I tempi si sono rotti.

Chi mi conosce e/o mi segue da un po’ di tempo, sa bene una triste e scomodissima verità.

Le cose assurde, indecenti, paradossali o comunque ridicolissime che scrivo, sono sempre dannatamente reali.

Anzi quando le racconto, per il pudore che non sembrino vere, le declasso anche un po’.

Le deglasso, perfino.

Oggi, Meravigliosi Topoloni dell’occulto, vi vorrei raccontare cose che Voi borghesi neanche immaginate.

Evidentemente, non può essere che così, io ho la faccia dell’anima persa.
E ce credo, provate Voi ad avere otto diottrie di miopia, un po’ di smarrimento sempre deve emergere, no?

Altrettanto evidentemente, però, il mio smarrimento deve stimolare salvazione: mi spiego meglio.

O, almeno, ce provo.

Dunque: il mio principale difetto, nella vita, è quello di parlare con tutti e a tutti dare un minimo di ascolto.

Poiché come ci insegna Fedor, o forse Lev, “nessuna buona azione rimane impagata“, ogni conversazione (va diciamo ogni due conversazioni su tre) che sostengo, può sfociare in un delirio.

Ma un delirio pesante.

Diciamo che i miei mille interessi, anche professionali, mi portano a conoscere le persone più disparate nelle situazioni più disperate.
Oltretutto, passare gran parte del mio tempo a Napoli peggiora decisamente le cose.

A Napoli, il Vesuvio rende sempre tutto più frizzante.

Però, credo, che quello che mi succeda con le religioni e i loro affiliati, sia senza precedenti, anche per chi abitasse in un manicomio.

Scientologists, Buddhisti, Avventisti del Settimo Giorno, Osservanti del rito del Rex Nemoriensis, Islamici, Rosacrociani, Evangelisti… se c’è un fondamentalista nel giro di sette chilometri da me, da me arriverà brandendo il suo credo come se fosse una scure su di me.

Pretendendo la mia conversione ad horas, millantando che tanto io sia già convertita al suo credo, la famosa religione del peracottanesimo modificata al credo della santissima patata fritta.

No joke, absolutely, totally, unfortunately no joke!

Facciamo un rapido esempio.

Immaginate di esservi riparate dalle numerose tempeste della vita nell’unico luogo che possa consolarvi.

Come quale?
Mi pare ovvio: un centro estetico.
Immaginate di essere in un porto franco della letizia e dell’economicità.
No, non parlo delle Cayman, ma di … vabbè devo essere omertosa, mi capirete.

Date le premesse:

1. non dormo più di tre ore consecutive da sei giorni;
2. i problemi mi assalgono;
3. non ho voglia di lavorare;
4. sono più pelosa dello yeti

la mente di qualsiasi Daniela Persico (Barbara Teresa vien dal mare per servirla) agisce così:

What the?! Devo andare dall’estetista, vedi che mi trova un buco.

La sventurata titolare, valentissima professionista, lo trovò.
Ed io più sventurata lo presi.

 

Di qui, il diluvio.

Intanto, la ceretta si è trasformata in piega alle sopracciglia e massaggio rilassante, ma fin qui, il costo era analogo a quello di una normale ceretta in qualsiasi altro posto del mondo. Prodigi della dogana fiscale di… eh, se sapeste!

Certo la mezz’ora preventivata si  è altresì trasformata in tre ore e mezza.
Io, chiaramente, essendo sveglietta non avevo portato il cellulare con me, certa di ritornare sana e salva in pochi minuti.

E qui l’errore.
L’abbaglio, il continuo e pedestre sottovalutare dell’incognita assurdità.
Dell’effetto paradosso.

Intanto, l’assistente numero millemila della buona titolare, apprende con gioia la circostanza che io sia Avvocato (o, per meglio dire, Permanente Praticante Avvocato).

De consequentia, si sente legittimata, né io, ingenua e stolta, faccio niente per dissuaderla, a raccontarmi una normalissima storia personale.

