow old, we grow old because we stop believing“.

“Hai mai visto morire un uomo?”

E’ una vicenda privata del passato quella che, per prima, ha segnato Jimmy.

Jimmy la “Ricorda con rabbia” e non gli consente di vivere, se non all’interno di una gabbia primordiale, ancestrale, animalesca.

Il nesso causale “delusione-rabbia” si avviluppa in un nodo che non riesce a svolgersi, neanche al termine della rappresentazione, la quale non può sicuramente rientrare nei canoni del “bildungsroman”.

Nonostante l’assenza di qualsivoglia slancio “costruttivo”, mi risulta personalmente difficilissimo biasimare il vittimismo di Jimmy o l’essenza stessa dell’opera – alla quale, anzi, rendo il merito di aver antropomorfizzato un sentimento collettivo e diffuso ad oggi.

Negli anni in cui il “sogno americano” è volto ad un triste e realistico risveglio, in cui gli entusiasmi produttivi del dopoguerra hanno ceduto il passo ad una società satura di vanagloria ed in un mondo distorto in cui, bene che ti vada, le opportunità sono troppo poche e troppo mal distribuite e nel quale l’impotenza diventa frustrazione, come si potrebbe condannare chi di tutto ciò conserva lucida consapevolezza e ne è esasperato?

Ancora una volta, dunque, “chapeau” all’umanità del regista, Luciano Melchionna, nonché a quella sua sensibilità, che gli permette di identificare tale stato d’animo tra i “tanti sconosciuti che prendono ogni giorno l’autobus” (… soprattutto a Roma!! n.d.a.).

Particolare attenzione anche per le scelte musicali: coraggiose e capaci di scandire i vari momenti scenici, connotati da una scenografia tanto minimalista quanto significativa (la quotidianità degli elettrodomestici che dapprima “gravano” sulla scena, per poi “alleggerirla”), valorizzata da un contesto che è completamente spogliato dalle quinte.

La rappresentazione di “Ricorda con Rabbia”, dopo il grandissimo successo ottenuto al Teatro Ambra Jovinelli di Roma è ancora attualmente in tournée in tutta Italia.

 

Grazie ancora una volta alla mia piccola grande Terry, capace con la sua sensibilità e la sua ironia di invogliare chiunque ad andare a teatro.

Lo spettacolo, non dimentichiamolo mai, è una delle più grandi industrie di questa nostra devastata patria: sosteniamo le produzioni teatrali italiane.

Evviva Teresa Tartaglione, evviva Luciano Melchionna!

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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