AR Project Gallery: Vincenzo Starnone e “Viaggio nel lavoro”.

starnoneL’ AR Project, ad un mese e poco più dall’inaugurazione del 30 marzo 2013, propone come prima esposizione personale nei propri spazi una mostra fotografica di Vincenzo Starnone.

Il direttore, Lorenzo Riccardo, ha personalmente selezionato oltre trenta immagini del fotografo ed artista Vincenzo Starnone per ripresentare un suo progetto, “Viaggio nel lavoro”, presentato nel 2002 con grandissimo successo.

Vincenzo Starnone, fotografo da sempre (“La mia prima macchina fotografica l’ho rubata a mio padre, era quella che lui aveva portato in viaggio di nozze.” “Mio padre, ferroviere, capì la mia incomprimibile passione e comprò per me, che avevo appena tredici anni, la macchina per stampare in casa le foto; la comprò a rate, non potevamo certo permettercela, ma volle prendermela lo stesso“), regala in queste immagini in bianco e nero tutta la sua sensibilità e, contemporaneamente, fa trasparire tutto il suo senso per la fotografia: una fotografia sociale, politica, perfino, che non sia semplice atto estetico fine a se stesso.

Il “Viaggio nel lavoro” di Starnone, infatti, è occasione per investigare la realtà delle periferie napoletane e del lavoro negato agli immigrati extracomunitari, così come ai napoletani e, contemporaneamente, per scoprire la realtà imperitura del lavoro costretto dei minori.

Occhi vuoti, disperati, senza sogni, quelli di questi ragazzini dall’infanzia negata: occhi che si rischiarano in un attimo, anzi in uno scatto, perché ci si scopre fotografati.starnone 2

Occhi dolenti che manifestano tutta la voglia di evasione da quella realtà fatta di gesti triti, reiterati, senza più un senso, gesti alienanti che la vita sulla strada (fatta di vetri di cruscotti da lavare o da fazzolettini da vendere) impone.

Lo sguardo di Starnone – che negli anni della realizzazione di questo progetto, dal 2001 al 2002, percorreva quotidianamente la Domiziana per andare a sua volta a lavoro – è dolce, lieve, su queste figure; quasi si riesce a cogliere l’affetto embrionale che aveva iniziato a provare per alcuni di loro (“Molti li ho continuati a vedere per anni; alcuni di loro sono scomparsi all’improvviso, portati chissà dove dalle loro vite ai margini. Io ho  molta fantasia, spesso ho immaginato come possano essere finite le loro storie“).

E, contemporaneamente, da quelle stesse immagini emergono le sue domande, senza risposte da parte della società civile: perché questa divisione – plasticamente rappresentata  dal vetro della macchina – tra gli esseri umani? Perché questa straziante incomunicabilità che rende impossibile la vicinanza anche solo intellettuale tra persone che condividono la gestualità, la lingua, il modo di vedere?

starnone 3

Domande che Vincenzo si poneva nel 2002, abbiamo detto, ma che lo stesso fotografo ritiene, a giusta ragione, attualissime, riconoscendosi ancora oggi, nel suo progetto di oltre dieci anni fa.

Ed è per questo che ancora oggi ha senso, come giustamente ha considerato Lorenzo Riccardo, dinamico direttore degli spazi di Piazza Gramsci n. 18, riproporre questo lavoro: “Ho scelto questo progetto, realizzato nel 2002, come mostra pilota per dimostrare la nostra attenzione al territorio. Il lavoro di Starnone, documenta una vita/non vita di persone che affollano la Domiziana ad ogni semaforo pur di racimolare qualche centesimo: queste stesse immagini, se fossero state realizzate in qualsiasi altra parte del mondo percepita come disagiata, avrebbero creato molto più scalpore, coinvolgimento, commozione, perfino. E’ amaro, considerare come, questa stessa realtà, che ci è vicinissima e che è restata pressoché identica dopo oltre dieci anni, ci lasci, invece, completamente indifferenti. Ed ancora, è del tutto assurdo e fa rabbia riconoscere che un progetto del genere, realizzato che so, in Africa o in America Latina, sarebbe stato salutato come un acuto reportage di denuncia, mentre, qui, poiché tratta della nostra realtà, non gli viene pubblicamente tributato lo stesso risalto.

Il progetto è forte, oltretutto, del catalogo che la EffeErre pubblicò nel 2002. Il catalogo, a cura di Franco Riccardo, contiene testi dello scrittore Domenico Starnone, di Massimo Bignardi, Enrico Pugliese, Gianfranco Borrelli e dello stesso Starnone: un lavoro oggi giorno difficilmente collazionabile.

La mostra, aperta al pubblico sino al 3 giugno 2013, sarà inaugurata domani, venerdì 10 maggio 2013, alle ore 18.30, presso la AR Project Gallery di Giugliano in Campania.

Interverrà l’artista, Vincenzo Starnone.

Viaggio nel lavoro” di Vincenzo Starnone – a cura di Lorenzo Riccardo

Vernissage: venerdì 10 maggio alle ore 18.30 presso AR Project Gallery

AR Project Gallery – Piazza Gramsci n. 18 – Giugliano in Campania (Napoli)

Tel: 081.41.74.73 – cell: 331.564.86.37

Dal 10 maggio al 3 giugno 2013 – ore 11.00/13.30 – 15.00/20.00

La AR Project Gallery è sostenuta da EffeErre di Franco Riccardo e dalla Galleria Mediterranea di Saverio Ammendola. 

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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2 risposte a AR Project Gallery: Vincenzo Starnone e “Viaggio nel lavoro”.

  1. elisabettapendola ha detto:

    ti dovresti chiamare incrollabile io ;*

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