Woody, Federico Baccomo Duchesne.

Woody, edito da Giunti Editore, con illustrazioni di Alessandro Sana, è il quarto libro di Federico Baccomo, il famoso Duchesne di Studio Illegale.

Arrivato dopo i due libri geneticamente collegati al suo vecchio e gloriosissimo blog,(Studio Illegale, per l’appunto, e Gente che sta bene – dai quali sono state tratte altrettante pellicole cinematografiche),

e il premiatissimo Peep Show (tutti editi da Marsilio), estraneo alle classiche tematiche social/legali dei due precedenti volumi,

copertina woody giuntiWoody è un romanzo delizioso.

Questo è il primo aggettivo che mi viene in mente se devo pensare a Woody: delizioso.

Poi potrei continuare e definirlo delicato, romantico, poetico, amaro, in una sola parola VERO.

Ma la delizia, il senso di bambinesco smarrimento, la lievità e la poesia, sono le prime cose che possono venire in mente a chiunque si affacci a questo piccolo prezioso volume.

Per me queste poche pagine, appena 92 – considerate anche le immagini di Sanna – rappresentano un’opera d’arte vera e propria; pertanto,  la storia di Woody, il quid, è, ai miei occhi, molto meno importante del quomodo. Eppure ve ne parlerò.

Woody, cane di razza Basenji di tre anni, si trova

– per una serie di circostanze molto dolorose che il corso del romanzo dipanerà –

in un canile. Separato improvvisamente e, dal suo punto di vista senza motivo, dall’amata Padrona Laura – ragazza universitaria di Milano.

Nella gabbia in cui è costretto, senza cibo, senza affetto, senza apparenti motivazioni, Woody, in prima persona, anzi in prima canità, racconterà sue riflessioni sul mondo, sulla vita di cane, sulla sua vita con gli uomini, arrivando anche a chiarire il perché del suo penoso stato.

mia madre ama il DUCA

mia madre ama il DUCA

Questo, in estrema sintesi il plot della storia, ma non è assurdo definire questo piccolo gioiello uscito dalla penna di Baccomo, un romanzo di formazione: una storia di fantasia quasi favolistica, che, però, dalla prospettiva di un cane di taglia media spiega il mondo e le sue odiose contraddizioni e miserie molto più di tanti fondi di giornale.

E questo, però, non deve sorprendere, perché dalla penna di Federico Baccomo, per me il mio Duca, sono uscite negli anni numerose perle, numerosissime suggestioni, numerose Verità.

Quelle Verità che sono evidenti a chiunque VEDA a chiunque voglia vedere, se ha il tempo, le capacità e la sensibilità di farlo.

Per me, che sono nata come blogger grazie a Duchesne, come ho sempre detto e sempre ricorderò, che Federico Baccomo abbia queste capacità era indubbio dalla prima chat.

Adesso che ho avuto la fortuna anche di conoscerlo personalmente e fisicamente (in un pranzo che lo vedeva proprio con le bozze di Woody sotto braccio), non posso che compiacermi di aver comprato già quattro copie di Woody.

Un romanzo da regalare per Natale a chiunque abbia un cane, a chiunque abbia un amore, a chiunque debba imparare a sorridere del male e del bello della vita.

Io la mia copia me la tengo stretta e l’ho già letta non so quante volte, trovandoci, ispirazione, allegria, nostalgia, quieta accettazione.

Sì, l’accettazione di chi sa che le cose sono più grandi di lui, ma comunque lotta per  Federico Baccomo duchesne
cambiarle, per essere artefice del proprio destino, diventando un EROE.

Ma, soprattutto, cosa è: eroe?” – si chiede Woody alla fine delle sue rocambolesche avventure.

Io la risposta ce l’ho:

un eroe è qualsiasi essere vivente che superi i propri limiti per amore, al di là di ogni sanità e salvezza per se stesso.

Un eroe è chi lotta contro il mondo e contro il male, nel suo piccolo limitato orto.

E chi lotta contro le proprie stesse miserie, per superare quello che è il  male di vivere.

Per me, Federico Baccomo Duchesne è un eroe; è il mio DUCA.

Informazioni su SuperEgoVsMe

Una rampante partenopea di belle speranze. Sono una bloggheressa esaltata ed esaltante (?!), anche se ondivaga più di uno tsunami, che ricordo per tranquillità e piacevolezza. Cultrice del buono e del bello e della pazzia, perché si sa, similes cum similibus congregantur, riferendomi all'ultimo lemma. Wannabe critico enogastronomico e, pertanto, cagapalle mostruosa a tavola. Sono l'incubo di ogni maitre che crede che il Cordon Bleu sia solo un prodotto Findus. Innamorata pazza di un uomo magnifico. Perennemente in lotta vs personalità borderline. Proprio ora che sono venuta a capo della mia. Suprematizzante, as u'll see. Volevo essere una blogstar, poi sono stata folgorata sulla via di Montecarlo da un certo Pocacola ed ho capito di dover essere una SuperFigaMegaGiga (trademark). Il prossimo passo che mi divide dalla conquista del mondo è diventare una twit-star. Seguimi e likami ovunque: mi troverai qui e lì nel magma del web. Sono riconoscibilissima: le mie cazzate hanno il marchio di fabbrica.
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