Il futuro delle future generazioni. – Sive dei figli degli altri.


Io sono una persona consapevole.

Non faccio figli.

Voi continuate a riprodurvi, mentre io, gajarda, a 34 anni penso a come non concepire, perché sono migliore di voi.

No, non è vero niente.

Io sono una dannata codarda, e voi, voi altri umani, avete ragione.

Un figlio è un dono della natura, della terra, dell’intelletto, dell’amore, della sorte, del Signore.

Un figlio è sempre un dono.

Spesse volte donato a persone inconsapevoli, a volte perfino inopportune, impreparate, ma ogni figlio cambia il mondo.

Non  il mondo dei genitori e della loro famiglia estesa, no, no.

Cambia proprio il mondo.

Quindi va coltivato, con attenzione.

Ecco, attenzione e dedizione.

In definitiva è per questo che io non me la sento.

Perché oltre che codarda e pavida e anche un po’ idiota (sì, ok la finisco), sono un’irresponsabile.

O forse, e questo lo dico senza ironia, sono troppo responsabile.

Mi spiego.

A me preoccupa molto il futuro delle future generazioni, se vogliamo mi preoccupa anche il mio, ma qui andremmo OT.

Adoro i bambini, sul serio, come il mio amato papà, ho con loro (ma davvero con tutti, eh, manco fossi San Francesco) un rapporto molto particolare.

Io sono una grande bambina vecchia, triste e distrutta, ma resto una bambina, e questo loro, che sono, ringraziando il cielo, poco più che animali, lo sentono.

Il bambino, ma questo non ci volevo certo io per dirlo, è un piccolo dittatore plenipotenziario, proprio come a 34 sono io.

Un bambino è assolutamente in grado di tutto e lo sa, lo sente. E fa di tutto per Image for Where the wild things are.dimostrartelo.

Anche il bambino più stolido (perché esistono bambini idioti e perfino brutti, non crediate il contrario, anche bambini cattivi e maliziosi, non crediate alla favola della loro bontà predeterminata) SA di essere capace di tutto e lo dimostra.

Il capriccio infantile, non è una bizza, a mio sommessissimo avviso, è la dimostrazione che oltre un certo punto con un bambino non si può andare.

Ecco, io con questi piccoli adorabili tagliagola vado mostruosamente d’accordo.

Perché sono esattamente come loro.

Io sono certa di potere fare quello che voglio, senza regole (se non quelle dell’etica personale, che nel mio caso non è uno scherzo e quasi mi impedisce di respirare, ma anche quella è un’altra storia).

E sono pronta, come qualsiasi bambino a dimostrarlo.

Ed ho tenacia nel farlo.

E sono certa che come genitore sarei perfetta.

Image for La kryptonite nella borsa.

Ho una pazienza squisita, sono simpatica, sono dolce, ma sono anche austera.

Ho alcune idee sull’educazione davvero prodigiose.

Sono persuasa che un’alimentazione corretta ma non ortoressica, sia la chiave della meraviglia.

Saprei contribuire giustamente allo sviluppo fisico-psichico di ogni creatura al carbonio, e forse anche al silicio.

Non dormo è questo, stranamente, una volta tanto sarebbe un vantaggio.

E allora? Cosa mi impedisce di fare un figlio tutto mio, invece di importunare quelli degli altri?

La codardia, come sopra confessato, ma soprattutto un’altra piccola cazzabbubola.

Ecco, io non ve l’ho mai detto – in realtà non lo dico quasi mai a nessuno, anche nella vita reale – ma io sono molto Cristiana, non proprio cattolica, anche se è così che mi si potrebbe definire, ma molto molto, aggiungerei un altro molto, amante di Cristo.

Ne sarei, in effetti un soldato, non solo perché sono cresimata (la cresima fu una soprattassa del pagamento della retta della seconda media al Sacro Cuore – true life, true story), ma proprio perché a me piace lottare per i valori che il Cristo ha espresso.

L’amore per gli altri, il donarsi, la protezione dei deboli, degli ultimi.

Non ho molto afferrato il concetto dell’ama te stesso, ma so’ dettagli.