Che prevedeva: un divorzio in Germania da un caraibico a servizio della Nato, per tanto inizialmente equiparato ad un cittadino statunitense, con figlio intra cinquenne, lotte intestine, cause penali e cazzi e mazzi, voglio dire chi più ne ha più ne metta.

Ma questa è solo la parte soft.

Certo la circostanza che ne parlassimo mentre mi faceva la ceretta e l’altra povera disgraziata (perché assumi sempre pazze, perché?!) mi applicava i mille urticanti odiosi mostruosi prodotti sulle ciglia, costringendomi ad avere gli occhi chiusi ma non troppo, stretti ma non tanto, fermi ma senza evitare di non muoversi, rendeva il parere giuridico più ostico all’elaborazione e forse il tutto non proprio rilassante.
Ma, tant’è.
Fin lì.

Il colpo di genio, però, ce l’ho io.
La benedetta ragazza, che raccontava tutto questo come io potrei raccontare dell’ultimo acquisto di caramelle al bar sottocasa, in un frangente ringrazia Geova.

Io sento.
Ma evidentemente non rilevo.
No.
Sbaglio.
Gravemente.

Mi distraggo e, con le ciglia molto curve e le gambe molto lisce dico a me stessa: perché non un bel massaggio rilassante?

A quel punto la proprietaria guarda le vie di fuga e bofonchia qualcosa come “ma io non ho più spazio, ma torna di nuovo che ci tengo a fartelo io…” strizzando convulsamente gli occhi e indicando con piccoli spasmi della testa nella direzione della divorzianda internazionale.

Sarà la tenacia del male, sarà l’assenza di sonno, sarà che sono testarda come un mulo, ma diversamente da quello che ogni essere umano sensato avrebbe mai ritenuto opportuno fare,  io guardo la turista del matrimonio (inutile dire che il primo matrimonio era stato celebrato a Las Vegas) e dico baldanzosa:

Ma proprietaria! C’è pincopalla che fa al caso mio!”

Pincopalla ha uno scatto di orgoglio e baldanzosa fa “Certo, proprietaria e datrice di lavoro, vuoi che non pensi io ad una delle tue più lucrose clienti e te la sistemo per le feste, impedendole per sempre di mettere di nuovo piede qui dentro per non correre il rischio di vedermi di nuovo?”

Ok, forse questo non lo ha detto.
Ma di sicuro era la sua missione mentale.

Osservate voi stessi.

Il famigerato centro estetico, d’ora in avanti Manicomio, è strutturato in modo che tra le stanze estetica e l’area beauty farm ci sia un lungo, tortuoso, inaccessibile dai salvatori, corridoio.
Il corridoio è video controllato, ma l’area spa, ovviamente no.

L’area spa è anche molto carina, in realtà.

Toni caldi, musica rilassante (per me potenzialmente ansiogena, ma questo deve essere un mio limite), candele per ogni dove.
Lettino confortevolissimo, vasca idromassaggio.

La buona ragazza pazza quanto volete, ed io ve lo dimostrerò, sa il fatto suo.

Infatti per la prima mezz’ora tace, mentre mi massaggia la schiena.

Sono le 12.45, sono sveglia da oltre mille ore, ho una dannata fame, ho forti pulsioni di morte dopo gli edificanti racconti subiti.

Questo è il momento di farmi girare, mettersi alle mie spalle, guardarmi essendo al rovescio ed in penombra e dire…

I tempi si sono rotti. Ma questo TU già lo sai...”
“Certo…”
Lo sapevo, ne ero certa” – dice la nostra sacerdotessa della pinzetta con l’aria di chi non ammette smentite.
“Si vede così tanto?!” Mai innervosire un pazzo.
Chiaramente. Una come te non passa inosservata. Una come TE non può non sapere che i tempi…eh… i tempi…” omette il finale come in ogni film che si rispetti. 

