Stazione di Posta 108 – Ciro Sabatino, lo stai facendo bene.

Napoli è una città strana, la amo, mi piace, ma non la sopporto più. napoli napoli napoli

Potrei osare dire parafrasando niente di meno che Gianni Boncompagni.

Napoli è strana perché è struggentemente e lievemente bella. Intendo con lievità.

Napoli è una città ridente, assolata, anche quando piove, un po’ come la mia amata Milano, sotto sotto è piovosa, anche quando c’è il sole.

La gente di Napoli è magnifica, in senso struggente.

Perché meravigliosa, odiosa, incresciosa, maleducata, senza limiti, ma generosa. Nell’orrore e nel degrado, così come nella magnanimità e questo nessuno, davvero nessuno lo può negare.

C’è così tanta letteratura e così tanto qualunquismo su Napoli che non starò qui a continuare a pettinare le bambole.

Non avrebbe né senso né valore.

Ma un breve passaggio sulle ultime Amministrazioni del Comune di Napoli, voglio farlo anche io: io disistimo Luigi de Magistris con tutta me stessa. images-2

Per la mia amata città, già provata e molto complessa, De Magistris è stato un cancro.

Di inerzia, di vacuità, di arroganza, di lassismo, di operazioni di mera facciata.

Leggendomi, credo che a tutti sia venuta l’idea che io sia una donna di sinistra, però essendo io un legale, sono certa che nessuno di voi possa mai aspettarsi che io ami i magistrati.

Ebbene lo faccio, lo facevo e credo che lo farò per sempre: io amo i magistrati e non mi importa se molti possano essere superficiali, alcuni in mala fede ed altri semplicemente mediocri. Non importa quante volte mi abbiano impedito nella mia carriera professionale e nella mia vita personale, non importa.

Il magistrato ha un ruolo altissimo nello schema costituzionale di qualsiasi paese, ed in qualsiasi paese, a ben vedere – in qualsiasi periodo storico, aggiungerei, – i magistrati hanno avuto la funzione di rendere il diritto vivo ed, in molti schemi giuridici, di crearlo tout court.

Quindi, io arrisi l’arrivo di De Magistris a Napoli. Non lo votai, devo ammetterlo, ma perché in quegli specifici passaggi non votai per nessuno.

Ma se avessi votato, non vi è dubbio che lo avrei fatto per lui.

Né, vi è dubbio che il voto nei suoi confronti – oltre che l’espressione di una sacrosanta disistima per il PD locale che mai come in quella tornata ne aveva fatta una via l’altra – catalizzò tutti i voti di chi pensava che un uomo forte, nitido, senza politica, un uomo di legge  avrebbe saputo scuotere Napoli dal suo terrificante torpore.

Bene, posso dire con serenità che De Magistris ha riportato Napoli indietro di un eone.

Non voglio certo dire che la abbia riportata indietro al periodo PreBassoliniano, di cui finalmente si può acclamare il ritorno, senza sentirsi, alieni (ora lo fanno tutti, tra poco gli danno la fascia di Miss Italia pur di fargli fare qualcosa). Ma è riuscito a peggiore ciò che si proponeva di migliorare, e di non fare nulla in generale.

Io poi ho il dente avvelenato, lo devo ammettere: De Magistris e la sua giunta tutta, aiutati si deve dire dai Signori (come sono gentile) dello scorso Consiglio Regionale quello di Caldoro, insomma, hanno strappato a Napoli, la più grande occasione che avesse avuto negli ultimi dieci anni: il Forum Universale delle Culture.

In quella sventurata occasione, De Magistris ha sfoderato le sue armi finali: la più totale incompetenza unita ad un’idiozia politica senza pari. Il risultato? Un evento detonato del tutto, nella più totale indifferenza delle persone civili (in questo caso intendo meri fruitori non operatori della cultura) che nella stragrande maggioranza dei casi neanche si sono accorti che l’evento pur durato mesi (e se vogliamo oltre un anno, visto che è si è rimandato in continuazione).