Ecco, l’amico Emmanuele ha detto una cosa che mi ha un po’ deviata: non sconvolgete i bambini.

O giù di lì.

Ecco, io temo che il mondo di oggi sia un po’ sconvolgente.

Ecco, io sono persuasa che la terra sporchi troppo facilmente i piedi di chi la calpesti e i bambini, non so se ve ne siete accorti, sono  molto puliti e bassini: possono sporcarsi più di noi.

E sono più difficili da lavare, sapete?, molti di loro non amano fare la doccia.

Lo so, sto cercando – e riuscendo – a buttare in vacca una cosa per me sacrosanta anzi SACRA E SANTA, ma parlo sul serio, scherzo, perché mi dovete credere: sapere con certezza di non volere concepire per una persona vitale come è la più laida sciagura che mi potesse capitare.

Ma è così.

Io non voglio mettere al mondo un potenziale infelice.

Non voglio mettere al mondo una persona che debba parlare dell’IS.

Non voglio dare alla luce un essere che debba confortarsi con l’uranio impoverito.

Non voglio creare, in definitiva, un piccolo cristo che, come tutti gli esseri umani, come me, porco cazzo!, debba salire sulle sue croci quotidiane piccole, grandi, o immonde che siano.

E più passa il tempo, meno voglio farlo, perché sono vecchia, vecchia, vecchia!

Ed ora non ditemi che tutti anche a quaranta anni, e bla bla bla.

Io sono per la libertà, ma i genitori a tutti i costi, non li capisco.

Moriranno e lasceranno al mondo degli infelici.

Ci sono casi e casi e distinguo, ma io sono certa che se mettessi al mondo un figlio tra dieci anni, a 44anni (in fila per sette con il resto di 4) sarei spregevole: dopo venti anni sarei già una dannata vecchia (questa volta in senso letterale) e i ragazzi dei vecchi non sanno cosa farsene.

Le mie neurodegenerazioni dovute all’età e alla mia persona, avrebbero già sconvolto troppe volte la mia stessa giovane carne.

Ed io, nel nome Benedettissimo di Cristo, non sconvolgo i bambini, mai, per nessun motivo.

A volte sconvolgo i loro genitori, ma francamente manco mi interessa.

Lo so, sono una presuntuosa, questo è ovvio.

E lo sapevate già.

Per me, la gran massa degli esseri umani sopra i 15 anni, manco esiste.

Per me il presente sono i bambini, i ragazzini.

Ed io li amo quasi tutti incondizionatamente… lasciate che i bambini vengano a me.

Ma quanto a farne uno tutto mio, beh, avrei  dovuto essere un’altra persona, MIGLIORE, e vivere in un posto più degno.

Che so, l’Eden.

Allora non credo, sai che genererò, cara Mammina.

E non mi guardare male, perché guardo io male me stessa ogni giorno per questo fardello.

Forse Cristo, il destino, la sorte mi illumineranno, e cambierò avviso.

Oppure farò felice un già nato in misere condizioni, più misere di quelle di ogni normale essere umano.

E adotterò.

Per ora gioco con i bambini degli altri, e con me stessa, la mia bambina preferita.

Però credetemi, amici, conoscenti, passanti per strada, quando dico che più di sei ore non li sopporto i vostri figli, è solo una sana invidia, avrei voluto avere io la vostra forza.

Io vorrei un figlio, due, tre, tremila, con tutta me stessa.

Per questo non mi sento degna.

Per questo lo sono.

Per questo non voglio esserlo.

 

A tutti gli esseri umani che mi hanno insegnato cosa significa essere padre e madre:

MIO PADRE, la persona migliore del mondo,

VALERIA IACOBACCI, la migliore dei Perricone,

MITì PENTA, la donna che vorrei essere,

GIOIA PIRO, la mia seconda mamma, 

NELLA CASTIGLIONE MORELLI, un angelo, 

LUCIA GANGHERI, che figli non ne ha,

BENEDETTO MOTISI, un prodigio che ha sposato un prodigio, generando quello che sarà un prodigio, 