“I tempi cosa, di preciso”

Non fare così. Lo sai”
“No, ma io non è che non lo so, eh, sia chiaro, però vorrei capire di preciso tu che cosa intendi…”

Vi ricordo che oltre a tutti i miei evidenti problemi ero anche nuda!!! Senza vie di fuga, senza la possibilità di urlare ed invocare aiuto. E con le sue mani sul collo!!!!

Daniela – con voce cavernosa – Geova, Geova sta tornando!

Ora chiunque si sarebbe terrorizzato ancora di più io, invece, mi rilasso.
Se conosci il nemico sai cosa aspettarti.
Certo, quella mazza di bambù che brandiva sul mio cranio non era rassicurante, ma… la morte non esiste, quindi tana per tutti.

Parte spiegazione dei segni dell’imminente arrivo di Geova che salverà solo n pochissime persone al mondo, tra cui, ma è ovvio, di certo me, e molto probabilmente lei.

Questo anche in ossequio alla logica dei grandi numeri.

Su sette miliardi di persone al mondo ne prendiamo solo duecento e spicci, ma di certo due esaurite chiuse nello stesso centro estetico della provincia di Napoli, sono salve anche per logica matematica.

Ma non era certo il caso di cavillare.

Piuttosto suggestive perché mediamente colte e, comunque razionalissime, le tesi a sostegno dell’arrivo di Geova, usato come 31 salvi tutti contro i suoi pretesi soprusi subiti.

Tesi a sostegno:
A. Papa Bergoglio è il papa nero che attendevamo (io no, in verità, ma comunque)
A1. è il papa nero per il sincretismo, eh, mica perché è gesuita. Chiaramente vuole disfare il cristianesimo (chiaramente, proprio. quale papa, del resto non vuole questo)

Intermezzo: Vuoi altro olio? (no, grazie! Un calmante per te, piuttosto)

B. ci sono numerosi segni materiali.
B2. i terremoti.
B3. l’AIDS
B4. le numerose conversioni a Geova, tipo la tua (non oso contraddirla)

C. Noi siamo pronte a combattere, vero? Del resto siamo allenate, no?

Risposta della sventurata: ” pensa a me, per combattere meglio ho assunto anche un personal trainer…”

Non coglie il sarcasmo, prosegue.

D. i dannati sono più attivi che mai, dobbiamo eliminarli.

Al che passa il tempo dell’ironia.
Cerco di calmarla come posso, ma ci vorrebbe solo l’arrivo di Geova, temo, per ridurla alla normalità.
Le dico che, mio malgrado, nonostante il bellissimo massaggio rilassante, dovrei andare via.
Per sempre.
La invito alla calma e a considerare che, nonostante tutto, l’ARMAGEDDON non sarà comodo neanche per noi, paladini dei giusti.

La svolta, il colpo di coda finale?

E vabbè ma non è che i tempi si sono rotti, rotti, diciamo che hanno iniziato.
Può essere che Geova arrivi anche tra un paio di millenni.

Allora dico io, oggi al sicuro dietro alla mia amata tastiera, cosa diamine ho comprato a fare il mio fucile da cecchino anti-malefico?!

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
Questa voce è stata pubblicata in domande esistenziali, essere bionda, essere mora, essere piri indaco, essere sfmg blogger, Uncategorized. Contrassegna il permalink.

4 risposte a I tempi si sono rotti.

  1. Francesca ha detto:

    In effetti, ci sono cocci di tempo ovunque! Vedessi oggi qui a Roma, dove da un muro nero di cielo é piovuto di tutto! E ancora minaccia con tuoni rombanti, nonostante il sole! Il gioco (nel senso della sfida) di tutti coloro che si affidano ad una religione é quello di trovare sempre un filo, un senso, l’Idea, e ricostruire il puzzle in base a quella. A volte, però, se la coerenza vacilla, dentro e fuori, sembra necessario l’Attack per tenere insieme tutto…Consiglio: non abbandonare quel centro estetico, che pare offrire diversi vantaggi, e previeni i prossimi attacchi mistico-forensi dicendo che tieni un blog molto seguito…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...