Però abbiamo fatto le selezioni delle selezioni, delle selezioni della Coppa America (credo di aver saltato qualche selezione della selezione, ma sapete la mente vacilla davanti ad un evento così imprescindibile per Napoli), una tappa del Giro di Italia (del resto il nostro manto stradale è fatto per le biciclette!), e perfino un concerto GRATUITO per Springsteen.

Questa la devo chiarire subito: non è un refuso il mio. Il concerto fu proprio gratuito PER il Boss, nel senso che gli cedemmo gratuitamente, non so per quale moto dell’animo, l’utilizzo di Piazza del Plebiscito. I fan pagarono eccome! Mi sembra 60 euro a capoccia.

Ogni commento è superfluo.

Però credetemi non sono diventata un qualsiasi giornalista della schiera di Forza Italia (anche perché oltre non essere Avvocato, non sono neanche Giornalista, quando si dice la coerenza!!!), quindi il mio titolo non era un mero pretesto per parlare male di De Magistris pubblicamente (anche se è sempre cosa buona e giusta, mio dovere, e fonte di divertimento).

No.

Io proprio ambisco a parlare di Stazione di Posta 108 e perfino di Ciro Sabatino che ne è il primo motore immobile.stazione di posta 108

Dovrò essere, tanto per cambiare, prolissa.

Bene, io conosco Ciro Sabatino da anni e anni.

Prima che blogger, la vostra amata Daniela Persico (ho detto AMATA), è stata giornalista di cultura e spettacolo per un giornale piccolo ma di grandissimo valore: si chiamava Napolipiù e la sua redazione cultura era retta da una donna di enorme spessore, Donatella Gallone.

Donatella Gallone mi diede, come spesso mi accade, più spazio di quanto non meritassi, ed in particolare, mi regalò l’opportunità di seguire la maggior parte degli eventi culturali lanciati dal Comune e dalle provincia nel periodo in cui collaborai con il suo giornale. Ebbene allora la Provincia, ma anche il Comune e soprattutto la Regione organizzavano una pletora di eventi, forse alcuni anche pedestri, ma molti davvero di alto profilo.

Eppure ad ogni presentazione c’era qualcuno che non era d’accordo e lo diceva. E a gran voce, e polemizzava ma non era sterile. Ed a volte anche io che avevo solo ventitré anni non ero d’accordo con le sue tesi, ma trovavo sempre interessante ascoltarle.   ciro sabatino Quel qualcuno era Ciro Sabatino: all’epoca proprietario e direttore artistico in società con altre persone, de Il Pozzo il Pendolo. Tanta acqua è passata sotto quel ponte, e nella mia testa e, soprattutto, nella vita della città culturale o meno che sia. Ebbene nonostante questo Ciro Sabatino è sempre andato avanti, spesso senza nessun appoggio economico degli enti locali, ed ha attuato operazioni culturali non fini a se stesse, ma che facessero servizi, che creassero partecipazione. Ultima in ordine di tempo, l’invenzione di IOCISTO libreria autogestita dal popolo e nello specifico dalla popolazione del Vomero oramai stanca del continuo spoliamento di librerie, cinema, centri di coesione sociale che il quartiere aveva subìto.

ciro sabatino iocisto da fb

 

 

Molti di voi ne avranno sentito parlare, dopo quasi due anni, molti pochi di voi ricorderanno che l’idea e la realizzazione è stata integralmente di Ciro Sabatino.

Ma Ciro è così è un bambino di oltre cinquantanni (ma che cosa noiosa e, poi, del tutto inutile sono i numeri, quando li riferiamo ad un essere umano) che vola oltre le sue stese creature, e così ora la sua nuova sfida è a Via Manzoni 21, in Stazione di Posta 108, un coworking, un luogo di incontro e di nuovo, come per tornare poeticamente all’inizio della storia, un teatro, anzi un’escape room sulla scorta di uno dei telefilm più famosi e amati (e odiati) di sempre, Lost. escape room ciro sabatino

Come spiegare tutte queste cose meglio di così? Semplice: con un’intervista a Ciro Sabatino!

Spero che lui sia così buono da concedermela.

Intanto vi confermo che per l’escape room le prenotazioni sono aperte e l’attività inizia questa settimana!

A presto con Ciro Sabatino e le sue pteroentae glottae

sabatino in versione lup mann

 

Immagini dal Web

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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