VERONICA BENINI, che figli non ne ha potuti avere,

RICCARDO PIZZI, un padre ideale,

FRANCO RICCARDO, il padre più bello del mondo,

MIO NONNO FRANCO, adorabile,

MIA NONNA TERESA, uno zucchero filato che era molto più intelligente di quanto non desse a vedere,

LA PROFESSORESSA ARENA, pace all’anima sua,

ANTONELLA MAG GIANNONE, devota madre di se stessa (e non é poco),

MIA CUGINA FRANCESCA, che aveva gli occhi che piangevano per me, mentre sorrideva a sua figlia, 

MAURICE SENDAK, grazie di tutto (l’immagine in alto a destra è sua ed è presa dal web)

MIA MADRE, in un certo senso.

 

a miei figli sparsi per il mondo, sono vostri, io lo so, ma un po’ li sento miei, per quel quarto d’ora che magari a Voi danno anche fastidio.

 

A Lorenzo Riccardo, il mio figlio preferito by definition, figlio di due esseri umani probabilmente molto fortunati, dalla vita hanno avuto tutto, hanno avuto TE.

Ed al mio diletto Aldo, la mia versione migliorata di sette anni e poco meno, questa è la canzone che più al mondo mi fa pensare a Te! E a noi, amico mio!

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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6 risposte a Il futuro delle future generazioni. – Sive dei figli degli altri.

  1. Patrizia Visone ha detto:

    Interessante accorata teoria… Giochiamo ? Io ho 10 anni e mia mamma e’mia figlia e mia figlia e’ mia mamma … Lo spazio temporale ha un momento impreciso dove siamo solo donne

    • SuperEgoVsMe ha detto:

      Cosa dirti se non tira un dado per vedere cosa succede? Direi che la vita è abbastanza abbastanza, se perdoni il gioco di parole con te. Però mi piaci, che ci posso fare se mi piaci!!

      • Patrizia Visone ha detto:

        Oggi mi rallegri tanto … Vorrei abbastanza abbastanza fortunapersicosa e tirare il dado! Sto sorridendo abbastanza abbastanza mentre trattengo il dado pensando a quanto mi hai trasmesso

  2. Patrizia Visone ha detto:

    Dopo il mio primo commento d’istinto con una prima proiezione … mi si fa spazio altra considerazione per la quale ti ringrazio e non so se sarà utile anche al lettore. Ma quindi siamo noi felici di essere al mondo? Mia madre non me lo ha mai chiesto. Xk la maternità viene vissuta in maniera a volte ambigua. Si dona e ci si sfibra, un dono costante. Sei contenta che mamma si preoccupa se hai studiato,se hai trovato lavoro, se sei innamorata, se sei soddisfatta, se hai da mangiare, se hai da vestire? Ma sei contenta che ti ho messa al mondo ? Sei contenta di respirare ? Sei contenta di amare, di vivere? Io me lo sto chiedendo come figlia. Dovrò spogliarmi di codardia e chiederlo a mia figlia. E’ la vita sulla terra un vero dono? E lo apprezziamo ? Come madri non lo mettiamo proprio in discussione… una Vita, la ns, massacrata e ricucita e poi … Mamma si è svenata x questo vestito della festa x te …. Questo però si può rifare … Una vita?

    Si Daniela hai ragione tu.

    • SuperEgoVsMe ha detto:

      Cavoli… Ringrazio io Te, in verità.
      Io personalmente mi sono sempre posta questa domanda, sia esistenzialmente, sia in funzione proprio della maternità.
      Mia, altrui, voluta, violata, negata, inadeguata.
      E quindi sì.
      Io una risposta a questo ce l’avrei, ma è personale.
      Io sono contenta anzi proprio felice di essere viva e rimpiango sui momenti in cui lo ero abbastanza e non ero abbastanza grata.
      E sì, credo che fare nascere sia un dono, un dono gradito e da gradire.
      Ma che però come tu dici non è proprio solo una mera donazione, ma un contratto corrispettivo, tanto perchè sotto sotto sono un Avvocato, da onorare per tutta la vita.
      Forse anche oltre.
      Io, purtroppo, temo di non essere degna.

  3. SuperEgoVsMe ha detto:

    Cara Patrizia, sono io davvero che ringrazio Te!

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